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L’UE vuole il modello Open Fiber esportato in tutti gli Stati Membri

Modello Open Fiber in UE

Rimaniamo in un certo senso nel campo della fibra ottica e della connettività internet e, dopo avervi parlato dei primi test della nuova Vodafone Voyager, vi comunichiamo che l’Unione Europea ha appena approvato (con larga maggioranza di 56 voti a favore, 2 contro e 4 astensioni) il primo passo verso una riforma delle TLC in tutta Europa che porterà il modello Open Fiber in tutta l’Europa.

In particolare, si tratta di una riforma delle TLC che andrà a favorire lo sviluppo di reti in fibra ottica da parte di operatori specializzati in infrastrutture (wholesale only), sul modello di Open Fiber in Italia. In pratica, soggetti che portano la fibra ottica nei vari paesi ma che non forniscono nessun servizio di ISP. Invece, si impegna ad affittare le linee ai veri e propri operatori.

L’obiettivo chiaramente è quello sia di portare avanti lo sviluppo delle infrastrutture per un’Europa sempre più connessa ma anche quello di evitare potenziali monopoli o comunque tariffe in wholesale più elevate.

In sostanza, se un’azienda posa la fibra e successivamente offre anche il servizio internet, si tratta di un’integrazione verticale che non consente il libero mercato. Allo stesso modo, se l’unica fibra disponibile è quella di un’azienda privata è probabile che i prezzi di affitto siano più elevati.

Fra le altre parti principali della riforma delle TLC proposta dall’Unione Europa vi sono anche le licenze d’uso ventennali per le frequenze e di un taglio dei costi per le chiamate internazionali all’interno della UE, con un tetto massimo di 19 centesimi al minuto per le telefonate e di 6 centesimi per gli SMS.

Andrus Anisp, commissario Ue al Mercato unico digitale, ha dichiarato che le regole sono cruciali per spingere “la competitività dell’Europa, gettando le basi per lo sviluppo del 5G attraverso l’UE”.

Affinché il tutto venga ratificato ed entri in vigore già entro la fine dell’anno, è necessario che riceva un OK finalein seduta plenaria e da tutti i 28 Paesi membri.

Fonte: Tomshw

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