Da ormai diversi mesi, complice la crescita sempre più crescente delle richiesta da parte dei data center e le infrastrutture di intelligenza artificiale, il costo delle RAM (così come di altre componenti) sta aumentando a dismisura. Un aumento, questo, che si riflette nel rialzo concomitante dei prezzi di listino, a partire dai PC desktop (oggi creare una configurazione per il gaming costa esponenzialmente di più rispetto ad un anno fa), fino ad arrivare alle console da gaming come PlayStation 5 e Xbox Series X (che proprio negli ultimi giorni ha annunciato un ulteriore aumento dei prezzi) Steam Deck e, dulcis in fundo, gran parte dei dispositivi di Apple. In definitiva, la “RAMageddon” sembra un problema serio, che si ripercuoterà nei mesi (se non anni) a venire: scopriamone insieme tutti i dettagli.

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RAMageddon: una problematica che coinvolge anche Apple

Tra tutte le compagnie produttrici al mondo, Apple è da sempre stata una delle più “stoiche” nell’assorbire l’aumento di costo delle componenti, complice gli immensi volumi d’acquisto che le permettono di dettare, più o meno, le proprie regole ai fornitori di turno. Tutto questo è cambiato qualche giorno fa, con la modifica in sordina del catalogo online di Apple, che ha portato conseguentemente all’aumento fino al 25% dei prezzi di listino di MacBook, Mac, iPad, HomeStudio e via dicendo, confermando che la RAMageddon (così è stata soprannominata) è un problema serio e tangibile.

Quello che appariva come un laptop decisamente budget-friendly, ovvero il MacBook Neo, ha subito un’impennata di oltre 100 euro, partendo ora da 799 euro. Nel caso della serie dedicata ai professionisti e agli utenti più esigenti, MacBook Pro, i rincari arrivano fino a 600 euro rispetto ai precedenti prezzi di listino.

Per fortuna tutti i modelli di iPhone, almeno per il momento, non hanno subito modifiche al prezzo, anche se l’orizzonte non appare dei più rosei, con aumenti previsti per i prossimi iPhone 18 e iPhone 18 Pro, in dirittura d’arrivo tra autunno di quest’anno e i primi mesi del 2027.

Che si tratti di notebook, console da gioco o tablet, dunque, il mercato della tecnologia consumer sta subendo un’inevitabile aumento dei prezzi a tutto tondo: resta a questo punto da vedere come (e quando) questa situazione si risolverà, confidando in un’ipotetica stabilizzazione nel 2027.

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