Ne avevamo parlato ormai già quasi un paio d’anni fa: Stellantis era stata costretta a sospendere per quattro settimane la produzione della Fiat 500e per il crollo della domanda, un episodio che aveva riacceso più di un dubbio sul futuro della city car elettrica torinese.
Ora, però, arriva un annuncio che va nella direzione opposta: la Fiat 500 elettrica sarà aggiornata con nuove batterie sviluppate e prodotte nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, a Torino, con l’obiettivo dichiarato di renderla più competitiva sul mercato.
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L’annuncio arriva dal tavolo del MIMIT
L’annuncio è arrivato durante il Tavolo Nazionale dell’Industria Automobilistica, organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presieduto dal ministro Adolfo Urso, dove Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, il gruppo che riunisce marchi come Fiat, Alfa Romeo, Peugeot e Jeep, ha illustrato il futuro del polo produttivo piemontese.
Secondo quanto dichiarato da Cappellano, nel 2027 le nuove batterie permetteranno alla 500 elettrica di migliorare la propria proposta commerciale, mentre dal 2030 è prevista una nuova generazione del modello con più varianti. Il manager ha sottolineato che il futuro di Mirafiori non sarà legato soltanto alla produzione delle auto, ma anche allo sviluppo di tecnologie e componenti strategici.
Al momento non sono stati diffusi dati tecnici precisi sulle nuove batterie: capacità, autonomia, chimica delle celle e tempi di ricarica restano ancora riservati. Circolano comunque indiscrezioni secondo cui i nuovi pacchi potrebbero derivare dalla tecnologia LFP sviluppata da Leapmotor, il costruttore cinese con cui Stellantis ha stretto una partnership negli ultimi anni, con l’obiettivo dichiarato di abbassare sensibilmente il prezzo di listino della city car, oggi considerato uno dei principali freni alle vendite.
Mirafiori punta su batterie, ricerca e componenti elettrificati
Lo stabilimento torinese continuerà quindi ad avere un ruolo centrale nella strategia di Stellantis. Oltre alla produzione automobilistica, infatti, all’interno del complesso vengono realizzati anche componenti destinati alle vetture ibride, come i cambi elettrificati eDCT, sistemi che combinano un motore tradizionale con una parte elettrica per ridurre consumi ed emissioni.
A Mirafiori sono presenti anche attività legate all’economia circolare, con il recupero e la rigenerazione di motori, cambi e batterie, oltre a un Battery Technology Center dedicato alla ricerca sulle tecnologie degli accumulatori, dove gli ingegneri verificano come celle e pacchi completi reagiscono alle temperature estreme e all’invecchiamento nel tempo, oltre a mettere a punto il software che ne gestisce il funzionamento.
Il sito ospita inoltre un’importante struttura di sviluppo con oltre 3.000 ingegneri impegnati nella progettazione di nuovi prodotti e soluzioni per la mobilità del futuro, un numero che da solo racconta quanto lo stabilimento sia ormai molto più di una semplice linea di assemblaggio.
Durante l’incontro al MIMIT, Cappellano ha evidenziato anche i segnali di ripresa dello stabilimento, un dato particolarmente significativo se paragonato proprio all’episodio della sospensione produttiva del 2024. Secondo quanto comunicato dal responsabile Europa di Stellantis, la produzione a Mirafiori è aumentata in modo significativo, portando all’inserimento di circa 400 nuovi lavoratori e a una riduzione superiore al 70% dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, un’inversione di tendenza netta rispetto ai timori occupazionali che avevano accompagnato lo stabilimento negli anni precedenti.
Il quadro complessivo, va detto, resta comunque delicato: nel primo semestre 2026 Stellantis ha assemblato in Italia 252.223 unità, un ritmo che porterebbe l’anno a chiudersi attorno a 500.000 vetture, ben al di sotto del milione auspicato dal ministro Urso, che proprio in occasione del tavolo ha citato il confronto con la Germania per sottolineare l’ambizione di mantenere operativi tutti gli impianti italiani in una fase di contrazione della capacità produttiva europea nel suo complesso.
Il piano per i prossimi anni
Il piano punta quindi a trasformare Mirafiori in un centro sempre più orientato all’elettrificazione, alla ricerca e alla produzione di componenti avanzati.
Le nuove batterie per la Fiat 500 elettrica rappresentano uno dei primi passaggi di questo percorso, in attesa della nuova generazione prevista a partire dal 2030, un traguardo che arriverà proprio in concomitanza con il 70° anniversario dalla nascita della 500 originale del 1957, un simbolismo che Stellantis difficilmente lascerà passare inosservato per il lancio del nuovo modello, atteso sulla piattaforma STLA Small.
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