Ammonta a 30 milioni di euro l’investimento quinquennale pianificato da Uber per la realizzazione della tecnologia necessaria al supporto a un servizio di taxi aereo, con algoritmi di intelligenza artificiale e un sistema di controllo del traffico aereo.

Il centro di ricerca, chiamato Advanced Technologies Center sorgerà a Parigi e potrà contare sulla collaborazione dell’École Polytecnique, la prestigiosa scuola di ingegnerie situata alle porte della capitale francese. L’obiettivo è ambizioso e si propone di dare una nuova forma al futuro della mobilità urbana, sia in terra che in aria.

Dara Khosrowshahi, CEO di Uber, ha affermato in un comunicato ufficiale che:

Costruire il futuro delle nostre città richiederà il lavoro congiunto delle menti più brillanti. Con ingegneri di livello mondiale e un importante ruolo nell’aviazione globale, la Francia è il posto perfetto per portare avanti il programma Uber Elevate insieme a nuove iniziative tecnologiche.

Siamo davvero entusiasti di poter collaborare con École Polytechnique per ridisegnare la mobilità urbana, terrestre e aerea.

La scelta di Parigi è alquanto significativa, visto che proprio nella capitale francese Uber ha incontrato una strenua resistenza da parte dei gruppi di tassisti, impegnati a difendere i propri diritti e il proprio lavoro, minacciato da questo nuovo servizio. La nuova struttura parigine sarà la quarta, insieme a quelle già esistenti a Pittsburgh, Toronto e San Francisco, il cui focus è quello delle auto a guida autonoma, anche se il programma è momentaneamente fermo dopo un incidente mortale avvenuto nel mese di marzo in Arizona.

Se sognate di volare a breve su un taxi di Uber Elevate, preparatevi a una lunga attesa: i primi test daranno effettuati solo nel 2020 a Dallas e Los Angeles e una terza città sarà inclusa nei test successivamente. Ricordatevi inoltre che il velivolo Uber, di tipo eVTOL (electric Vertical Take Off and Landing) , in grado di decollare e atterrare verticalmente e dotato di motori elettrici, non esiste ancora e secondo numerosi esperti potrebbe non essere mai realizzato.

Intanto il sogno di Uber continua, così come quello di altri colossi dell’industria aeronautica come Airbus e Boeing. Riusciremo un giorno a vedere le auto volanti nei cieli delle nostre città o dovremo aspettare ancora a lungo?

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