La Commissione Europea ha reso noto nelle scorse ore di avere avviato in via ufficiale delle indagini nei confronti del popolare rivenditore di fast fashion a basso costo Shein.

Stando a quanto viene precisato dalle autorità comunitarie, il procedimento formale è stato promosso ai sensi del Digital Services Act “per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico”.

La Commissione Europea indaga su Shein

Non si tratta del primo procedimento di questo tipo nei confronti dei colossi asiatici che si occupano della vendita di prodotti low cost e lo scorso anno, infatti, ad essere colpita dalla Commissione Europea è stata un’altra popolare piattaforma cinese come Temu.

Le indagini avviate dalla Commissione Europea su Shein si concentreranno in particolare sui sistemi adottati dal colosso cinese per limitare la vendita di prodotti illegali nell’UE, sui rischi legati alla progettazione del servizio che crea dipendenza e sui sistemi implementati dall’azienda per mitigare tali rischi.

Sotto osservazione, infine, finirà anche ltrasparenza dei sistemi di raccomandazione utilizzati da Shein per proporre contenuti e prodotti agli utenti.

Così come viene spiegato dalla stessa Commissione Europea, una volta avviato formalmente il procedimento, continuerà a raccogliere prove, inviando ulteriori richieste di informazioni a Shein o a terze parti o anche conducendo azioni di monitoraggio, con la possibilità di adottare misure provvisorie.

Le autorità comunitarie ricordano che il Digital Services Act non stabilisce un termine per la conclusione del procedimento formale, in quanto la durata di un’indagine approfondita dipende da diversi fattori e pertanto al momento non è possibile fare previsioni al riguardo.

Probabilmente nel corso dei prossimi mesi ne sapremo di più.