Fiido negli ultimi anni si è ritagliata uno spazio importante nel mondo delle e-bike a marchio diretto, e Nomads è stata una delle sue biciclette di maggior successo. Con la versione Nomads Pro il produttore alza l’asticella e lo fa nel modo più radicale possibile, cioè cambiando il cuore della bici: al posto del motore al mozzo posteriore arriva un motore centrale, e chi ha già pedalato bici così sa che è un salto di categoria, non un semplice ritocco. Basta a giustificare un modello nuovo? A nostro avviso sì, e nelle prossime righe vi spieghiamo perché.
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Video recensione della Fiido Nomads Pro
Indice:
Destinazione d’uso: una trekking versatile a metà tra strada e mountain bike
Inquadrare Nomads Pro è il primo passo per capire se fa al caso vostro. La definizione più corretta è quella di bici da trekking, un ibrido che sta a metà strada tra una bici da strada e una mountain bike. Della MTB prende la robustezza e la forcella ammortizzata, mentre dal mondo strada/trekking eredita un carro posteriore lungo che la rende molto stabile anche a velocità sostenute, per esempio su sterrato, un angolo sterzo relativamente chiuso che compensa la geometria allungata rendendola più reattiva e un angolo sella oltre i 70° che aiuta a mantenere una posizione efficace in sella, massimizzando i watt espressi dalle proprie gambe.
È il tipo di bici che potete valutare per muovervi in città con più tranquillità quando dovete attraversare binari o affrontare tratti di pavé sconnesso, ma che regge benissimo anche la scampagnata fuori porta. Stabile, sicura e confortevole, insomma. C’è poi un altro ambito in cui dà il meglio, il trasporto: arriva già di fabbrica con un portapacchi solido che regge fino a 27 kg, utilizzabile per ancorare borse, un seggiolino per bambini o eventualmente un extender di batteria. Infine, perché no, può essere la bici giusta per fare turismo (anche con carrello) senza svenarsi e senza rinunciare ad un’ottima qualità dei componenti. In tutti questi scenari è davvero al suo posto.

Qualità costruttiva e geometrie
Il telaio è interamente in lega di alluminio, ben spianato e rifinito, con una finitura lucida che fa la sua figura anche nella colorazione grigia, non certo la più sgargiante ma piacevole. Qualche saldatura si nota nella parte bassa, tutto normale per la fascia di prezzo. Non mancano due attacchi per portaborraccia o accessori vari, mentre la batteria è alloggiata sotto il tubo obliquo, protetta da una cover con levetta di sicurezza e sganciabile con chiave per portarla via e ricaricarla comodamente.
All’anteriore troviamo una forcella ad aria con 120 mm di escursione, e qui c’è un dettaglio che alza il livello: la regolazione della pressione è diretta (vi serve la pompetta adatta) e soprattutto è presente il blocco remoto da manubrio. Poter bloccare la forcella con un dito mentre si pedala su asfalto è una comodità che di solito si vede su bici ben più costose.
Nomads Pro viene proposta in due taglie, M e L, e monta ruote da 29″, quindi parliamo comunque di una bici piuttosto grande di suo. Sulle geometrie ci sentiamo di darvi un consiglio pratico, perché le misure sono un po’ particolari. Lo stack, cioè l’altezza tra movimento centrale e proiezione della base dello sterzo, rimane identico tra M e L: questo significa che in taglia L la bici risulterà un po’ bassa davanti, mentre in taglia M vi sembrerà un po’ alta sempre all’anteriore, difetto per fortuna compensato dall’attacco manubrio regolabile, che potete tirare verso l’alto o il basso. Il reach invece cresce parecchio passando da una taglia all’altra, quindi la L è sensibilmente più lunga. Con un angolo sterzo di 70° (abbastanza chiuso) e un angolo sella di 75,5° (verticale), la pedalata risulta efficace e naturale. Chi vi scrive è alto 1,79 e sulla L si trova bene, pur essendo al limite basso: se superate 1,82-1,83 andate senza dubbio di L, se restate sotto 1,75 la M è la scelta più sensata, se siete a metà allora sta a voi decidere tra una posizione più distesa e una più raccolta.

Componenti e differenze con la Fiido Nomads
È sui componenti che si gioca la partita, e qui Nomads Pro convince. Il gruppo cambio è Shimano Cues a 9 rapporti (deragliatore M370 e comandi SL-M3100), con pacco pignoni 11-36T e guarnitura da 40T: fascia media, certo, ma è un cambio ben calibrato per questo tipo di bici, che ritroviamo anche su modelli più costosi e che difficilmente cambierete, perché farà il suo lavoro per anni senza fiatare.
















L’impianto frenante è di quelli seri: freni a disco idraulici a 4 pistoncini HDM-5, con dischi generosi da 200 mm all’anteriore e 200 mm al posteriore. Con i 26 kg della bici più il peso del ciclista fermano tutto con grande margine. Ruote a doppio strato in lega, mozzo anteriore a perno passante e coperture CST 29×2.1″ completano un quadro coerente.
Il vero protagonista, però, e la principale differenza rispetto alla Nomads “liscia”, è il motore centrale Mivice X700 da 250W nominali (500W di picco) con sensore di coppia integrato e 100 Nm dichiarati. La Nomads non Pro, con motore al mozzo posteriore, costa circa 1.200 euro ed è pensata per chi vuole spendere meno; qui invece si paga proprio il salto verso un’unità centrale, che sposta il baricentro, distribuisce meglio i pesi e cambia in modo netto la sensazione di guida. Una piccola finezza che abbiamo apprezzato: durante la cambiata il motore stacca per un istante l’erogazione, così da non sforzare catena e trasmissione con tutta quella coppia. Segno di una bici pensata bene.

Autonomia e ricarica
La batteria è da 417,6 Wh, non tantissimi va detto con onestà, ma il risvolto positivo è un peso complessivo contenuto in 26,2 kg nonostante il portapacchi robusto. Nei nostri giri abbiamo coperto attorno ai 70-80 km, valore che dipende molto dal livello di assistenza scelto: in modalità eco, in piano, senza troppo peso addosso, si può arrivare anche a un centinaio di chilometri, mentre spingendo sui livelli alti l’autonomia cala in fretta. È l’unico limite che ci separa dal poterla definire una vera bici da turismo di lungo raggio: avremmo gradito qualcosa in più. Per l’uso cittadino e per le uscite fuori porta, però, è più che sufficiente. La ricarica avviene tramite alimentatore 36V 2A.
Va infine considerato che il portapacchi posteriore è già predisposto per ancorare un rack aggiuntivo che sostiene due ulteriori batterie della medesima capacità, son però ulteriori 700 Euro e il peso complessivo sale parecchio.

Esperienza d’uso in sella
Su strada bianca Nomads Pro è nel suo elemento: si viaggia sul velluto, stabile grazie alle geometrie allungate al posteriore, con quel comportamento da trekking pura. Le sospensioni ad aria assorbono bene buche e sconnessioni, e il fatto che siano ad aria non è un dettaglio da poco: rispetto a una molla durano di più nel tempo e restano efficienti; se dovessero perdere un filo di pressione bastano due colpi di pompetta, e anche la manutenzione da un ciclista è rapida.
Ma è il motore a rubare la scena. In eco l’erogazione è morbida e naturale, simile a tante altre e-bike; passando a sport, turbo e turbo plus diventa quasi esagerato. Vi porta su pendenze impensabili senza quasi fatica, con degli strattoni decisi quando entra in gioco. I 100 Nm dichiarati ci sono tutti, forse anche qualcosa in più: abbiamo provato altre bici da 100 Nm che non erano così reattive, quindi non è solo questione di sensore di coppia ma proprio di potenza. Gli ultimi livelli, onestamente, non li userete quasi mai, a meno di non essere a pieno carico. Cambio impeccabile, freni all’altezza, e con il pacco pignoni 11-36T unito al turbo plus salite qualunque strada tenendo i 20-25 km/h di limite, oltre i quali l’assistenza si stacca.
Un’ultima nota, da prendere con le dovute cautele: la bici si può sbloccare (online trovate diverse guide, anche via app) rimuovendo di fatto il limite di velocità. Con un motore così spinge parecchio, ma ricordatevi che ha senso solo su strade private o fuori strada: sulle strade pubbliche entrate a tutti gli effetti nell’illegalità.

In conclusione
Siamo alle battute finali della recensione di Fiido Nomads Pro, proposta a 1.999 euro. Detta così può sembrare una cifra importante, e per chi cerca semplicemente una e-bike economica lo è: in quel caso meglio orientarsi altrove, magari sulla Nomads con motore posteriore per rimanere in ambito trekking. Ma nel mondo delle biciclette la differenza la fanno i componenti, e qui il pacchetto è di buon livello sotto ogni aspetto, dal telaio al motore centrale, dai freni a 4 pistoncini alla forcella ad aria con blocco remoto.
Trattandosi di un modello appena uscito, sconti per ora non ce ne sono, ma se la incrociate tra qualche mese attorno ai 1.700 euro diventa un vero affare. Il solo limite reale resta l’autonomia della batteria; per tutto il resto, è una bici pensata bene e piacevolissima da guidare, consigliata!
Pro:
- Stabilità e comfort
- Motore centrale portentoso
- Ottimo cambio e freni
- Tanta capacità di carico
Contro:
- Autonomia non eccellente
- Motore a volte un po' brusco
- La taglia M è un po' alta sull'anteriore
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