La Cina ha deciso: la mobilità del futuro non passa solo dalle strade, ma anche dallo spazio aereo a bassa quota. I velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, meglio noti come eVTOL, stanno uscendo dalla fase sperimentale per diventare una componente strutturale della pianificazione nazionale. Il governo di Pechino intende inserire il settore nel prossimo piano quinquennale, lo strumento di programmazione economica che guida gli sforzi collettivi del Paese.
Non si tratta più di prototipi da saloni: a Guangzhou è già entrato in funzione un impianto produttivo che combina i metodi dell’industria automobilistica con gli standard aeronautici, con una capacità di 100 velivoli all’anno. Il primo eVTOL autonomo certificato, l’EH216 di EHang, offre già regolarmente servizi turistici dalle basi di Guangzhou e Hefei.
Il salto di qualità arriverà con le batterie allo stato solido, che promettono maggiore autonomia, minor peso e sicurezza assoluta. Un test condotto da EHang ha raggiunto 48 minuti di volo con celle allo stato solido da 480 Wh/kg di densità energetica, un valore che avvicina questi mezzi a un utilizzo interurbano su scala reale.
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Il nuovo piano quinquennale accelera la corsa agli eVTOL
La decisione di includere i velivoli elettrici a decollo verticale nel prossimo piano quinquennale (2026-2030) è un segnale politico di straordinaria rilevanza. Significa, in parole povere, che l’intero apparato industriale e finanziario cinese sarà mobilitato per sostenere ricerca, produzione e infrastrutture. A Guangzhou, il nuovo stabilimento utilizza catene di montaggio mutuate dall’auto per assemblare un velivolo biposto con autonomia massima di 30 chilometri, pensato per i collegamenti urbani a corto raggio.
Ma le ambizioni sono ben più ampie: a Chengdu, un velivolo da sei posti con autonomia fino a 200 chilometri è già in fase di test per la certificazione, destinato al trasporto interurbano. La volontà è quella di creare una rete di aero‑taxi e servizi turistici che integri la mobilità di superficie, decongestionando le megalopoli cinesi e offrendo nuove esperienze di viaggio.
Arrivano le batterie allo stato solido
Tutti i progetti cinesi guardano con estrema attenzione all’evoluzione delle batterie. Le attuali celle agli ioni di litio, pur consentendo voli brevi, limitano pesantemente autonomia e carico utile. L’obiettivo finale è rappresentato dalle batterie allo stato solido, che sostituiscono l’elettrolita liquido con un materiale ceramico o polimerico. EHang ha completato un test pionieristico di 48 minuti utilizzando celle con anodo di litio metallico ed elettrolita ceramico a base di ossido, raggiungendo una densità energetica di 480 Wh/kg.
Per dare un termine di paragone, le migliori batterie agli ioni di litio per auto si attestano intorno ai 250-300 Wh/kg. Una volta che i produttori cinesi (molti dei quali annunciano la produzione di massa tra il 2027 e il 2028) avranno validato le celle su milioni di automobili, l’aviazione potrà beneficiare immediatamente della tecnologia, rendendo gli eVTOL competitivi anche per tratte regionali.
Il mercato cinese è già operativo, l’Europa in netto ritardo

L’EH216 di EHang non è una promessa: è il primo eVTOL autonomo al mondo ad aver ottenuto la certificazione di tipo in Cina, e già opera voli turistici regolari con passeggeri a bordo. La configurazione a otto rotori e due posti lo rende stabile e sicuro per panoramiche a bassa quota o collegamenti rapidi tra punti d’interesse. Il nuovo impianto di Guangzhou produrrà cento esemplari all’anno, mentre la concorrenza interna testa prototipi ibridi (ala fissa più rotori) per l’efficienza in volo orizzontale. Tutti attendono però le batterie allo stato solido per superare l’attuale limite di 30-50 km di autonomia.
L’Unione Europea, nel frattempo, è ancora nella fase di regolamentazione e sperimentazione su piccola scala. Alcune città italiane (Roma, Milano, Venezia) hanno ospitato dimostrazioni di eVTOL, ma mancano un piano industriale nazionale e una strategia di investimenti paragonabile a quella cinese.
Insomma, le auto volanti non sono più fantascienza, e la chiave è la chimica delle batterie. Quando lo stato solido sarà maturo, la mobilità aerea urbana potrà decollare ovunque, ma il primato, per ora, resta saldamente in mano cinese.
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