Oura ha appena acquisito Doublepoint, una startup finlandese che lavora su riconoscimento gestuale con intelligenza artificiale e sensori biometrici. In pratica, l’anello non sarà più solo un monitor della salute, ma diventerà un piccolo “controllore invisibile”: basta un movimento delle dita per far partire musica, luci o comandi sul computer. Non è fantascienza, ma il prossimo passo nella tecnologia indossabile.

L’azienda attraversa un momento di forte espansione: oltre 5,5 milioni di anelli venduti e una valutazione di circa 11 miliardi di dollari. Questa è la quarta acquisizione strategica dopo Sparta Science, Veri e Proxy. In realtà, Oura sembra avere un talento particolare nel trovare startup che aggiungono qualcosa di sorprendente all’esperienza dell’anello, e Doublepoint non fa eccezione.

Doublepoint, fondata nel 2020 a Helsinki da Ohto Pentikäinen e Jamin Hu, ha sviluppato WowMouse, un’app che trasforma smartwatch Android e Apple Watch in controller gestuali. La cosa interessante è che non servono telecamere o LIDAR complicati: i sensori presenti già nei dispositivi leggono i movimenti delle dita e permettono interazioni naturali, veloci e a basso consumo. Funziona quasi come se l’anello capisse cosa vuoi fare prima ancora che tu lo dica.

Secondo Tom Hale, CEO di Oura, il futuro dell’AI indossabile passerà da gesti e comandi vocali insieme. “Accogliere il team di Doublepoint ci permette di muoverci più velocemente e offrire esperienze intuitive”, ha spiegato. Il team resterà a Helsinki, ma collaborerà con Oura a livello globale, portando la propria esperienza dentro l’ecosistema dell’anello.

La tecnologia ha già dimostrato ottime performance: 97% di precisione in ambienti statici, 95% camminando e 94% correndo. Doublepoint l’aveva mostrata al CES 2025, lanciando WowMouse per Apple Watch e stringendo collaborazioni con Bosch Sensortec, attirando l’interesse dei media tech e degli appassionati di wearable.

Oura considera questa acquisizione un passo chiave per espandere l’ecosistema. Immaginate un anello che lavora in background, discreto ma utile: musica, luci, assistenti AI, tutto con un semplice gesto. Piccoli movimenti, grandi possibilità. Non serve pensare, basta muovere le dita.

I termini finanziari non sono stati resi noti, ma l’acquisizione ribadisce l’impegno di Oura nell’innovazione, proprio mentre il mercato dei wearable diventa sempre più competitivo con Samsung, Amazfit, Velia e Ultrahuman. Nel futuro, l’anello potrebbe diventare qualcosa di più di un accessorio: un ponte tra utente e ambiente digitale, un compagno silenzioso ma potente, che anticipa le tue intenzioni e rende tutto più immediato, quasi invisibile.