OneRobotics, la società madre di SwitchBot, ha acquisito Nanoleaf, l’azienda canadese nota per i suoi pannelli LED modulari e i prodotti di illuminazione smart. Ma questa operazione, come ha spiegato il CEO di Nanoleaf Gimmy Chu in un’intervista esclusiva con The Verge, va ben oltre il semplice ampliamento del catalogo prodotti: è un passo strategico verso la costruzione di un ecosistema domestico basato sull’intelligenza artificiale e la robotica.

Nanoleaf rimarrà un’azienda indipendente, con Chu e il cofondatore e COO Christian Yan che continueranno a guidarla. “Non cambia nulla a livello operativo“, ha dichiarato Chu, aggiungendo che sono in programma integrazioni di prodotto tra le due aziende smart home.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Offerta

AMD Ryzen 7 7800X3D

Coupon: TUTTOA20

206€ invece di 349€
-41%

Un’operazione da 40 milioni di dollari

L’acquisizione, che Chu ha preferito caratterizzare come “più simile a una fusione“, fornirà a Nanoleaf risorse significative, inclusa un’iniezione di liquidità che aiuterà l’azienda a far crescere il team presso la sede di Toronto. Porterà inoltre accesso alle strutture produttive e alla supply chain dell’azienda cinese, che vanta una capitalizzazione di mercato superiore ai 2 miliardi di dollari.

Questo ci permetterà di produrre su scala più ampia, con maggiore potere d’acquisto per abbassare i costi per i nostri clienti e avere un controllo più stretto sulla catena di approvvigionamento e sul controllo qualità“, ha spiegato Chu.

Secondo i documenti pubblici, OneRobotics pagherà circa 40 milioni di dollari nell’arco di due anni per acquisire Nanoleaf completamente. Il fatturato annuo di Nanoleaf si aggira intorno ai 30 milioni di dollari, ma l’azienda ha operato in perdita netta negli ultimi due anni.

Chu ha precisato che la decisione di vendere non è stata dettata da necessità finanziarie, ma dalla volontà di far crescere l’azienda. “Non eravamo in una posizione in cui dovevamo farlo. Probabilmente non l’avrei fatto se non mi fosse sembrato giusto“, ha aggiunto, sottolineando che le due aziende hanno avuto un buon rapporto per molti anni.

AI embodied e robotica: il futuro di entrambe le aziende

Nonostante sia attiva da oltre un decennio, Nanoleaf rimane un’azienda relativamente piccola, che negli ultimi anni ha faticato a tenere il passo con competitor più grandi come Philips Hue e Govee. “Abbiamo realizzato molto; i nostri pannelli luminosi hanno dato vita a una categoria completamente nuova“, ha detto Chu. “Ma come piccolo team non avevamo molte risorse, e abbiamo sempre avuto più idee di quante ne potessimo gestire“.

Un esempio emblematico è come all’azienda siano serviti quasi otto anni per portare un interruttore della luce sul mercato. Con OneRobotics alle spalle, Chu dice che avranno le risorse per dare vita a quelle idee.

E quelle idee non riguardano solo l’illuminazione smart infatti Nanoleaf si sta muovendo verso l’AI embodied e la robotica, oltre a espandere la nuova linea di prodotti wellness basati su LED. Anche SwitchBot si sta espandendo in AI e robotica, avendo presentato Onero H1, il suo primo robot umanoide domestico, al CES di quest’anno, dopo il lancio di un robot da tennis con AI e un robot companion.

Secondo i documenti, OneRobotics considera l’acquisizione un passo chiave nella sua “strategia per costruire un ecosistema globale di AI embodied domestica“, una frase che stiamo iniziando a sentire da diverse aziende smart home, più recentemente da Dreame.

Sinergie tra culture simili

L’acquisizione aiuterà anche SwitchBot a espandersi nel retail fisico in Nord America ed Europa, dove Nanoleaf ha partnership con Apple e grandi catene come Costco, Best Buy e The Home Depot.

Chi segue il settore da anni può riconoscere le sinergie tra le due aziende. Entrambe infatti si sono costruite una reputazione per l’innovazione in un’industria sempre più dominata da imitatori veloci, ma hanno eccelso in aree diverse.

La forza di SwitchBot sta nella risoluzione pratica dei problemi, dal suo originale dito robotico che preme gli interruttori alla lineup di serrature, sensori, tapparelle e robot aspirapolvere. Nanoleaf, al contrario, ha costruito il suo brand attorno a idee e prodotti più esperienziali e meno correttivi di qualche problema in particolare, dai pannelli LED modulari al mirroring dello schermo e alla sincronizzazione musicale.

Siamo di dimensioni e scala simili con punti di forza diversi e molte sinergie. Siamo entrambi combattenti tenaci“, ha concluso Chu.

I nostri contenuti da non perdere: