Nonostante quello che potreste aver letto in giro, gli iPhone venduti nell’Unione Europea non avranno un pannello posteriore rimovibile per sostituire facilmente la batteria, e con ogni probabilità non lo avranno mai.
Vi chiederete, dunque, perché continua a circolare questa voce: la risposta, come spesso capita, sta in un fondo di verità mal interpretato. Facciamo chiarezza.
Indice:
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Cosa dice davvero la normativa UE
Probabilmente avrete visto contenuti TikTok generati con l’AI e post su Reddit che sostengono come l’UE costringerà Apple a introdurre batterie sostituibili dall’utente sull’iPhone a partire dal 2027.
Ne avevamo già parlato ad aprilee la realtà è ben diversa da come viene raccontata sui social. Sì, l’UE ha effettivamente una nuova normativa sulle batterie che entrerà in vigore nel 2027, ma Apple soddisfa già i requisiti richiesti.
Va detto che non è la prima volta che Apple e Bruxelles si scontrano su un tema normativo: proprio in questi mesi l’azienda sta discutendo con la Commissione europea sul rinvio del lancio di Siri AI nell’UE, che secondo Cupertino sarebbe impedito dagli obblighi di interoperabilità del Digital Markets Act.
In quel caso, però, l’UE non ha lasciato alcuna scappatoia ad Apple. Sul fronte batterie, invece, le cose sono andate diversamente.
Il testo di riferimento è il Regolamento (UE) 2023/1670, che si applica specificamente a smartphone, telefoni cellulari, cordless e tablet. Di primo acchito, sembrerebbe includere anche l’iPhone.
Il regolamento richiede infatti che una batteria sia facilmente rimovibile e sostituibile, e che il dispositivo sia progettato in modo che il proprietario possa farlo autonomamente, senza utensili specializzati, con un processo abbastanza semplice da poter essere eseguito da un consumatore medio.
La clausola di esenzione che cambia tutto
Ed eccoci al punto vero della questione. Lo stesso regolamento contiene una clausola, rubricata come Annex II, Part B, Section 1.1(1)(c)(ii), che si applica specificamente a iPhone e ad altri dispositivi premium di Samsung, Google e simili.
La clausola permette ai produttori di limitare l’accesso alla batteria in modi che normalmente non sarebbero consentiti, ma solo se il dispositivo soddisfa tre criteri precisi:
- Longevità dopo 500 cicli: la batteria deve mantenere almeno l’83% della capacità nominale
- Longevità dopo 1.000 cicli: la batteria deve mantenere almeno l’80% della capacità nominale
- Resistenza a polvere e acqua: il dispositivo deve raggiungere almeno la certificazione IP67
Tutti gli iPhone moderni soddisfano o superano questi tre criteri. Di conseguenza, semplicemente, non saranno toccati dalla nuova legislazione sulle batterie.
Se la batteria del vostro iPhone dovesse comunque necessitare di una sostituzione, potrete sempre rivolgervi a un Apple Store, oppure sfruttare il programma Self Repair di Apple, che già oggi permette di cambiare la batteria in autonomia a casa.
Perché se ne parla proprio adesso
Se la normativa 2027 non è certo una notizia fresca, il motivo per cui è tornata sotto i riflettori ha un nome preciso: Nintendo. La casa giapponese ha confermato che venderà nell’UE una versione rivista di Switch 2 conforme ai nuovi requisiti, dotata di batteria sostituibile dall’utente.
La realtà, però, è che Switch 2 ricade sotto un impianto normativo completamente diverso da quello che si applica a un iPhone. Non essendo un telefono né un tablet, la console rientra nel Regolamento UE Batterie (2023/1542), che non prevede clausole di esenzione utilizzabili da Nintendo: deve quindi adeguarsi.
E, va detto, Switch 2 non ha nemmeno alcuna certificazione di resistenza all’acqua, quindi anche questa strada resterebbe comunque preclusa.
I problemi all’orizzonte
Nintendo ha le risorse economiche e le capacità produttive per realizzare una versione speciale di Switch 2 dedicata al solo mercato europeo, ma non tutte le aziende possono permetterselo.
È qui che la normativa potrebbe fare le sue prime vittime concrete: i produttori più piccoli di smartphone e tablet potrebbero scoprire che non ha senso, dal punto di vista economico, riprogettare i propri dispositivi solo per il mercato UE, e finire semplicemente per ritirarli dalla vendita in Europa, limitando le opzioni a disposizione dei consumatori.
Si tratta comunque, con ogni probabilità, di un problema temporaneo. I prossimi smartphone e tablet potranno essere progettati fin dall’inizio tenendo conto della normativa sulle batterie. Resta da capire se questo porterà le aziende a introdurre le stesse batterie sostituibili anche negli Stati Uniti: Nintendo, almeno per ora, ha scelto di non farlo. Staremo a vedere.
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