Negli ultimi giorni si è diffusa rapidamente la voce secondo cui Microsoft starebbe preparando il lancio di Windows 12. La nuova versione del sistema operativo di Microsoft dovrebbe arrivare, secondo queste voci, nel corso di quest’anno. Secondo queste indiscrezioni, Windows 12 sarebbe basato sull’intelligenza artificiale e potrebbe addirittura introdurre un modello in abbonamento. La notizia è del tutto infondata, ma comunque interessante e indicativa. Sebbene non esistano prove credibili che Microsoft stia sviluppando un sistema operativo con queste caratteristiche né che una nuova generazione di Windows sia prevista per il 2026, il modo in cui la notizia si è diffusa è indicativo.
Un caso curioso
Gran parte della confusione sembra essere nata da una serie di contenuti pubblicati su siti e forum che utilizzano sistemi automatici di generazione del testo. Alcuni di questi articoli hanno iniziato a citarsi a vicenda come fonte, creando una sorta di circuito chiuso in cui informazioni non verificate venivano riprese e rilanciate da altre piattaforme. In questo modo una semplice ipotesi è stata trasformata progressivamente in una notizia apparentemente credibile. Così la diffusione ha aumentato la credibilità della notizia, ritenuta attendibile proprio perché diffusa da più portali.
La diffusione del rumor è stata ulteriormente amplificata dai social network. Una volta arrivata su Reddit, la notizia ha generato numerosi commenti da parte degli utenti, molti dei quali hanno espresso il loro scetticismo o la loro critica nei confronti di Microsoft. Quei post e quelle discussioni sono diventati a loro volta materiale utilizzato da alcuni strumenti di intelligenza artificiale per produrre nuovi contenuti, contribuendo ad alimentare ulteriormente la circolazione della voce.
Questa vicenda suggerisce anche un’altra riflessione su un tema più ampio che riguarda lo stato dell’informazione online. Sempre più spesso notizie non verificate nascono da contenuti generati automaticamente e vengono poi rilanciate da altri siti o amplificate dai social network senza quella verifica minima che sarebbe auspicabile da chi, soprattutto per lavoro, si occupa di informazione. Quando queste notizie iniziano a circolare su più piattaforme finiscono per apparire credibili, anche se la fonte originale non è affidabile. In questo contesto distinguere tra indiscrezioni fondate e semplici speculazioni diventa sempre più difficile, soprattutto quando l’argomento riguarda aziende molto discusse come Microsoft.
Sarebbe un errore pensare che il problema sia da individuare nei sistemi automatici di generazione del testo. Questi probabilmente aumentano la portata del fenomeno e lo rendono più evidente, ma il problema di fondo rimane. Tanto che era presente da molto prima la diffusione di questi sistemi.
Cosa sappiamo sulla prossima versione di Windows
Alcuni elementi presenti nel rumor derivano da riferimenti reali ma ormai superati. Tra questi compare Hudson Valley, indicato come il presunto nome in codice di Windows 12. In realtà Hudson Valley era il nome interno di Windows 11 versione 24H2, un aggiornamento già rilasciato che non presenta le modifiche descritte nelle indiscrezioni.
Un altro riferimento ricorrente riguarda CorePC, un progetto di cui si era parlato in passato e che immaginava una versione modulare di Windows in grado di separare diversi componenti del sistema operativo. Nonostante le discussioni e le speculazioni degli anni scorsi, CorePC non è mai stato presentato pubblicamente e non esistono indicazioni che faccia parte dell’attuale roadmap di Microsoft.
Anche l’ipotesi di un Windows basato su un abbonamento nasce da interpretazioni errate di informazioni emerse in passato. Nel 2023 alcuni riferimenti interni relativi agli abbonamenti avevano sollevato dubbi sulla possibilità che Microsoft potesse introdurre un modello di pagamento ricorrente per il sistema operativo. In seguito è emerso che quei riferimenti riguardavano in realtà servizi cloud destinati al settore aziendale e non una versione consumer di Windows.
Tra i presunti dettagli trapelati online compare anche una nuova interfaccia con barra delle applicazioni flottante, indicatori di sistema spostati nella parte superiore dello schermo e una barra di ricerca centrale. Questa descrizione coincide però con un prototipo di interfaccia mostrato internamente da Microsoft e apparso durante la conferenza Ignite del 2022. Quel concept non è mai stato trasformato in una versione effettiva del sistema operativo.
Secondo alcuni osservatori della community di Windows, molti dei riferimenti presenti nel rumor ricordano discussioni che circolavano nel 2023, quando la divisione Windows era guidata da Panos Panay. In quel periodo Microsoft stava effettivamente valutando l’introduzione di una nuova generazione del sistema operativo intorno al 2024. Con i cambiamenti nella leadership interna dell’azienda, quella direzione è stata successivamente abbandonata e il lavoro è confluito nello sviluppo di Windows 11 versione 24H2.
Guardando alla situazione attuale, Microsoft sembra concentrata soprattutto sul miglioramento di Windows 11. La roadmap include ulteriori aggiornamenti della piattaforma, tra cui Windows 11 26H2. Un precedente aggiornamento identificato come 26H1 è stato invece utilizzato per introdurre miglioramenti legati ai dispositivi basati su architettura ARM, in particolare quelli dotati dei processori della serie Snapdragon X2.
Alla luce di questi elementi appare improbabile che Microsoft introduca una nuova generazione completa del sistema operativo nel breve periodo. Un eventuale Windows 12 difficilmente arriverebbe prima del 2027 e non avrebbe necessariamente le caratteristiche descritte nelle indiscrezioni circolate online.
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