Open Fiber

Nonostante Open Fiber sia un’azienda di proprietà al 50% di Enel e al 50% da Cassa Depositi e Prestiti, chiaramente non ha tutta la liquidità necessaria a portare a termine il progetto di cablatura di 271 città d’Italia con fibra FTTH (si tratta di un progetto esterno ai bandi Infratel). Ecco perché i 350 milioni di euro appena incassati come finanziamento dalla Banca Europea di Investimenti sono un’ottima per dare una spinta in avanti per continuare nel suo piano.

“L’ottenimento di tale approvazione rappresenta l’ultima delle condizioni previste dall’accordo siglato lo scorso aprile con le banche capofila (Bnp Paribas, Société Générale e UniCredit) per l’avvio del finanziamento che, insieme alle risorse messe a disposizione dagli azionisti, coprirà integralmente la costruzione della una nuova infrastruttura in fibra ottica in Italia in modalità Fiber To The Home. L’accordo di finanziamento sarà formalizzato con tutti gli attori coinvolti nelle prossime settimane”, si legge nella nota Open Fiber emessa a seguito dell’approvazione della nuova tranche.

Ricordiamo che, oltre ad aver vinto due bandi Infratel per la cablatura delle aree a fallimento di mercato (dove nessun operatore vuole investire in quanto non vi è un ritorno sicuro dal punto di vista economico), Open Fiber ha deciso di lanciare un piano per cablare 271 città in Italia con la propria tecnologia FTTH da affittare successivamente agli operatori interessanti in Wholesale.