L’esplorazione lunare segna un nuovo capitolo con l’arrivo del lander Blue Ghost sulla superficie del nostro satellite naturale, portando con sé un carico scientifico di grande rilievo, tra cui l’esperimento italiano LUGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment). La missione, realizzata da Firefly Aerospace nell’ambito del programma CLPS (Commercial Lunar Payload Services) della NASA, rappresenta un significativo passo avanti verso la futura esplorazione lunare e l’utilizzo delle tecnologie satellitari per la navigazione oltre l’orbita terrestre.

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Il lander Blue Ghost di Firefly è allunato con successo, i dettagli della missione

Dopo un viaggio di 45 giorni (partito il 15 gennaio 2025 a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX), Blue Ghost è entrato in orbita lunare e ha iniziato la manovra di discesa alle 8:31 italiane del 2 marzo, ed è allunato alle 9:34 italiane, trasportando diversi strumenti scientifici destinati allo studio dell’ambiente lunare e delle sue condizioni estreme.

La missione rientra nel più ampio programma CLPS, con cui la NASA affida a partner privati il compito di portare sulla superficie lunare carichi utili per future missioni umane e robotiche. Tra gli strumenti a bordo, spicca l’esperimento italiano LUGRE, frutto del lavoro dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del consorzio industriale guidato da Qascom di Bassano del Grappa. Il dispositivo ha il compito di testare l’uso dei segnali GNSS (Global Navigation Satellite System), ossia il sistema di posizionamento satellitare terrestre, in un contesto del tutto inedito come la Luna.

Il payload LUGRE rappresenta un esperimento pionieristico, poiché è la prima volta che un ricevitore GNSS viene testato sulla Luna; l’obiettivo principale è verificare la possibilità di ricevere e interpretare i segnali satellitari GPS e Galileo, che in teoria non sono progettati per operare così lontano dalla Terra. Se l’esperimento darà risultati positivi, potrebbe aprire la strada all’uso del GNSS per la navigazione lunare, riducendo la dipendenza da sistemi di posizionamento basati su radiotrasmissioni dirette dalla Terra e migliorando l’autonomia operativa di futuri lander e rover.

L’eventuale capacità di ricevere segnali GPS e Galileo sulla Luna infatti, potrebbe semplificare notevolmente la navigazione per i futuri esploratori robotici e umani, fornendo un sistema di localizzazione più preciso e affidabile rispetto alle tecnologie attualmente impiegate; nel più ampio contesto dell’esplorazione lunare, il successo di questa missione potrebbe influenzare lo sviluppo del programma Artemis, che punta a riportare l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio, e di altre iniziative legate alla costruzione di basi permanenti sul nostro satellite naturale.

Durante la sua permanenza sulla Luna Blue Ghost sfrutterà l’illuminazione solare per alimentare i suoi strumenti scientifici, il lander sarà operativo per un giorno lunare, ovvero 14 giorni terrestri, durante i quali la missione condurrà una serie di esperimenti chiave: oltre al già citato test del ricevitore GNSS LuGRE, che tenterà di connettersi ai segnali satellitari GPS e Galileo per determinare se la navigazione satellitare possa essere utilizzata sulla Luna, altri strumenti scientifici analizzeranno l’ambiente lunare.

Nello specifico il Lunar Magnetotelluric Sounder (LMS) studierà la struttura interna della Luna attraverso misurazioni dei campi elettrici e magnetici, mentre il Lunar PlanetVac (LPV) raccoglierà campioni di regolite per studiare la composizione del suolo, il Radiation Tolerant Computer (RadPC) testerà un computer resistente alle radiazioni per futuri utilizzi nello spazio profondo, mentre il sistema di fotocamere stereo implementato dagli ingegneri riprenderà il comportamento della polvere sollevata dall’atterraggio, dati che aiuteranno a migliorare i modelli di interazione tra i getti dei motori e il suolo lunare, riducendo i rischi per future missioni di allunaggio.

Trascorsi i 14 giorni terrestri, Blue Ghost entrerà in uno stato di ibernazione, segnando la conclusione della missione principale con l’arrivo della notte lunare e temperature estremamente basse.

Gli occhi della comunità scientifica sono ora puntati sui primi dati che LUGRE riuscirà a raccogliere nelle prossime settimane, la sua capacità di elaborare i segnali GNSS a una distanza di circa 384.000 km dalla Terra potrebbe non solo rivoluzionare la navigazione lunare, ma anche gettare le basi per l’uso di sistemi satellitari nelle future missioni verso Marte e altre destinazioni nel Sistema Solare.

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