Amazon è pronta a spingere con decisione sull’intelligenza artificiale anche nel settore dell’intrattenimento, con l’obbiettivo dichiarato di accelerare la produzione di film e programmi TV, ridurre i costi e rendere più snello l’intero processo creativo. Una mossa che arriva in un momento particolarmente delicato per Hollywood, dove il dibattito sull’IA è sempre più acceso e spesso accompagnato da timori legati all’occupazione e al futuro delle professioni creative.
Secondo quanto riportato, il colosso statunitense starebbe per portare oltre la fase di test interni i nuovi strumenti sviluppati all’interno di Amazon MGM Studios, aprendo a breve una fase di sperimentazione più ampia.
Indice:
- Nasce AI Studio: una startup interna ad Amazon per la creatività
- Un programma Beta in arrivo già a marzo
- IA come acceleratore, non come sostituto
- Dalla coerenza dei personaggi alla post-produzione
- I primi esempi: House of David e le scene generate con l’IA
- Collaborazioni e timori a Hollywood
- Uno scenario in rapida evoluzione
Nasce AI Studio: una startup interna ad Amazon per la creatività
Il progetto ruota attorno ad AI Studio, un’iniziativa lanciata ufficialmente la scorsa estate e guidata da Albert Cheng, veterano dell’industria dell’intrattenimento. Cheng descrive AI studio come una sorta di startup interna, ispirata alla celebre filosofia del team a due pizze di Jeff Bezos, ovvero gruppi di lavoro volutamente ridotti per mantenere agilità e velocità decisionale.
Il team è composto principalmente da ingegneri di prodotto e scienziati, affiancati da un numero più limitato di figure creative e commerciali. L’obbiettivo, come sottolineato più volte da Amazon, non è sostituire il lavoro umano, ma supportarlo e potenziarlo attraverso nuovi strumenti basati sull’IA.
Un programma Beta in arrivo già a marzo
Entrando più nello specifico, Amazon prevede di avviare un programma Beta chiuso già a marzo 2026, invitando partner selezionati del settore a testare gli strumenti sviluppati da AI Studio; i primi risultati di questa sperimentazione dovrebbero poi essere condivisi entro maggio, dando un’idea più concreta dell’impatto reale di queste tecnologie sui flussi di produzione cinematografica e televisiva.
Una scelta che riflette la necessità, sempre più evidente, di fare i conti con budget di produzione in costante aumento, che rendono difficile finanziare un numero elevato di film e serie TV e, soprattutto, assumersi rischi creativi elevati.
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IA come acceleratore, non come sostituto
Amazon ha ribadito più volte che scrittori, registi, attori e character designer resteranno coinvolti in ogni fase del processo produttivo; l’intelligenza artificiale, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe agire come strumento di accelerazione, aiutando a velocizzare alcuni passaggi tecnici e ripetitivi senza intaccare il contributo creativo umano.
Il costo della creazione è così elevato che è davvero difficile produrre di più ed è davvero difficile assumersi rischi elevati, ha spiegato Cheng, sottolineando come l’IA possa accelerare l’innovazione, ma non sostituire ciò che rende unica un’opera creativa.
Dalla coerenza dei personaggi alla post-produzione
Tra le aree su cui AI Studio sta lavorando troviamo quello che Cheng definisce l’ultimo miglio della produzione, un chiaro riferimento (non troppo velato) al DNA logistico di Amazon. In concreto, si parla di strumenti in grado di:
- migliorare la coerenza dei personaggi tra diverse inquadrature
- integrarsi con gli strumenti creativi standard già utilizzati dall’industria
- supportare in modo più efficiente le fasi di pre e post-produzione
Per farlo, Amazon farà leva anche su Amazon Web Services (AWS) e prevede di collaborare con diversi fornitori di modelli linguistici (LLM), così da offrire ai creatori un ventaglio di soluzioni più ampio.
Un punto centrale, come precisato dallo stesso Cheng, riguarda la protezione della proprietà intellettuale: Amazon vuole garantire che i contenuti generati con l’IA non vengano riutilizzati per addestrare altri modelli.
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I primi esempi: House of David e le scene generate con l’IA
Un caso concreto citato da Amazon è la serie House of David, indicata come esempio di come l’intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata in futuro. Nella seconda stagione, il regista Jon Erwin ha combinato IA e riprese live-action per realizzare scene di battaglia più ampie e spettacolari, mantenendo i costi sotto controllo. Secondo quanto riportato, la stagione includerebbe circa 350 scene generate con l’IA, integrate in modo fluido con le riprese tradizionali.
Collaborazioni e timori a Hollywood
AI Studio sta collaborando con nomi di rilievo come Robert Stromberg (“Maleficent”), Kunal Nayyar (“The Big Bang Theory”) e l’ex animatore Pixar e ILM Colin Brady, con l’obbiettivo di capire come implementare al meglio quest strumenti nel flusso creativo reale.
Allo stesso tempo però, l’adozione dell’IA continua a suscitare forti preoccupazioni nel settore; attori e professionisti temono che queste tecnologie possano ridurre le opportunità di lavoro e modificare radicalmente il modo di fare cinema e televisione. Un dibattito che si fa sempre più acceso, anche alla luce del fatto che Amazon ha citato i successi dell’IA tra i fattori che hanno portato a decine di migliaia di licenziamenti negli ultimi mesi, inclusi tagli anche all’interno di Prime Video.
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Uno scenario in rapida evoluzione
Amazon non è l’unica a muoversi in questa direzione, anche altre piattaforme stanno sperimentando l’uso dell’IA nella produzione di contenuti, segno che il settore è entrato in una fase di trasformazione profonda.
Resta ora da vedere quale sarà l’impatto reale di AI Studio una volta conclusa la fase Beta e, soprattutto, se l’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela della creatività umana riuscirà davvero a reggere nel lungo periodo. Come sempre, gli utenti e gli addetti ai lavori dovranno pazientare ancora un po’ per capire se questa sarà l’ennesima rivoluzione annunciata o un cambiamento strutturale destinato a lasciare il segno.
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