Puntuali come un orologio, anche questo mese arrivano le statistiche di Steam relative alle piattaforme hardware e software più diffuse su quella che, senza dubbio, possiamo definire la più grande community legata al mondo gaming a livello globale.
Per i frequentatori del settore, il mese di marzo appena concluso in realtà non ha portato particolari novità; tuttavia, i dati trapelati confermano che tra i gamer, la maggior parte aggiungiamo, non sembra esserci la volontà (o la possibilità) di aggiornare il reparto grafico, guidato ancora dall’inossidabile NVIDIA GeForce RTX 3060.
Un dato che da solo dovrebbe far riflettere e che, tra le altre cose, evidenzia come marketing e “realtà consumer” non vadano sempre nella stessa direzione, anzi è vero il contrario. Ma analizziamo un attimo la questione, quantomeno per cercare di intuire dove sta andando o dove potrebbe andare il mercato del PC gaming.
Indice:
I gamer di Steam non seguono i trend di mercato?
I dati rilasciati da Valve relativi all’hardware e al software più diffusi sulla propria piattaforma nel mese di marzo, a prima vista non dicono nulla di nuovo e si muovono in modo lineare rispetto a quanto visto a fine 2025 e nel primo trimestre 2026. Queste classifiche tuttavia, in un periodo di crisi della RAM e dello storage, disponibilità altalenanti e prezzi ballerini, mandano secondo noi un chiaro segnale sia agli addetti ai lavori che alle aziende produttrici (principalmente).
L’esempio più lampante è proprio quello relativo alla scheda grafica più utilizzata su Steam, ovvero la NVIDIA GeForce RTX 3060 12 GB. Parliamo di un prodotto presentato ormai più di cinque anni fa, una realtà che fa quasi sorridere (o piangere) chi dalla nostra parte insegue e vi propone continuamente prove, test e approfondimenti su componenti, PC e sistemi di ultima generazione.
Qualcuno potrebbe dire, e possiamo essere parzialmente d’accordo, che dopo la pandemia niente è stato più come prima, in primis se guardiamo all’economia e al mondo del lavoro, ma questo non può giustificare del tutto un trend del genere, dove per intenderci prodotti sulla carta molto validi come le GeForce RTX 40, le RTX 50 o le Radeon 9000, non arrivano e sostanzialmente non sono arrivati alla massa per tutta una serie di motivi.
Il termine “massa” in questa occasione è utilizzato in modo improprio, se non altro perché la maggior parte degli utenti che ritroviamo su Steam sa bene cosa fa e cosa utilizza per dare sfogo a una delle passioni o passatempi più condivisi degli ultimi decenni. A questo punto la riflessione è quasi d’obbligo. Tutte le diatribe, le novità tecnologiche, le critiche mosse a brand come le stesse NVIDIA o AMD in campo GPU, sembrano fermarsi sostanzialmente sulla carta, oppure più semplicemente quello che vediamo è il risultato dell’evoluzione del mercato e la diretta risposta dei consumatori.
Il mondo PC gaming segue una “timeline” tutta sua
Siamo convinti di questo trend soprattutto perché la situazione non riguarda solo le schede grafiche, che potrebbero essere “rubate” dall’AI, ma anche il mondo processori e monitor. In questi ambiti troviamo altre evidenze: per le CPU siamo fermi agli esa-core e per i monitor al 1080P, mentre non si fa altro che parlare di chip da 20, 30 o 40 core e display OLED, mini LED da 32-50″ e mille mila hertz.
La verità, tra paper launch, problematiche tecniche, posticipi, disponibilità e prezzi spesso fuori controllo, sembra invece essere molto semplice; chi da tempo si muove nel settore e quindi sa cosa fa e come funziona il settore gaming, non si lascia influenzare solo ed esclusivamente dal marketing. Non può e non è solo una questione economica, ma la realtà che purtroppo si scontra anche col nostro lavoro, ovvero evidenziare le novità, le ottimizzazioni e i progressi tecnologici di questo mondo.
Fatte queste considerazioni, e analizzando brevemente gli altri dati di Valve, troviamo ancora altre incongruenze con l’attuale situazione che ci viene proposta dai media. Se torniamo sull’argomento processori ad esempio, nonostante il dominio tecnico di AMD e i guai di Intel relativi al 2025, notiamo che quest’ultima possiede ancora un market-share del 57,30%, questo nonostante i gamer “più attenti” ci dicono (ed è vero) che AMD è attualmente la migliore opzione possibile per giocare.
Il quadro che viene fuori da Steam evidenzia anche che i 16 GB di RAM sono ancora la scelta e più diffusa, e visti i prezzi ci può stare, mentre uno dei dati che spicca è la crescita importante di Windows 11, +10,57% rispetto a febbraio (ma si sapeva dopo il ritiro di Windows 10). La maggior parte dei gamer di Steam gioca ancora su monitor Full-HD e monta un drive da 1 TB, segno anche qui di una difficoltà o comunque di una stagnazione che ha poco senso visto che il gaming è tra gli applicativi più esigenti quando parliamo di PC.
In chiusura, ribadiamo che i cambiamenti mese su mese non sono così drastici, ma in questo periodo di novità continue, AI applicata ai giochi, tecnologie notevoli come il DLSS 5 e chi ne ha più ne metta, la fotografia di Steam fa ancora una volta riflettere e ci mette davanti a una realtà diversa da quella che siamo quasi costretti a dipingere.
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