È passato poco più di un mese dal lancio ufficiale — anche sul mercato italiano — del nuovo piano economico di Netflix con la pubblicità, tuttavia i numeri oggetto di un recente report parlano di una nuova proposta che stenta a decollare. Dal colosso dello streaming sono arrivate smentite sui dati riportati, ma anche indicazioni interessanti per il futuro.

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Netflix con pubblicità: un inizio a rilento

I dati degli analisti di Antenna parlano di percentuali piuttosto deludenti: a quanto si apprende, solo il 9 percento dei nuovi abbonati a Netflix negli USA avrebbe optato per il nuovo piano contraddistinto da un prezzo più basso e dalla presenza delle pubblicità. Tanto per dare dei riferimenti, Antenna riporta come nel 2021, durante il mese di lancio del proprio piano equivalente, HBO Max avesse visto il 15% scegliere il piano con la pubblicità.

Immagine e dati di Antenna

I numeri di Netflix sono meno sorprendenti se si aggiunge all’equazione il particolare riportato da Digiday: la società avrebbe restituito i soldi agli inserzionisti per non aver raggiunto il target promesso.

Naturalmente, un inizio lento non è necessariamente indizio di una bocciatura, quanto piuttosto la dimostrazione della difficoltà di una transizione verso un modello diverso. Anzi, questa è esattamente la chiave di lettura che un portavoce di Netflix ha fornito al The Wall Street Journal; in aggiunta a questo, la società ha sollevato dei dubbi circa l’accuratezza dei dati riportati da Antenna, che si basano sui dati dei consumatori di terze parti. 

Netflix pensa più a lungo termine

Netflix ha espresso la propria posizione senza mezzi termini: il lancio del piano con la pubblicità va inquadrato nel lungo periodo come parte di una strategia più ampia, i cui frutti non saranno visibili nell’immediato. Jeremi Gorman, president of worldwide advertising di Netflix, ha parlato di simili ambizioni in un recente Q&A con Digiday: il colosso dello streaming non mira a gettarsi a capofitto in qualcosa di nuovo, bensì a compiere le mosse giuste a tempo debito, così da farsi trovare pronto a superare gli ostacoli che inevitabilmente il cambiamento porterà con sé. Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, aveva parlato in termini simili in occasione della UBS Global Technology, Media & Telecom Conference in tempi non sospetti.

Del resto, i numeri del settore dimostrano chiaramente che un modello di abbonamento ibrido comprensivo della pubblicità è perfettamente possibile: guardando alla concorrenza negli USA, i numeri di Antenna riferiscono le seguenti percentuali: il 76% degli abbonati a Peacock, il 57% di quelli di Hulu e il 44% di Paramount Plus e Discovery Plus avrebbe scelto soluzioni di questo tipo. Netflix è una realtà consolidata e per un decennio ha portato avanti un modello di business basato sui soli proventi degli abbonamenti, pertanto un periodo di adattamento è sostanzialmente fisiologico.

E voi, avete recentemente attivato un abbonamento a Netflix? Avete scelto il piano con la pubblicità? Ditecelo nei commenti.

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