Apple ha subito una battuta d’arresto significativa nella sua causa contro Epic Games. La Corte d’Appello del Nono Circuito ha respinto entrambe le richieste di riesame presentate dall’azienda di Cupertino, lasciando Apple con opzioni legali sempre più limitate.

Tutto questo, peraltro, avviene mentre si intensificano i rumor del presunto interesse da parte di Disney ad acquisire proprio Epic Games che si trova nel mezzo di un’ondata di licenziamenti. Uno scenario che, qualora dovesse avverarsi, renderebbe ancora più complessa la causa in questione. Scendiamo nel dettaglio.

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La lunga battaglia legale tra Apple ed Epic

I più esperti di voi ricorderanno che la vicenda affonda le radici nell’agosto 2020, quando Epic Games ha intentato una causa contro Apple con dieci diverse contestazioni, dopo essere stata rimossa dall’App Store. Apple aveva preso provvedimenti dopo che Epic aveva modificato il sistema di acquisti in-app di Fortnite per aggirare le regole dell’App Store, una mossa successivamente confermata come deliberata.

Al termine di una lunga battaglia legale, Apple è stata riconosciuta colpevole di aver violato la California Unfair Competition Law limitando la possibilità degli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi. Si è trattato dell’unica vittoria di Epic, con la corte che ha respinto le altre nove contestazioni.

Una vittoria comunque significativa, soprattutto dopo che lo scorso anno la giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha stabilito che Apple aveva violato la sua sentenza originale del 2021, ordinando all’azienda di consentire agli sviluppatori di integrare metodi di pagamento alternativi senza imporre restrizioni.

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Le richieste respinte

Apple aveva sostenuto che l’ordine ampliava impropriamente la sentenza originale, che si applicava solo a Epic, e aveva presentato appello alla Corte d’Appello del Nono Circuito. Un panel di tre giudici aveva poi confermato in larga parte la decisione del tribunale di grado inferiore.

Questo aveva portato Apple a presentare due petizioni: una per un riesame davanti agli stessi tre giudici che avevano esaminato il caso, e una seconda per un riesame en banc, che avrebbe coinvolto l’intera Corte del Nono Circuito.

L’argomento principale di Apple era che la sentenza creava confusione su cosa l’azienda potesse effettivamente addebitare per gli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store. Apple ha indicato due possibili interpretazioni: una che la limiterebbe ad addebitare solo i costi diretti per supportare gli acquisti esterni, mentre l’altra le consentirebbe di riscuotere una commissione più ampia legata al valore dell’App Store e del suo ecosistema.

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Unanimità contro Apple

La Corte d’Appello del Nono Circuito ha respinto all’unanimità la petizione di Apple per il riesame davanti al panel di tre giudici. Per quanto riguarda il riesame en banc, il giudice M. Smith ha votato per respingere la petizione, mentre i giudici S.R. Thomas e McShane l’avevano raccomandata. Tuttavia, come specificato nel documento:

“L’intera corte è stata informata della petizione per il riesame en banc, e nessun giudice della corte ha richiesto una votazione. La petizione per il riesame del panel e la petizione per il riesame en banc sono RESPINTE”.

Con questa decisione, Apple si trova con opzioni molto limitate, tra cui il tentativo di portare il caso davanti alla Corte Suprema ancora una volta. La prima volta, sia Apple che Epic avevano chiesto alla Corte Suprema di esaminare una precedente sentenza del Nono Circuito, ma i giudici avevano rifiutato di prendere in carico il caso. Staremo a vedere come continuerà a evolversi questa lunga e complessa vicenda.

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