Dopo aver imposto le maniglie meccaniche per ragioni di sicurezza, la Cina si prepara a intervenire in modo ancora più radicale sull’architettura degli interni automobilistici continuando a guidare l’innovazione nel settore non solo in ambito tecnologico ma anche nella regolamentazione.

Il governo starebbe per introdurre l’obbligo di comandi fisici per una serie di funzioni fondamentali, limitando la dipendenza dai grandi schermi touch che negli ultimi anni hanno progressivamente rimpiazzato pulsanti e interruttori tradizionali.

La volontà del governo cinese è quello di garantire che il conducente possa accedere ai controlli essenziali senza dover distogliere lo sguardo dalla strada o navigare tra menu digitali.

Cosa prevede la nuova normativa cinese sui comandi delle auto

L’intervento riguarda la norma nazionale GB4094/2016, che si occupa della marcatura e dell’identificazione dei componenti di controllo, degli indicatori e dei dispositivi di segnalazione dei veicoli. Il processo di revisione è partito nel 2023 con il coinvolgimento di costruttori e centri di ricerca del settore, tra cui il China Automotive Technology and Research Center e diversi gruppi industriali cinesi e joint venture internazionali.

La nuova versione dello standard è stata sottoposta a consultazione pubblica e introduce requisiti tecnici più stringenti.

Le funzioni che richiederanno comandi fisici

Tra le funzioni scelte dal governo cinese che dovranno obbligatoriamente disporre di controlli fisici dedicati figurano:

Gli indicatori di direzione, le luci di emergenza e il clacson dovranno avere pulsanti o leve dedicate. Lo stesso vale per il selettore delle marce (P, R, N, D): la norma esclude esplicitamente che il cambio possa essere gestito solo tramite schermo touch.

L’obbligo si estende anche all’attivazione dei sistemi di assistenza alla guida, ai comandi di sicurezza come tergicristalli e sistemi di sbrinamento, al sistema di chiamata d’emergenza e, nel caso dei veicoli elettrici, all’interruttore di spegnimento dell’alimentazione.

Dimensioni minime e funzionamento garantito

La bozza tecnica definisce anche parametri dimensionali precisi di questi pulsanti in modo da poter essere individuati e azionati facilmente. I dispositivi fisici dovranno avere una superficie operativa non inferiore a 10 mm per lato, garantendo che siano facilmente utilizzabili anche senza guardare.

Un altro requisito fondamentale riguarda l’affidabilità: i comandi fisici dovranno mantenere la piena funzionalità anche in caso di malfunzionamento del sistema centrale o di perdita di alimentazione. In pratica, se lo schermo touch si blocca o l’auto perde corrente, le funzioni di base devono restare accessibili.

I controlli dovranno inoltre fornire un feedback tattile o acustico che confermi l’attivazione della funzione, permettendo al conducente di azionarli “alla cieca” durante la guida.

Quando entrerà in vigore

Secondo il calendario previsto, l’obbligo di integrazione dei controlli fisici si applicherà ai nuovi veicoli prodotti a partire dal 1 luglio di quest anno. I costruttori che vendono in Cina dovranno quindi adeguare i propri modelli entro pochi mesi.

La Cina non è l’unica a muoversi in questa direzione. Euro NCAP ha già annunciato che dal 2026 penalizzerà le auto prive di tasti fisici per le funzioni essenziali nei propri test di sicurezza.

È un segnale molto chiaro che l’era del “tutto a schermo“, celebrata per anni come simbolo di modernità e minimalismo, sta incontrando resistenze sempre più forti da parte delle autorità che si occupano di sicurezza stradale e, stando ai commenti online, anche dagli utenti che ormai da anni chiedono un ritorno all’analogico, il quale trasmette più sicurezza e senso di affidabilità.

Per i costruttori che hanno puntato tutto su interni dominati da enormi display touch, come Tesla e molti marchi cinesi, potrebbe essere necessario un ripensamento significativo del design degli abitacoli per aderire a queste normative sempre più concrete.

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