Per anni, XPS è stato sinonimo di “il miglior portatile Windows da consigliare a chiunque”. Design curato, materiali premium, ingegnerizzazione di alto livello e prestazioni solide avevano reso la serie di Dell una presenza fissa nelle classifiche dei migliori laptop. Poi, nel 2025, la scelta che ha fatto discutere: eliminare il nome XPS a favore di una generica etichetta “Premium”. Il risultato? Confusione, identità indebolita e una community che non l’ha presa bene.
Al CES 2026, però, Dell cambia rotta in maniera netta: XPS torna ufficialmente come marchio di punta per il mondo consumer. Non è solo una questione di logo sul coperchio: è una revisione complessiva della strategia, dell’offerta prodotti e perfino di alcune scelte di design che negli ultimi anni avevano fatto storcere il naso agli utenti più esigenti.
Indice:
- Perché cancellare XPS è stato un errore
- Una gamma più povera e scelta più difficile
- “Tornare alle origini”: la nuova strategia XPS
- Design premium e scelte concrete
- Addio alle soluzioni “di tendenza” ma poco pratiche
- Prestazioni senza compromessi, mobilità al massimo
- Display: dal tandem OLED all’autonomia record
- Una struttura di brand più chiara
- Gamma in espansione, prezzi più accessibili
- Ammettere gli errori, costruire una rinascita
Perché cancellare XPS è stato un errore
Sulla carta, l’idea di chiamare “Premium” i portatili di fascia alta poteva sembrare sensata: il termine comunica immediatamente un posizionamento superiore rispetto alla media. Il problema è che XPS, negli anni, aveva già costruito un valore molto più forte di una semplice parola descrittiva.
La serie XPS non indicava solo “buone prestazioni”, ma racchiudeva un insieme di attributi: cura estetica, cornici sottilissime, form factor raffinati, soluzioni tecniche spesso all’avanguardia. Modelli come gli XPS 13 di inizio anni 2020 erano arrivati a essere definiti “praticamente perfetti” dalla stampa internazionale. Sostituire tutto questo con un generico “Dell Premium 14” è risultato, nei fatti, un downgrade di identità.

In più, l’obiettivo dichiarato di semplificare il catalogo si è ribaltato nel suo contrario. Oltre ai Premium, Dell ha introdotto linee Pro e Pro Max destinate però non al consumer, bensì al mondo aziendale ed enterprise. Un’architettura di brand che, invece di chiarire, ha reso più difficile capire a chi fosse destinato cosa, soprattutto se si confrontava l’offerta con quella di Apple, dove Pro e Pro Max parlano direttamente all’utente finale.
Una gamma più povera e scelta più difficile
In parallelo al rebranding, Dell aveva anche tagliato una parte importante dei modelli entry-level e di fascia più bassa. Questo ha spinto molti utenti verso notebook di fascia media più costosi (spesso con denominazioni “Plus”) o li ha lasciati in attesa di una vera nuova generazione di top di gamma, posticipata di fatto al 2026.
Il risultato è stato un vuoto percepito: chi cercava un XPS ritrovava nomi nuovi, posizionamenti meno chiari e un portafoglio prodotti meno articolato nel segmento consumer. In un mercato laptop molto competitivo, dove brand come ASUS, Lenovo, HP e gli stessi MacBook hanno una continuità di naming invidiabile, questa scelta ha rischiato di far perdere a Dell uno dei suoi asset più riconoscibili.
“Tornare alle origini”: la nuova strategia XPS
Jeff Clarke, COO di Dell, è stato molto diretto: l’azienda vuole “tornare alle radici”. In concreto, questo significa che dal 2026 Dell costruirà la sua gamma PC consumer più ampia di sempre, con XPS di nuovo al centro della scena. La nuova lineup partirà da:
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Un XPS 13 completamente rinnovato, che diventerà il modello più sottile e leggero mai realizzato nella storia della serie.
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Un XPS 14 e un XPS 16 rivisti da cima a fondo, non semplici refresh, ma veri redesign completi.
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Almeno due ulteriori modelli XPS già previsti per il futuro, anticipati durante una presentazione con placeholder dedicati.
XPS torna quindi ad essere la famiglia di riferimento per chi cerca il meglio in ambito consumer Windows, non solo in termini di specifiche, ma anche di esperienza d’uso complessiva.

La filosofia che guida il nuovo XPS è chiara: un buon strumento deve essere percepito come un’estensione naturale di chi lo usa. Per questo Dell ha puntato su materiali di alta qualità come l’alluminio lavorato CNC e il Gorilla Glass, costruendo chassis solidi, essenziali e privi di elementi visivi superflui. Il risultato è una linea pulita, con pochissime linee di separazione tra le componenti e una palette cromatica sobria che trasmette immediatamente professionalità.
Ma la novità più simbolica è un’altra: per la prima volta in assoluto, il logo XPS compare sul coperchio anteriore del laptop. Può sembrare un dettaglio marginale, ma è una richiesta che utenti e recensori avanzavano da anni. Quel marchio ben visibile è un modo per dire “questo è un XPS”, senza bisogno di spiegazioni o etichette alternative.
Addio alle soluzioni “di tendenza” ma poco pratiche
Uno dei segnali più interessanti di questa “rinascita” è il fatto che Dell abbia ascoltato le critiche su alcune scelte di design delle ultime generazioni. Il brand mette in pausa l’inseguimento di certe mode a favore di soluzioni più concrete e apprezzate dagli utenti:
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Ritorno ai touchpad segmentati: le superfici completamente in vetro a tutta larghezza, senza bordi fisici, erano scenografiche ma spesso meno intuitive e precise per l’uso quotidiano.
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Fine dei tasti funzione capacitivi: le “funzioni” a sfioramento lasciano spazio a pulsanti fisici tradizionali, più affidabili, tattilemente riconoscibili e utilizzabili anche senza guardare costantemente la tastiera.
Sono scelte che vanno chiaramente nella direzione di una “revenge tour” del marchio XPS: non basta riportare in vita il logo, bisogna anche correggere le deviazioni che avevano allontanato una parte del pubblico più fedele.
Prestazioni senza compromessi, mobilità al massimo
Sotto la scocca, XPS 14 e XPS 16 montano i processori Intel Core Ultra Series 3, abbinati a grafica integrata Intel Arc con 12 core Xe, la più performante mai integrata in un chip Intel. Rispetto alla generazione precedente, le prestazioni AI crescono fino al 57% su XPS 14 e fino al 78% su XPS 16, mentre la grafica registra un salto oltre il 50%. Il tutto abilitando le funzionalità Copilot+ PC e garantendo fluidità nell’editing foto, nella riproduzione video 4K e persino nel gaming leggero.
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Per sostenere questa potenza, Dell ha ridisegnato da zero il sistema di raffreddamento. Le ventole sono le più grandi e sottili mai integrate in un portatile Dell, capaci di muovere più aria mantenendo temperature sotto controllo. Il risultato è triplo: più prestazioni, meno rumore, maggiore durata della batteria. Un’ingegneria termica che ha reso possibile tutto il resto.

Sul fronte mobilità, i numeri parlano chiaro: XPS 14 e XPS 16 hanno uno spessore di appena 14,6 mm, rendendoli i modelli più sottili mai realizzati da Dell in questa categoria. Per ottimizzare ulteriormente ingombro e peso, l’azienda ha sviluppato la webcam 4K/8MP più sottile e stretta mai integrata in un laptop Dell ed è stata la prima a implementare celle batteria da 900ED (energy density), più compatte e leggere ma con maggiore capacità energetica.
Il risultato pratico? XPS 14 pesa circa 1,36 kg, oltre 250 grammi in meno rispetto alla generazione precedente. XPS 16 arriva a 1,63 kg, quasi mezzo chilo più leggero del modello uscente. Per dare un’idea del form factor: XPS 14 è oggi più compatto del MacBook Air 13, occupando meno spazio sulla scrivania pur offrendo un display più ampio.
Display: dal tandem OLED all’autonomia record
Lo schermo è l’interfaccia principale con il mondo digitale, e Dell lo sa bene. I nuovi XPS offrono display InfinityEdge progettati per immergere completamente l’utente, sia durante il lavoro creativo, sia nello streaming, sia nelle attività produttive quotidiane.
Nel 2024 Dell ha presentato il primo laptop al mondo con pannello tandem OLED, stabilendo un nuovo standard qualitativo. Quest’anno questa tecnologia arriva come opzione anche su XPS 14 e XPS 16, portando luminosità più elevata, migliore efficienza energetica, durata superiore nel tempo e stabilità cromatica migliorata. I colori risultano più vibranti, i contrasti più netti, l’esperienza visiva cinematografica.

Per chi privilegia autonomia e sessioni prolungate lontano dalla presa elettrica, i pannelli LCD 2K standard rappresentano un’alternativa eccellente: nitidezza elevata, consumi contenuti e un’autonomia che Dell dichiara come la migliore del settore. Si parla di fino a 27 ore di utilizzo misto, che diventano oltre 40 ore nella riproduzione video locale.
Dietro questi numeri non c’è solo marketing, ma innovazione tecnica concreta. I pannelli LCD integrano un sistema di gestione intelligente del refresh rate variabile da 1 Hz a 120 Hz, primo sul mercato con questa escursione. In pratica, quando si legge una mail o un documento statico, il display scende a 1 Hz, riducendo drasticamente i consumi; quando si scorre una pagina o si guarda un video, sale fino a 120 Hz per garantire fluidità. Tutto avviene in automatico, senza che l’utente debba fare nulla.
A questo si aggiunge il riprogettato sistema termico: temperature più basse significano consumi più contenuti, che si traducono direttamente in maggiore autonomia. Ogni componente della nuova generazione XPS è pensato per massimizzare efficienza e durata.
Una struttura di brand più chiara
La riorganizzazione non riguarda solo i singoli prodotti, ma anche la gerarchia complessiva del catalogo Dell:
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XPS torna a essere il brand di punta per il consumer, con il logo XPS ben visibile sul coperchio, più in evidenza del marchio Dell stesso.
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Alienware mantiene il suo ruolo dedicato al gaming, separato e facilmente identificabile.
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La famiglia Dell Pro rimane concentrata sul mondo business, enterprise, servizi professionali (come first responder) ed education, senza sconfinare nel consumer.
L’obiettivo dichiarato è quello che Dell non era riuscita a raggiungere con il rebranding precedente: una nomenclatura semplice, leggibile, in cui sia immediato capire se un prodotto è pensato per l’utente “normale”, per il gamer o per il professionista aziendale.
In parallelo, il team che segue i prodotti consumer riporterà direttamente a Jeff Clarke durante questa fase di ristrutturazione interna. Un segnale chiaro di quanto l’azienda voglia rimettere al centro la qualità percepita sul lato consumer, sintetizzata da un motto netto: “great products win”, vincono i prodotti davvero validi.
Gamma in espansione, prezzi più accessibili
Ma la buona notizia non finisce qui. Nel corso del 2026, la famiglia XPS si allargherà ulteriormente con nuovi modelli distribuiti su diverse fasce di prezzo e form factor differenti. Stesso impegno sulla qualità costruttiva e sull’innovazione, ma con più opzioni per raggiungere un pubblico più ampio.
Il primo tassello sarà il nuovo XPS 13, atteso come il portatile XPS più sottile e leggero di sempre, con spessore inferiore ai 13 mm. Stessi materiali premium, stessi display InfinityEdge, ma con un posizionamento di prezzo più accessibile. L’obiettivo è portare l’artigianalità e l’esperienza XPS a un numero maggiore di persone, senza compromessi sulla qualità.

XPS 14 e XPS 16 sono invece già disponibili da oggi, 6 gennaio, in configurazioni iniziali a partire da 2.049,99 dollari per il 14 pollici e 2.199,99 dollari per il 16 pollici. A febbraio arriveranno configurazioni aggiuntive, con prezzi d’attacco ben sotto i 2.000 dollari. Entrambi i modelli saranno inizialmente disponibili nella colorazione Graphite, mentre la finitura Shimmer sarà introdotta più avanti nel corso dell’anno. XPS 14 sarà inoltre proposto anche con Ubuntu 24.04 come opzione sistema operativo.
Ammettere gli errori, costruire una rinascita
Al di là delle specifiche tecniche e delle scelte di branding, il caso XPS racconta anche qualcosa di più ampio: non è comune vedere un big dell’hardware ammettere apertamente di aver sbagliato strategia e invertire così nettamente la rotta. Dell, dopo aver messo in discussione uno dei suoi marchi più forti, ha ascoltato utenti, stampa e partner, e ha deciso di ricostruire su fondamenta più solide.
Il 2026 rischia di diventare un anno chiave per l’ecosistema Windows premium: se la nuova generazione XPS manterrà le promesse, ci troveremo di fronte non solo al ritorno di un nome storico, ma a un vero nuovo capitolo. Con una gamma più ampia, una strategia più leggibile e un design che torna a privilegiare funzione e usabilità, XPS ha tutte le carte in regola per tornare a essere il punto di riferimento nei “best laptop” dei prossimi anni.
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