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Il nostro test delle lampadine Philips Hue Bluetooth di Signify

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La linea Philips Hue di Signify è tra le più conosciute e apprezzate dagli appassionati di smart home, cisto che permette di iniziare ad automatizzare la propria casa in maniera semplice e intuitiva.

Abbiamo avuto modo di provare alcuni dei prodotti, in particolare le lampadine a LED E27 ed E14, in abbinamento al Dimming Switch, che permette di regolarne la luminosità. Il nostro test si è svolto utilizzando la sola connessione Bluetooth, la soluzione più economica per chi vuole cominciare senza dover spendere troppo.

Ci sono ovviamente alcune limitazioni, ma con un po’ di pazienza e buona volontà è possibile iniziare ad automatizzare la propria casa.

Configurazione e limitazioni

Una volta installate le lampadine nei rispettivi portalampada E27 o E14 non ci sono particolari operazioni da svolgere, se non scaricare l’app Philips Hue Bluetooth dal Play Store (qui sotto il badge) o dall’App Store (utilizzando questo link).

Android app sul Google Play

Una volta avviata l’app dovrete semplicemente selezionare il nuovo dispositivo che sarà visualizzato e seguire le istruzioni a schermo per completare l’abbinamento. A questo punto avrete la possibilità di controllare la lampadina tramite il Bluetooth. Ovviamente resta la limitazione della copertura, quindi dovrete essere relativamente vicini per controllare la lampadina e non potrete accenderle e spegnerle se non siete in casa.

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Per quanto riguarda il Dimming Switch, è già abbinato alla lampadina con il quale è venduto, ma è possibile utilizzarlo anche per controllarne altre. Basta tenere premuto il tasto di accensione sullo switch per 10 secondi a una distanza massima di 15 centimetri dalla lampadina da controllare. Quando quest’ultima lampeggerà tre volte basterà premere nuovamente il tasto di accensione per abbinare i due prodotti.

In assenza di un bridge potete controllare fino a 10 lampadine con lo switch, ma sappiate che si accenderanno e spegneranno tutte contemporaneamente. Non potete quindi utilizzarlo per accendere io spegnere le luci in maniera selettiva.

Per contro però se utilizzate più lampadine nella stessa stanza, per ottenere una illuminazione migliore, potrete utilizzare lo switch per controllarle tutte, anche se installate su lampadari o portalampada differenti. E grazie ai due tasti dedicati potete regolare la luminosità di tutte le luci con un singolo tocco.

Prestazioni e funzioni smart

L’assenza di un Bridge (che non abbiamo utilizzato in questo test) si fa indubbiamente sentire, soprattutto per i controlli intelligenti con gli assistenti vocali o con i dispositivi Alexa e Nest. Con la versione Bluetooth potete controllare solo 10 luci, regolandone la luminosità e lo stato (acceso/spento).

Non è possibile, a differenza di altre soluzioni presenti sul mercato, regolare la temperatura colore: se acquistate la versione Warm White avrete sempre e comunque una luce bianca calda. Tramite app è possibile applicare delle scene predefinite (Luce notturna, luce soffusa, luce brillante e molte altre) e regolare la luminosità di tutte le luci, sia singolarmente che in maniera generale, per avere la stessa luce da tutte quante.

È possibile creare delle routine per accendere o spegnere la luce in modo graduale al mattino o alla sera, o utilizzare la luce come timer, facendola lampeggiare allo scadere del tempo impostato. Non è però possibile creare routine personalizzate, se non ricorrendo agli assistenti intelligenti.

Qui arriva la grossa limitazione di questa variante, che senza bridge mostra il fianco. È possibile utilizzare un dispositivo Nest Hub a patto che si trovi nella stessa stanza o in quella adiacente, viste le limitazioni della copertura del segnale Bluetooth.

Tramite l’app Google Home potete cercare il nuovo dispositivo e aggiungerlo a quelli controllabili tramite comandi vocali o, nel caso di uno schermo intelligente, tramite i pulsanti a schermo. In questo modo è possibile controllare le luci anche da remoto, utilizzando l’app Google Home o l’assistente anche se vi trovate fuori casa.

Lo stesso può essere effettuato con un dispositivo Alexa, sfruttando la connettività Bluetooth o, solo per i dispositivi che ne sono provvisti, anche il protocollo ZigBee. Una volta abbinate le lampadine è possibile inserirle in scenari e routine, sempre a patto di avere il dispositivo Alexa e la lampadina nelle immediate vicinanze.

Tutte queste limitazioni ovviamente svaniscono in presenza di un bridge, che permette di controllare in maniera più semplice e selettiva ogni singola luce, migliorando la connessione con i dispositivi intelligenti attraverso le rispettive skill e aprendo a una quantità decisamente superiore di controlli.

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Per questo vi consigliamo di acquistarne uno se volete avere una casa davvero intelligente, mentre la soluzione Bluetooth è sconsigliata, a meno di non volerla vedere esclusivamente come primo passo per entrare nell’ecosistema Philips Hue.

Per quanto riguarda le prestazioni dal punto di vista luminoso, sia la versione E27 che quella E14 sono sufficiente per ambienti medio piccoli, se utilizzate singolarmente. Il modello E27 ha una potenza di 9 watt e in ambienti superiori ai 20 metri quadri è consigliato utilizzarne almeno 2 per ottenere una illuminazione accettabile.

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Il modello E14 ha lo stesso “problema” arrivando a 5.5 watt, e risulta insufficiente anche per ambienti più piccoli. Lo abbiamo provato in un bagno da 10 metri quadri e la luce generata non ci è sembrata sufficiente per garantire una buona visibilità. Affiancandole una lampadina E27 da 9 watt la situazione è decisamente migliorata, per cui vi consigliamo di prevedere sempre almeno due lampadine per ogni stanza, a meno che non vogliate una luce soffusa.

Conclusioni, prezzi e disponibilità

In conclusione la linea Philips HUE di Signify offre buone possibilità senza spendere cifre esagerate. La disponibilità della versione Bluetooth è un ottimo passo in avanti, ma la presenza di un bridge è ancora indispensabile per sfruttare al meglio questa linea di prodotti. Da sole, a nostro avviso, non valgono il loro prezzo, visto che la concorrenza (Xiaomi solo per fare un esempio) offre di più senza la necessità di avere bridge o altri dispositivi, grazie alla connettività WiFi

Per iniziare può bastare, ma appena avete la possibilità il nostro consiglio è quello di acquistare un Bridge per espandere in maniera significativa le potenzialità dei prodotti.

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