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Il piano cashless del Governo, dai rimborsi sulla spesa al premio da 3.000 euro

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La pandemia legata al coronavirus ha rallentato il piano cashless del Governo italiano, che da tempo punta a ridurre i pagamenti in contanti in favore di pagamenti elettronici che possono essere tracciati. Lo scopo principale è quello di ridurre l’evasione fiscale e sono diversi i punti in cui si sviluppa il piano, che dovrebbe prendere ufficialmente il via entro il 2020.

Cos’è il piano Italia Cashless

Nell’ottobre 2019 il Governo ha presentato il piano Italia Cashless, ideato per colmare il ritardo rispetto ad altri Paesi e incentivare l’utilizzo della moneta elettronica al posto del contante, considerato da sempre uno dei metodi più efficaci per riciclare i proventi dell’evasione fiscale.

Il progetto è indubbiamente ambizioso visto che si propone di cambiare un’abitudine radicata negli italiani, che da sempre utilizzano il contante per i propri pagamenti. L’avversione per la moneta elettronica è giustificata in parte dall’età media molto avanzata: gli anziani faticano ad abituarsi all’utilizzo dei Bancomat, per non parlare delle carte di credito considerate dai più superflue ed eccessivamente costose da mantenere.

Il lockdown dovuto alla pandemia scoppiata nella prima metà del 2020 ha sicuramente accelerato l’adozione dei pagamenti elettronici, grazie a una crescita degli acquisti online, ma il Governo ritiene insufficienti i passi compiuti e ha preparato un piano di incentivi che però non riguarderà gli acquisti in Internet, già tracciati e al riparo dalla piaga dell’evasione fiscale.

Ecco perché sono state studiate delle agevolazioni che spingano gli italiani ad abbandonare progressivamente la moneta contante per i pagamenti nei negozi fisici, a partire da bar e supermercati, favorendo i pagamenti tramite bancomat, carte di credito e debito e più in generale di pagamenti che possano essere tracciati.

Il Cashback di Stato

Lo scorso primo luglio è entrato in vigore il nuovo limite sull’utilizzo del contante, che impedisce di effettuare pagamenti in moneta per cifre superiori a 2.000 euro. Un ulteriore giro di vite si avrà a partire da gennaio 20222 quando tale limite sarà ulteriormente abbassato, tornando ai 1.000 euro introdotti anni fa dall’allora presidente del Consiglio Mario Monti.

I negozianti, che devono comunque sostenere dei costi fissi sui pagamenti elettronici ricevuti, possono invece contare su un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni pagate agli istituti di credito, al fine di stimolare l’utilizzo di mezzi tracciabili anche nei negozi.

A partire dal 1 dicembre 2020 arriva la prima mossa del governo, il Cashback di Stato. Si tratta di un rimborso del 10% sulle spese effettuate nei negozi fisici e pagate con carte di credito o debito (anche ricaricabili), bancomat, bonifici bancari ma anche attraverso le numerose app (come Google Pay, Apple Pay e altre) installate sugli smartphone.

Il tetto massimo per le spese valide al rimborso è di 3.000 euro annui, per cui il massimo rimborso ottenibile ammonta a 300 euro. Si tratta di una limitazione voluta dal governo per evitare di trovarsi senza fondi qualora tutti gli italiani aderissero all’iniziativa. A disposizione dell’esecutivo ci sono 3 miliardi di euro all’anno e nel caso in cui le richieste di rimborso siano inferiori alle previsioni, sarà possibile innalzare il tetto e premiare ulteriormente i cittadini più virtuosi.

Il bonus ottenuto dovrebbe essere accreditato due volte all’anno, con un tetto di 1,.500 euro a semestre e i pagamenti erogati in estate ed entro la fine dell’anno.

Il Super Cashback

Al primo cashback se ne affiancherà, il prossimo anno, anche un super cashback, pensato per premiare ulteriormente i cittadini che utilizzeranno con maggior frequenza la moneta elettronica.

Il premio, del valore di 3.000 euro, sarà assegnato ai primi 100.000 italiani che utilizzeranno maggiormente i pagamenti elettronici durante l’anno. Non si tratta di un premio da erogare nei confronti di chi spende di più però, visto che sarebbe poco equo.

A essere premiati invece saranno gli italiani che effettueranno il maggior numero di operazioni, indipendentemente dal loro importo. Ecco dunque che pagare il caffè al bar avrà lo stesso valore, ai fini del premio finale, dell’acquisto di un orologio da 20.000 euro.

Al momento il Governo non ha chiarito in quale modo verrà erogato il premio, anche se l’ipotesi più plausibile è quella di un accredito sul conto corrente.

La Lotteria degli scontrini

Gli italiani hanno sempre amato le Lotterie e la possibilità di sognare un futuro privo di problemi economici. Sarà anche il caso della Lotteria degli Scontrini, che avrebbe dovuto partire quest’anno ma che, a causa del coronavirus, è stata rimandata al 2021.

Il montepremi complessivo è di ben 50 milioni di euro e il primo premio raggiunge i 5 milioni, una cifra decisamente stuzzicante, a patto ovviamente di pagare i propri acquisti con strumenti tracciabili. Si partirà dal primo gennaio ma ancora non ci sono i dettagli sul numero di estrazioni e sulle modalità in cui saranno effettuate.