Oura ha annunciato due nuove funzionalità dedicate alla salute ormonale femminile, disponibili a partire dal 6 maggio per chi possiede un Oura Ring Gen 3 o un Oura Ring 4. Si tratta del più significativo aggiornamento in questo ambito da quando l’azienda ha introdotto Cycle Insights, e punta a offrire un supporto molto più personalizzato rispetto a quanto visto finora.

La prima novità riguarda il supporto alla contraccezione ormonale, che amplia le capacità già esistenti di Cycle Insights adattandole a chi utilizza metodi contraccettivi ormonali come pillole, cerotti, IUD o impianti. In totale vengono supportate oltre 20 combinazioni diverse, e l’obiettivo è mostrare concretamente come ciascun metodo influenza i pattern di temperatura corporea, la qualità del sonno e il recupero nel tempo, oltre a permettere il monitoraggio del sanguinamento e di eventuali effetti collaterali. Invece di applicare un modello generico del ciclo mestruale a tutte, l’app si adatta al modo in cui ogni metodo contraccettivo interagisce con il corpo di ciascuna persona una differenza sostanziale rispetto a come funzionavano gli strumenti precedenti.

A completare questa funzione c’è anche l’integrazione con Advisor, il chatbot di Oura, che consente di esplorare cosa sia “normale” per la propria situazione specifica. Negli Stati Uniti, inoltre, è disponibile una partnership con la piattaforma sanitaria Twentyeight Health, che permette di connettersi direttamente con clinici autorizzati per ricevere consulenze in giornata, sincronizzare i dati di ciclo e sonno con il professionista, ottenere prescrizioni per la contraccezione ormonale e gestire le ricariche tramite visite virtuali con consegna a domicilio.

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Menopause Insights e il tema della privacy

La seconda funzionalità annunciata è Menopause Insights, costruita attorno alla Menopause Impact Scale (MIS), un questionario clinico sviluppato direttamente dai team scientifici di Oura che valuta l’impatto della menopausa sulla qualità della vita attraverso 22 sintomi. Lo strumento copre aree come sonno, umore, cognitività e funzionamento quotidiano, sostituendo un riferimento consolidato da decenni ma basato su campioni clinici molto più ristretti.

Dopo aver completato la valutazione, si riceve una dashboard personalizzata che mostra il livello di impatto complessivo, le aree più coinvolte e la correlazione tra i sintomi e i dati biometrici rilevati dall’anello, come la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) o i disturbi del sonno. I risultati possono essere monitorati nel tempo per vedere come eventuali aggiustamenti nell’igiene del sonno, nella gestione dello stress o nei farmaci si riflettono concretamente sul benessere quotidiano, e possono essere condivisi con i propri clinici nell’ambito di partnership già attive con piattaforme come Maven e Progyny.

C’è però un aspetto che merita attenzione, soprattutto per chi si trova negli Stati Uniti: nell’attuale contesto post-sentenza Roe v. Wade, esistono legittime preoccupazioni sul fatto che i dati di tracciamento del ciclo mestruale possano finire in procedimenti giudiziari. È un tema reale, che spinge molte persone a riflettere sull’opportunità di affidare questo tipo di informazioni a piattaforme tecnologiche, indipendentemente dalle funzionalità offerte.