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Il trasferimento da 661 Tbps su singola fibra ottica è un nuovo record

Open Fiber fibra ottica Fastweb

Rimaniamo in ambito fibra ottica e, dopo avervi proposto la promozione Infostrada Fibra1000 al prezzo di soli 22,90 euro al mese, spostiamo leggermente l’area di interesse verso Technical University of Denmark, dove una serie di ricercatori sono riusciti ad effettuare un trasferimento dati di 661 Tbps (più di tutto il traffico dati a livello mondiale) su un solo cavo in fibra ottica di tipo monomodale a 30 nuclei.

Prima di addentrarci nell’esperimento riuscito, è bene spiegare che i dati nelle fibre ottiche viaggiano sotto forma di impulsi laser. Per effetto della rifrazione però, ogni tot chilometri è necessario installare degli amplificatori che ritrasmettono il segnale. Ciò comporta un consumo enorme di energia elettrica (un laser tipicamente utilizzato nelle telecomunicazioni, da circa 20 mW, richiede almeno 70 mW per ogni lunghezza d’onda anche per via dei vari amplificatori).

Il risultato positivo dei ricercatori è stato ottenuto grazie all’utilizzo di varie lunghezze d’onde dei fotoni con degli impulsi molto rapidi ma ben distanziati. In pratica, è stato accelerato il processo di invio degli impulsi e contemporaneamente è stato trovato un modo per usare un solo laser per le varie lunghezze d’onda.

Ciò è stato possibile grazie a un processo in cui i ricercatori hanno fatto passare la luce attraverso un cavo sottilissimo, con un diametro di appena 300 nanometri. La reazione nel materiale utilizzato per il cavo genera i colori, ovvero impulsi di luce che spaziano per tutto lo spettro cromatico.

In realtà la larghezza di banda massima toccata nell’esperiemento è stata di 768 Tbps ma, per via delle varie ridondanze, il risultato ufficiale è stato di 661 Tbps.

L’esperimento della Technical University of Denmark, se si riuscirà a renderlo più semplice da adottare nelle infrastrutture di rete esistenti, potrebbe permettere non solo di dare un taglio all’installazione di nuovi cavi in fibra ottica, ma anche una riduzione del consumo elettrico (al momento Internet consuma circa il 9% dell’energia elettrica mondiale) e, contemporaneamente, migliorare drasticamente “l’autostrada dei dati”.

Fonte: Tomshw, Nature

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