RJ Scaringe, CEO di Rivian, ritiene che i costi dei software di guida autonoma siano destinati a scendere drasticamente nel prossimo futuro. In un’interessante intervista con WIRED, Scaringe ha paragonato la situazione attuale a quella degli airbag negli anni Novanta: un’opzione a pagamento oggi, una dotazione di serie inclusa nel prezzo domani.

Il commento arriva in un momento particolare per il settore: Tesla ha da poco eliminato la possibilità di acquistare il pacchetto Full Self-Driving con pagamento una tantum, passando a un modello esclusivamente in abbonamento a 99 dollari al mese, ma che secondo Scaringe non potrà durare a lungo.

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Il confronto con BYD che regala la guida assistita

Il giornalista Jeremy White di WIRED ha posto a Scaringe una domanda diretta: per quanto tempo Rivian potrà chiedere 2.500 dollari per qualcosa che altri, come BYD, regalano gratis? Per chi non lo sapesse, in Cina, infatti, BYD include la suite di assistenza alla guida God’s Eye in tutti i suoi veicoli senza costi aggiuntivi.

Scaringe non ha contestato la premessa ma ha risposto che il premio di prezzo esiste solo finché poche aziende sono in grado di offrire questa tecnologia, e che da quel punto in poi i margini si erodono.

Una volta che abbastanza aziende l’avranno sviluppata, quello che si può chiedere diventerà molto più basso“, ha detto.

“Ma in entrambi gli scenari resta molto importante. Quando diventerà gratuita (la guida assistita), diventerà una componente necessaria per vendere veicoli.”

L’analogia con gli airbag e la differenza rispetto a Tesla

Scaringe ha inquadrato la questione paragonando la guida autonoma alle tecnologie di sicurezza per cui un tempo si pagava un sovrapprezzo.

Penso che questa diventerà una funzionalità inclusa nel prezzo di acquisto. Vi ricordate quando si pagava per gli airbag? C’è stato un tempo in cui erano un’opzione. Ora sono semplicemente nell’auto“.

Alla domanda su quanto a lungo Rivian potrà continuare a chiedere 2.500 dollari per il suo pacchetto Autonomy+, Scaringe ha risposto con pragmatismo che l’azienda continua a farlo solo perché il mercato detta questo ed è un ricavo necessario, per adesso.

Per dare un’idea della situazione, la posizione di Scaringe è notevolmente diversa da quella di Tesla. Per anni Elon Musk, di certo non celebre per la propria onestà ferrea, ha detto ai clienti di acquistare FSD subito perché il prezzo sarebbe “solo salito man mano che il software migliorava. Ha anche segnalato che l’abbonamento da 99 dollari aumenterà quando il sistema si avvicinerà alla guida senza supervisione.

I fatti, tuttavia, hanno dato ragione a Scaringe visto che alla fine Tesla ha più volte tagliato il prezzo di FSD nel corso degli anni (come potete notare dal grafico sottostante), e il passaggio al modello solo abbonamento, insieme alla decisione di mettere dietro pagamento anche l’Autopilot base, punta nella direzione di estrarre più ricavi ricorrenti dai clienti esistenti senza doverne per forza contare solo sull’acquisirne di nuovi per aumentare i guadagni.

 

La competizione sui costi con la Cina

Infine, nell’intervista di Scaringe questo parla anche della competizione con i produttori cinesi, affermando a WIRED che “dove l’Occidente, Nord America ed Europa, non può competere oggi è sui costi“, e che lo stack tecnologico di Rivian viene già misurato contro i rivali cinesi attraverso la joint venture con Volkswagen, che porta il software Rivian nella VW ID.1 da 20.000 dollari.

Questo contesto è anche molto rilevante per la roadmap di Rivian visto che i primi R2 saranno consegnati con quello che Scaringe chiama un sistema “Gen 2.5”, capace di guida point-to-point supervisionata ma non di autonomia Livello 3 o 4 senza supervisione. L’hardware completo per la guida autonoma, che include il chip proprietario Rivian da 1.600 TOPS, telecamere migliorate e lidar, invece dovrebbe sui modelli R2 dalla fine del 2026.

Insomma, il CEO conferma, infine, che Rivian sta costruendo l’intero stack di autonomia internamente, fino a valutare la produzione del proprio sensore lidar, dopo aver presentato la piattaforma durante il suo primo AI and Autonomy Day lo scorso dicembre.

Si tratta sicuramente di dichiarazioni che vanno in controtendenza col resto delle convinzioni occidentali sulla crescita dei prezzi della guida autonoma ma che si allineano con quanto sta già accadendo in Cina e, considerando l’espansione e il successo di colossi come BYD, fa capire già molto sulla vicenda. Solo il tempo potrà dirci se in futuro la guida assistita sarà inclusa su ogni automobile proprio come gli airbag.

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