Se pensavate che gli smart ring fossero solo gadget per contare passi e controllare il sonno, le ultime notizie che riguardano Oura raccontano una storia molto più ampia. Da una parte c’è l’evoluzione del prodotto, con funzionalità sempre più sofisticate pensate per migliorare il modo in cui dormiamo e ci svegliamo. Dall’altra emerge un lato molto meno domestico, fatto di contratti militari e collaborazioni con il Dipartimento della Difesa americano che stanno facendo discutere utenti e osservatori del settore. In altre parole, lo stesso anello che indossiamo per capire se abbiamo dormito bene potrebbe essere parte di un ecosistema tecnologico molto più grande.

Partiamo dal lato consumer. Nonostante Oura sia considerato uno degli anelli smart più avanzati sul mercato, manca ancora una funzione che molti competitor offrono da tempo: una sveglia intelligente che sfrutti i dati sul sonno raccolti durante la notte.

L’anello traccia con precisione le fasi del sonno, dalla fase profonda al REM fino ai momenti di sonno leggero, usando frequenza cardiaca, variabilità cardiaca, movimento e temperatura. Tutte queste informazioni vengono elaborate e mostrate nell’app la mattina successiva sotto forma di grafici e punteggi. Ma l’esperienza si ferma lì. Il sistema analizza il sonno dopo che è avvenuto, senza influenzare il momento del risveglio. La sveglia resta fissa a un orario preciso.

Una sveglia intelligente potrebbe cambiare le cose. Immaginate di impostare una finestra di risveglio, diciamo tra le 6:30 e le 7:00. Durante quella mezz’ora, il sistema monitora le vostre fasi del sonno. Se il corpo entra nel sonno leggero alle 6:42, la sveglia scatta. Se invece state ancora dormendo profondamente, aspetta fino alle 7:00.

Il vantaggio? Svegliarsi dal sonno profondo produce quella fastidiosa inerzia del sonno, la sensazione di stordimento che impiegate tempo a scrollarvi di dosso. Svegliarsi dal sonno leggero risulta più naturale, perché il corpo è già più vicino allo stato di veglia. Oura ha già tutti i dati necessari per implementare questa funzione, gli stessi che alimentano i grafici dell’app ogni mattina. Non serve nuovo hardware, solo lo strato software che colleghi anello e telefono in tempo reale. Molti smartwatch e alcuni anelli smart la offrono da anni. Per un dispositivo premium che si posiziona come leader nel monitoraggio del sonno, l’assenza è quanto meno curiosa.

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Il caso OpenAI riaccende i riflettori sui contratti con la difesa

Mentre sul fronte consumer mancano funzioni basilari, sul fronte enterprise Oura ha costruito un business significativo con il Dipartimento della Difesa. Quando Sam Altman ha annunciato l’accordo di OpenAI con il Pentagono, migliaia di utenti hanno disinstallato ChatGPT in poche ore. Ora quella stessa reazione istintiva mette sotto esame Oura, che con la difesa ha un rapporto ben più consolidato.

I numeri parlano chiaro. Nell’ottobre 2024 la Defense Health Agency ha assegnato a Oura un contratto del valore di 96,1 milioni di dollari. Non si tratta solo di fornire dispositivi, ma di un pacchetto completo che include hardware, software e analisi dati. Nel 2025 l’azienda ha dichiarato apertamente che il DoD è il suo più grande cliente enterprise.

La partnership è talmente centrale che Oura sta costruendo uno stabilimento produttivo a Fort Worth, Texas, che diventerà operativo nel 2026. Quando un’azienda modella la propria catena produttiva attorno alla domanda militare, significa che non stiamo parlando di un contratto secondario. Oura ha anche sviluppato una piattaforma dedicata esclusivamente al Dipartimento della Difesa, progettata per operare in ambienti classificati con livello di sicurezza IL5. Per garantire i requisiti di hosting sicuro, l’azienda usa l’infrastruttura Palantir FedStart.

Ed è proprio il nome Palantir ad aver alimentato preoccupazioni. L’azienda è nota per le sue tecnologie di sorveglianza e analisi dati usate da agenzie governative e di intelligence. Secondo le ricostruzioni, la relazione tra Oura e Palantir sarebbe limitata ai requisiti infrastrutturali, non una partnership strategica ampia. Ma anche solo quel nome è sufficiente per far scattare campanelli d’allarme, considerando la reputazione di Palantir nel campo della sorveglianza.

Oura sostiene che i dati dei consumatori siano completamente separati dalla piattaforma DoD. Nella comunicazione sulla privacy, l’azienda dichiara che i dati degli utenti non vengono venduti o affittati al governo e non toccano l’offerta militare, salvo consenso esplicito da parte di membri delle forze armate iscritti a programmi specifici. È una distinzione importante e va presa sul serio. Ma la fiducia dei consumatori non si costruisce solo sulla separazione tecnica dei dati. Conta anche la percezione, le partnership che un’azienda coltiva, quanto gli utenti si sentano a proprio agio nel supportare un brand che lavora così strettamente con agenzie di difesa.

Ci sono già segnali che alcune persone stiano abbandonando Oura per alternative come RingConn, Ultrahuman o Samsung Galaxy Ring. Vale la pena notare che Oura sembra essere l’unica azienda di anelli smart con un legame così formale e strutturato con il settore militare. Altri produttori di wearable hanno collaborato con programmi di ricerca o addestramento militare, ma nello spazio degli anelli intelligenti Oura è un caso isolato.  La partnership con il DoD può rappresentare un’opportunità di business significativa, ma comporta anche un costo in termini di percezione pubblica. In un momento storico in cui la privacy dei dati personali è diventata una preoccupazione centrale per milioni di utenti, le affiliazioni contano quanto le policy sulla privacy. E mentre l’azienda continua a espandere il lato enterprise del business, sarebbe il momento di dare agli utenti consumer anche quegli strumenti basilari che renderebbero l’esperienza quotidiana con l’anello più completa e utile.

Forse un giorno vi sveglierete naturalmente grazie al vostro Oura Ring, perfettamente in sintonia con il vostro ciclo del sonno. E magari, nello stesso momento, la stessa tecnologia starà aiutando il Pentagono a monitorare la prontezza operativa delle truppe dall’altra parte del mondo. Resta da vedere se questa doppia natura dell’anello vi farà dormire sonni più tranquilli o più agitati.