Nella giornata di oggi, 16 dicembre, la Commissione Europea e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno firmato un contratto di concessione di 12 anni con SpaceRISE (un consorzio che comprende importanti operatori di reti satellitari come Eutelsat, Hispasat e SES) per la progettazione, lo sviluppo e l’attivazione di IRIS², Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, la costellazione di satelliti europea simile (e alternativa) a Starlink di SpaceX.

Per la messa in funzione occorre pazientare alcuni anni. Secondo le previsioni delle aziende e degli enti interessati inizierà a essere operativa nel 2030, un progetto che “porterà un nuovo livello di connettività per l’UE e i suoi cittadini in una struttura di partenariato pubblico-privato […] IRIS² sarà la rete di scelta dell’Europa, e l’UE e gli Stati membri saranno i clienti principali della costellazione” ha commentato Adel Al-Saleh, l’amministratore delegato di SES.

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Cos’è (e perché) IRIS², il sistema di connettività satellitare europeo

Per il momento è ancora un progetto, un progetto tuttavia ora ufficializzato per la costituzione di una costellazione satellitare che fornirà servizi di connettività via satellite. Questo sistema, completamente europeo, è integrato con gli standard 5G, fornirà accesso a internet e servizi di telecomunicazione su due fronti: uno commerciale per i privati e le aziende, e uno, più sicuro, riservato ai governi dei paesi membri.

A differenza delle statunitensi Starlink di SpaceX e Kuiper di Amazon, IRIS² ha una componente privata ma anche una pubblica, che permetterà alle agenzie e agli enti preposti di vigilare e di gestire il sistema, il che rappresenta un passo significativo verso la sovranità e la connettività sicura dell’Unione Europea, per assicurare ai cittadini europei accesso garantito senza restrizioni e dipendenze da terzi, in un settore in cui attualmente la fa da padrone indiscusso Starlink di Elon Musk.

“La Commissione ha risposto all’imperativo dell’Unione di disporre di una capacità di connettività autonoma e sicura. IRIS² sostiene la nostra autonomia strategica e la nostra capacità di difesa, promuove la nostra competitività e stimola la cooperazione tra settore pubblico e privato” ha commentato Timo Pesonen, direttore della Commissione Europea per la Difesa, l’Industria e lo Spazio.

Con l’accordo annunciato oggi, e lo stanziamento di 6,5 miliardi di euro di fondi pubblici, che rappresentano quasi il 60% dei costi complessivi del progetto (pari a circa 10,6 miliardi), il consorzio SpaceRISE ha così ottenuto il via libera per iniziare i lavori, per rendere operativa quella che si presenterà come una costellazione di 290 satelliti multi-orbitale, la maggior parte dei quali in orbita bassa terrestre (LEO, acronimo di Low Earth Orbit) e media (MEO).

L’Unione Europea è il cliente principale di IRIS², ma il servizio garantirà la copertura anche in Africa e nel circolo polare artico, servizio che inizierà ad andare in orbita nel 2029 con la messa in funzione effettiva per l’anno seguente.

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