Sembrava essere tutto pronto per il tredicesimo volo di prova di Starship, il gigantesco sistema di lancio completamente riutilizzabile sviluppato da SpaceX. Dopo il completamento delle operazioni di rifornimento di propellenti e un conto alla rovescia senza particolari intoppi, il decollo previsto nella notte italiana tra il 16 e il 17 luglio è stato annullato a pochi istanti dalla partenza.

Il sistema di sicurezza del razzo ha infatti rilevato un’anomalia durante le ultime fasi della sequenza automatica di lancio, facendo scattare l’hold e impedendo il decollo dal Pad 2 di Starbase; la missione, nota come Flight 13, è stata così rinviata a data da destinarsi, anche se un nuovo tentativo potrebbe avvenire già nei prossimi giorni.

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Il sistema automatico ha fermato il decollo di Starship negli ultimi secondi

Secondo le prime informazioni diffuse da SpaceX, non si sarebbe verificato alcun incidente durante le operazioni di preparazione, il caricamento dei propellenti di Ship 40 e del Super Heavy Booster 20 era stato completato regolarmente e il razzo risultava pronto al decollo.

A interrompere la sequenza è stato invece il sistema automatico di controllo, che ha rilevato un problema nei motori del booster durante gli ultimi secondi del conto alla rovescia; l’anomalia ha attivato immediatamente la procedura di sicurezza evitando il lancio e avviando le operazioni di svuotamento dei serbatoi.

Al momento le cause precise sono ancora oggetto di analisi, ma le prime indicazioni lasciano intendere che il velivolo non abbia riportato danni significativi e che possa essere preparato per un nuovo tentativo nel giro di pochi giorni.

A fornire i primi dettagli è stato Elon Musk attraverso un messaggio pubblicato su X, il fondatore di SpaceX ha spiegato che alcuni motori non si sono accesi correttamente, circostanza che ha portato il sistema a interrompere automaticamente il lancio.

Secondo la grafica mostrata durante la diretta ufficiale, il problema avrebbe interessato quattro motori Raptor 3 atmosferici collocati nell’anello intermedio di Super Heavy, una mancata accensione di questo tipo avrebbe comportato una riduzione della spinta disponibile, con possibili conseguenze sia durante la fase di ascesa sia nel successivo rientro del booster.

Musk ha inoltre anticipato che due motori Raptor 3 atmosferici del Super Heavy verranno sostituiti prima del prossimo tentativo di lancio, che l’azienda spera di effettuare già all’inizio della prossima settimana.

Flight 13 avrebbe dovuto compiere diversi test fondamentali

Il tredicesimo volo di Starship rappresentava un nuovo passo avanti nel programma di sviluppo dei lanci di SpaceX. Pur mantenendo un profilo di missione simile a quello di Flight 12, il test avrebbe introdotto alcuni obbiettivi particolarmente importanti.

Il Super Heavy Booster 20 avrebbe dovuto completare un ammaraggio controllato nel Golfo del Messico, con l’obbiettivo di dimostrare miglioramenti rispetto al precedente volo e raccogliere dati utili in vista del futuro recupero tramite le braccia meccaniche di Mechazilla, previsto nelle prossime missioni.

Il secondo stadio, Ship 40, avrebbe invece trasportato per la prima volta 20 satelliti Starlink V3 funzionanti; i satelliti sarebbero stati in grado di collegarsi sia alle stazioni di terra in Sudafrica sia alla costellazione Starlink già operativa attraverso collegamenti ottici laser.

La missione prevedeva anche numerosi test tecnologici, sei dei satelliti Starlink avrebbero dovuto utilizzare fotocamere integrate per osservare il comportamento dello scudo termico di Starship durante il volo, raccogliendo informazioni preziose per valutare le prestazioni delle piastrelle protettive. Essendo inseriti in una traiettoria suborbitale, questi satelliti avrebbero avuto una vita operativa di circa venti minuti prima di rientrare nell’atmosfera e distruggersi.

SpaceX aveva inoltre installato nuove piastrelle dello scudo termico dotate di sensori, progettate per registrare dati nei punti sottoposti alle maggiori sollecitazioni meccaniche durante il volo. Tra gli obbiettivi più attesi figurava infine un nuovo tentativo di riaccensione nello spazio di un motore Raptor 3 atmosferico, una prova che non era riuscita durante il precedente Flight 12 a causa di un malfunzionamento di un motore RVac.

Il rinvio di Flight 13 rappresenta quindi soltanto uno slittamento del programma di test e non un arresto dello sviluppo di Starship. Come già accaduto in passato, SpaceX analizzerà tutti i dati raccolti durante il conto alla rovescia, sostituirà i componenti necessari e preparerà il razzo per un nuovo tentativo, che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni se le verifiche tecniche daranno esito positivo.

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