Dopo settimane di analisi e verifiche tecniche, Blue Origin ha ricevuto ufficialmente il via libera dalla Federal Aviation Administration per tornare a lanciare il razzo New Glenn. La decisione arriva a seguito dell’indagine aperta dall’agenzia statunitense dopo i problemi riscontrati durante la terza missione del vettore, conclusasi con un’anomalia nell’inserimento orbitale del carico utile.

L’azienda aerospaziale fondata da Jeff Bezos ha annunciato la novità attraverso un messaggio pubblicato su X, spiegando che la FAA ha approvato il rapporto finale relativo al volo NG-3 e ha accettato le misure correttive introdotte in seguito all’incidente. Questo significa che i preparativi per la prossima missione, identificata come NG-4, possono proseguire senza ulteriori limitazioni regolatorie.

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New Glenn di Blue Origin tornerà presto a volare

Molti di voi potrebbero ricordare che, lo scorso aprile, New Glenn aveva raggiunto un traguardo estremamente importante per Blue Origin, ossia il riutilizzo con successo del primo stadio del razzo. Un passaggio fondamentale per la strategia della compagnia, che punta a competere direttamente con i sistemi riutilizzabili di SpaceX.

La missione tuttavia, aveva subito un problema nelle fasi finali. Dopo una parte iniziale apparentemente perfetta, il razzo non era riuscito a collocare correttamente in orbita il satellite trasportato per conto di AST SpaceMobile; in un primo momento Blue Origin aveva parlato genericamente di orbita anomala, mentre successivamente AST SpaceMobile aveva chiarito che il satellite si era effettivamente separato dal razzo, ma a un’altitudine troppo bassa per consentire l’attivazione dei propulsori di bordo. Di conseguenza, il satellite era destinato a rientrare nell’atmosfera terrestre senza poter completare la missione prevista.

A seguito dell’incidente, la Federal Aviation Administration aveva disposto il blocco temporaneo di New Glenn, avviando un’indagine ufficiale per individuare le cause del problema e verificare eventuali rischi per le missioni successive.

Secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato di Blue Origin, Dave Limp, i primi dati raccolti dopo il volo suggerivano che uno dei motori BE-3U del secondo stadio non fosse riuscito a raggiungere il livello di spinta necessario durante la seconda accensione.

Ora, con la conclusione dell’indagine, sono emersi dettagli più precisi. In una dichiarazione, la FAA ha spiegato che la causa diretta del problema sarebbe stata una perdita criogenica che avrebbe congelato una linea idraulica, provocando successivamente un’anomalia di spinta durante l’accensione del motore del secondo stadio. Blue Origin avrebbe dunque implementato nove azioni correttive differenti per evitare che il problema possa ripresentarsi nei prossimi voli.

Sebbene l’azienda non abbia ancora annunciato una data ufficiale per il lancio della missione NG-4, tutto lascia pensare che i preparativi siano già in fase avanzata. Negli ultimi giorni Dave Limp ha infatti condiviso un video dedicato al sistema di montaggio e trasporto del razzo New Glenn, anticipando inoltre l’avvio dei test integrati di accensione dei motori.

Per Blue Origin si tratta di un passaggio particolarmente importante, perché New Glenn rappresenta uno dei progetti più ambiziosi dell’azienda nel settore dei lanci orbitali pesanti. Il razzo è stato progettato per trasportare grandi carichi in orbita terrestre e, almeno nelle intenzioni della società, dovrebbe diventare uno dei pilastri della futura competizione commerciale nello spazio.

La riattivazione delle operazioni da parte della FAA consente dunque a Blue Origin di tornare a concentrarsi sul calendario delle prossime missioni, cercando di lasciarsi rapidamente alle spalle l’incidente del volo NG-3 e continuando lo sviluppo operativo del proprio vettore riutilizzabile.

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