Il rover Perseverance continua la sua esplorazione di Marte ormai dal 2021, muovendosi lungo il bordo del cratere Jazero tra rocce, dune e terreni tutt’altro che semplici da attraversare; e se finora il problema principale non è mai stato dove andare, bensì sapere con precisione dove si trovava, la NASA ha finalmente messo a segno un passo avanti decisivo grazie a una nuova tecnologia chiamata Mars Global Localization.

Si tratta, in sostanza, di un sistema che consente al rover di determinare autonomamente la propria posizione con una precisione sorprendente, parliamo di circa 25 centimetri, evitando lunghe pause operative e, soprattutto, la necessità di attendere istruzioni dalla Terra (che possono richiedere anche un giorno o più). Un’evoluzione tutt’altro che secondaria, soprattutto se consideriamo le distanze e i ritardi nelle comunicazioni tra Marte e il nostro pianeta.

Offerta

Apple iPhone Air 256 GB

899€ invece di 1239€
-27%

Ora Perseverance conosce la propria posizione grazie al Mars Global Localization della NASA

Come i rover che lo hanno preceduto, anche Perseverance utilizza la cosiddetta odometria visiva: durante gli spostamenti scatta immagini del terreno ogni pochi metri, analizza le caratteristiche geologiche e tiene conto dello slittamento delle ruote per stimare la propria posizione.

Il problema? I piccoli errori che si accumulano nel tempo. Nel corso di lunghi tragitti lo scarto può infatti superare i 30 metri (arrivando fino a 35 metri), una distanza più che sufficiente per indurre il rover a credere di trovarsi troppo vicino a un’area pericolosa; quando questo accade, Perseverance si ferma in via precauzionale e attende nuove istruzioni dalla Terra. Un processo lento, macchinoso e poco efficiente, soprattutto in una missione che punta a massimizzare ogni singolo sol (giorno marziano).

Il 2 febbraio 2026, nel 1.762° sol della missione, Perseverance ha effettuato il primo utilizzo riuscito di Mars Global Localization in una zona soprannominata Mala Mala, un’area relativamente priva di punti di riferimento situata sul bordo del cratere Jazero.

In quella circostanza:

  • le telecamere di navigazione (Navcam) hanno acquisito una panoramica a 360°
  • le immagini sono state unite in un’ortomosaico (una sorta di vista aerea circolare attorno al rover)
  • un algoritmo di bordo ha confrontato questa immagine con le mappe orbitali fornite dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO)

Il risultato? In circa due minuti il rover è riuscito a determinare la propria posizione con una precisione di 25 centimetri, un tempo incredibilmente risotto se confrontato con il processo tradizionale, che prevedeva l’invio delle immagini alla Terra, l’analisi da parte degli esperti e la successiva trasmissione delle nuove coordinate.

Un dettaglio che molti di voi potrebbero trovare curioso riguarda l’hardware utilizzato per far girare l’algoritmo, il sistema sfrutta un processore che Perseverance impiegava in precedenza per comunicare con l’elicottero marziano Ingenuity.

Ingenuity, come sappiamo, non è più operativo, e la potenza di calcolo precedentemente dedicata alle comunicazioni è stata ora utilizzata per migliorare l’autonomia del rover; una scelta intelligente (e tipica delle missioni spaziali), che dimostra come ogni risorsa a bordo venga ripensata e ottimizzata nel corso del tempo.

L’introduzione del Mars Global Localization non è soltanto un miglioramento tecnico, è un vero e proprio cambio di paradigma operativo; grazie a questo sistema Perseverance può verificare autonomamente la propria posizione, correggere eventuali errori accumulati, proseguire lungo il percorso pianificato senza fermarsi, ridurre drasticamente i tempi morti tra un movimento e l’altro.

In un contesto come quello marziano, dove ogni sol è prezioso e le finestre di comunicazione sono limitate, poter contare su un sistema di localizzazione globale integrato rappresenta un vantaggio enorme.

Il progetto è stato sviluppato presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL), gestito per conto della NASA dal Caltech, che si occupa anche delle operazioni del rover e della gestione del Mars Reconnaissance Orbiter.

Se oggi questa tecnologia permette a Perseverance di muoversi con maggiore sicurezza e precisione, è lecito immaginare che sistemi simili diventeranno standard nelle future missioni marziane, soprattutto in vista di esplorazioni sempre più autonome, complesse e, perché no, un giorno anche umane.

Come sempre l’innovazione nello spazio procede per piccoli, ma fondamentali passi, Mars Global Localization è uno di quelli che, pur non facendo rumore, potrebbe cambiare profondamente il modo in cui esploriamo i pianeti.

Non ci resta che attendere per scoprire se questa tecnologia verrà integrata in nuove missioni, e se potrà essere ulteriormente migliorata.

I nostri contenuti da non perdere: