Dagli Stati Uniti arriva la notizia dell’avvio di una class action in California nei confronti della Disney a causa dell’utilizzo da parte di quest’ultima di tecnologia di riconoscimento facciale agli ingressi dei parchi per verificare i biglietti.

A dire dei promotori dell’azione legale in questione, il colosso dell’intrattenimento non informerebbe in modo adeguato i visitatori dell’utilizzo di un sistema di scansione facciale all’ingresso di Disneyland e California Adventure.

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Una class action contro Disney

Il colosso statunitense è accusato di avere violato le leggi sulla privacy, sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori, avendo implementato nei suoi parchi una tecnologia che scatta fotografie ai volti degli ospiti e le confronta con le immagini scattate al momento del primo utilizzo del biglietto o dell’abbonamento annuale.

Inoltre, Disney è accusata di non divulgare in modo adeguato l’utilizzo dei dati biometrici raccolti e, pertanto, i visitatori dei suoi parchi non hanno idea che l’azienda stia raccogliendo questi dati altamente sensibili.

A rendere ancora più gravi le accuse nei confronti del colosso statunitense vi è il fatto che la maggior parte dei visitatori dei suoi parchi è rappresentata da bambini.

I promotori della class action ritengono che i visitatori dei parchi Disney dovrebbero avere la possibilità di acconsentire espressamente e per iscritto a questo tipo di tecnologia di riconoscimento facciale sensibile.

Secondo la politica sulla privacy della Disney, i dati ottenuti dalla sua tecnologia di riconoscimento facciale sono eliminati entro 30 giorni (salvo il caso in cui siano necessari per motivi legali o di prevenzione delle frodi) ma i promotori della class action ritengono che ciò non può essere vero, in quanto le informazioni biometriche vengono confrontate con quelle scattate al momento dell’acquisto dei biglietti o degli abbonamenti annuali da parte degli ospiti, associando le loro foto a tali biglietti o abbonamenti.

Il risarcimento richiesto è di almeno 5 milioni di dollari.