Non è un momento semplice per Blue Origin, che si trova ora a fare i conti con uno stop forzato del suo razzo più ambizioso; la Federal Aviation Administration (FAA) ha infatti ordinato un’indagine ufficiale in seguito all’anomalia verificatasi durante l’ultimo lancio di New Glenn, avvenuto nel fine settimana.
Una decisione che, come spesso accade in questi casi, ha effetti immediati e piuttosto concreti: il razzo New Glenn è stato temporaneamente messo a terra e non potrà tornare a volare finché l’indagine non sarà completata e l’agenzia non avrà verificato che tutte le condizioni di sicurezza siano nuovamente rispettate.
Il New Glenn di Blue Origin non potrà volare finché la FAA concluderà l’indagine
Come molti di voi ricorderanno, il problema si è verificato durante la terza missione del razzo New Glenn; il lancio, almeno nelle sue fasi iniziali, sembrava procedere senza troppi intoppi, tanto che l’azienda è riuscita anche a portare a termine un traguardo importante, ovvero il riutilizzo del booster, atterrato con successo su una piattaforma nell’oceano.
Tuttavia, qualcosa è andato storto poco dopo la separazione del secondo stadio. Il razzo, che avrebbe dovuto posizionare in orbita un satellite per AST SpaceMobile, non è riuscito a raggiungere la traiettoria prevista.
I dati parlano piuttosto chiaro, invece di arrivare a un’orbita stabile, il carico utile è stato inserito in una quota troppo bassa (circa 150 km contro i 460 km previsti), rendendo il satellite di fatto inutilizzabile e destinato a disintegrarsi nell’atmosfera.
Secondo quanto dichiarato dal CEO Dave Limp, la causa potrebbe essere legata a uno dei motori dello stadio superiore, che non avrebbe fornito la spinta necessaria per completare correttamente la missione.
La FAA ha definito ufficialmente l’evento come un incidente e ha avviato un’indagine con un obbiettivo piuttosto chiaro: identificare la causa principale del problema e prevenire il ripetersi di situazioni simili.
Come da prassi, il ritorno al volo sarà subordinato alla verifica che nessun sistema, processo o procedura rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica; tradotto, finché non ci saranno certezze, New Glenn resterà fermo.
Questo potrebbe avere un impatto significativo sui piani di Blue Origin, che puntava a effettuare numerose missioni nel corso del 2026. I tempi dell’indagine, al momento, non sono stati resi noti, e proprio per questo non è ancora chiaro quanto durerà lo stop.
L’incidente arriva in un momento particolarmente delicato per l’azienda, New Glenn rappresenta infatti un tassello fondamentale nella strategia di crescita di Blue Origin, soprattutto per competere con realtà già consolidate come SpaceX, che da anni domina il settore dei lanci orbitali e della riutilizzabilità. Non solo, il razzo è coinvolto anche in progetti di grande rilevanza, tra cui missioni commerciali, collaborazioni con enti governativi e persino programmi legati all’esplorazione lunare.
A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che il satellite perso apparteneva a un cliente pagante. Sebbene AST SpaceMobile abbia confermato di essere coperta da assicurazione (e di avere già altri satelliti quasi pronti), l’episodio ha avuto ripercussioni immediate anche sul mercato, con un calo iniziale del titolo in borsa.
Vale la pena ricordare che non si tratta del primo stop imposto dalla FAA a un razzo di Blue Origin, in passato anche altri velivoli dell’azienda erano stati temporaneamente bloccati dopo anomalie durante i voli. Una dinamica che, a dire il vero, non è esclusiva di Blue Origin; negli ultimi anni anche altri operatori del settore, inclusa SpaceX, hanno dovuto affrontare indagini simili dopo incidenti o malfunzionamenti.
Quello che emerge da questa vicenda è un quadro piuttosto chiaro: lo sviluppo di tecnologie spaziali avanzate resta un terreno complesso, dove anche piccoli problemi possono tradursi in conseguenze importanti.
Per Blue Origin, lo stop di New Glenn rappresenta senza dubbio un ostacolo significativo, soprattutto in una fase in cui l’azienda sta cercando di consolidare la propria posizione nel mercato dei lanci spaziali. Non ci resta che attendere per scoprire quanto tempo sarà necessario per completare l’indagine e quali saranno le eventuali modifiche richieste.
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