Il fronte europeo dei divieti social per i minori si allarga ulteriormente, dopo che nelle scorse settimane avevamo raccontato prima del divieto annunciato dal Regno Unito per gli under 16, poi della proposta della Commissione Europea per fissare un ritardo armonizzato a livello UE sotto i 13 anni.

Ora tocca alla Francia compiere il passo decisivo: nella giornata di oggi l’Assemblea nazionale ha approvato il testo che porterà al blocco totale dell’accesso ai social network per i minori di 15 anni, dopo che l’accordo era già stato raggiunto ieri in commissione mista paritaria tra deputati e senatori.

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Cosa prevede il testo approvato e cosa cambierà in concreto

Rispetto alla proposta iniziale, sfuma l’ipotesi di stilare una lista nera di servizi considerati dannosi, mentre si punta dritti a un divieto totale e generalizzato per l’utilizzo dei social network da parte dei minori di 15 anni. Sul tema, il presidente Emmanuel Macron si era già espresso con parole piuttosto nette:

“Vietare i social media ai minori di 15 anni: questo è ciò che raccomandano gli scienziati, ed è ciò che chiede a gran voce il popolo francese”.

Vale la pena ricordare che la Francia non parte da zero su questo fronte ma che una prima legge, la n. 2023-566, era già stata promulgata nel luglio 2023, subordinando l’accesso ai social per i minori di 15 anni al consenso esplicito dei genitori.

Quella normativa, però, lasciava alle piattaforme il compito di verificare l’età solo su base volontaria, con un’efficacia pratica piuttosto limitata. Il nuovo testo approvato oggi cambia radicalmente approccio, passando da un consenso parentale facilmente aggirabile a un divieto vero e proprio, sul modello già sperimentato dall’Australia con gli under 16.

A partire dal prossimo 1° settembre, in Francia non sarà più possibile aprire nuovi account sui social network per chi ha meno di 15 anni, con un periodo di grazia di circa quattro mesi per gli account già esistenti, che dovranno quindi essere disattivati entro l’inizio del 2027.

Per le piattaforme social sarà necessario definire sistemi di verifica dell’età capaci di garantire l’accesso esclusivamente agli utenti che hanno già compiuto 15 anni, nel rispetto della normativa nazionale, in particolare per quanto riguarda la tutela della privacy.

Gli aspetti tecnici di questi sistemi di verifica dovranno essere valutati e definiti nel corso delle prossime settimane, un nodo tutt’altro che scontato da sciogliere, come dimostra anche il caso australiano, dove secondo l’Università di Newcastle oltre l’85% degli adolescenti under 16 sarebbe ancora presente sulle piattaforme nonostante il divieto già in vigore da mesi.

La Francia, però, ha ormai preso una strada ben precisa e per i più giovani, l’accesso ai social sarà bloccato. Questo provvedimento si somma al divieto di utilizzo dei telefoni cellulari, già attivo nelle scuole primarie e medie, che verrà ora esteso anche alle scuole superiori.

Un tassello in un mosaico europeo sempre più fitto

La mossa francese si inserisce in un quadro europeo dove la regolamentazione dell’accesso dei minori ai social sta procedendo a velocità diverse da Paese a Paese.

Ricordiamo che la Commissione Europea ha confermato la volontà di introdurre una normativa comunitaria sulla questione, e presenterà una proposta per vietare i social ai minori di 13 anni, garantendo poi un accesso graduale per gli adolescenti più grandi in base alle garanzie offerte dalle piattaforme stesse.

Un impianto che, va detto, ricorda da vicino anche altre iniziative recenti, come quella dei 700.000 studenti veneti che chiedono una soglia di 14 anni per l’Italia, o la legge già approvata dalla Turchia con lo stesso limite dei 15 anni scelto ora dalla Francia.

Resta dunque da capire quanto efficace risulterà nella pratica il modello francese, ma con l’approvazione di oggi Parigi si conferma tra i Paesi europei più determinati a intervenire direttamente sul diritto di accesso alle piattaforme, piuttosto che limitarsi a normative più blande basate sul solo consenso dei genitori.

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