La battaglia legale tra Epic Games e Apple continua a riservare colpi di scena, e l’ultimo arriva dalla Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti.

Il tribunale ha accolto la mozione di Epic per riconsiderare una decisione precedente, revocando la sospensione che aveva messo in pausa il rinvio del caso al tribunale distrettuale mentre Apple si preparava a chiedere una revisione alla Corte Suprema.

È comunque vittoria tutt’altro che simbolica per Epic, che da anni combatte contro quelle che definisce “commissioni ingiustificate” dell’App Store. Scendiamo nel dettaglio.

Il contesto della vicenda

Ricorderete che all’inizio di aprile la Corte d’Appello del Nono Circuito aveva accolto la richiesta di Apple di sospendere il rinvio del caso al tribunale di primo grado, dove si sarebbe dovuto stabilire quale commissione l’azienda di Cupertino potesse applicare sui pagamenti alternativi.

Apple stava infatti preparando una richiesta di revisione alla Corte Suprema, e la sospensione le avrebbe garantito tempo prezioso.

A seguito di quella decisione, Epic aveva presentato due mozioni. La prima sosteneva che l’azienda non avesse avuto tempo sufficiente per preparare una risposta adeguata alla richiesta di sospensione di Apple, mentre la seconda chiedeva al tribunale di respingere la richiesta originale.

Epic aveva definito la mossa di Apple “un’altra tattica dilatoria per impedire al tribunale di stabilire limiti significativi e permanenti alla capacità di Apple di addebitare commissioni ingiustificate sui pagamenti di terze parti“.

Apple aveva risposto sostenendo che non c’era motivo di riconsiderare la sospensione e che mantenerla avrebbe evitato procedimenti inutili nei tribunali inferiori durante la richiesta di revisione alla Corte Suprema.

Epic aveva replicato affermando che Apple non aveva dimostrato alcuna reale necessità per la sospensione, aggiungendo che un eventuale appello alla Corte Suprema non avrebbe eliminato la necessità di ulteriori procedimenti nel tribunale inferiore, e che quindi entrambi i processi avrebbero potuto procedere in parallelo.

La decisione della corte

La Corte d’Appello del Nono Circuito ha accolto la mozione di riconsiderazione di Epic, revocando la precedente decisione di sospendere il mandato. Nella sua decisione, il tribunale afferma di essere stato persuaso dagli argomenti di Epic secondo cui Apple non ha dimostrato che la Corte Suprema sia propensa ad accogliere il caso o a ribaltare la sentenza, e che “Apple non ha dimostrato una buona causa per mantenere la nostra precedente ordinanza di sospensione“.

Dalla decisione emerge un passaggio particolarmente significativo:

“Apple non ha dimostrato che eventuali procedimenti in sede di rinvio le causeranno un danno irreparabile se la nostra decisione non viene sospesa. Apple sostiene invece che i procedimenti di rinvio sulla questione delle commissioni sarebbero ‘prematuri’.

Anche se la Corte Suprema dovesse concordare con gli argomenti di Apple, ci sarebbero comunque ulteriori procedimenti in sede di rinvio, in particolare sulla questione delle commissioni, e tali procedimenti sarebbero probabilmente simili.

Il documento spiega che la Federal Rule of Appellate Procedure 41(d) richiede che una parte che cerca di sospendere il mandato in attesa della presentazione di una petizione per certiorari “debba dimostrare che la petizione presenterebbe una questione sostanziale e che esiste una buona causa per una sospensione“. Apple, dunque, secondo la corte, non ha soddisfatto tali requisiti.

Le reazioni e i prossimi passi

A seguito della decisione, Epic Games ha commentato su X affermando che “Apple che addebita commissioni ingiustificate sugli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store danneggia consumatori e sviluppatori e viola la legge”.

Il CEO di Epic, Tim Sweeney, ha aggiunto il suo commento alla discussione, ribadendo la posizione dell’azienda contro le pratiche di Cupertino.

La vicenda è tutt’altro che conclusa infatti Apple potrebbe ancora portare il caso davanti alla Corte Suprema, ma nel frattempo i procedimenti nel tribunale distrettuale potranno andare avanti senza ulteriori ritardi.

Una situazione che mette pressione su Apple, costretta ora a combattere su due fronti contemporaneamente. Nelle prossime settimane ne sapremo sicuramente di più sulle mosse di Cupertino.

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