L’Antitrust ha pubblicato le linee guida sulle recensioni online, con cui spiega come valuterà trasparenza e autenticità dei giudizi e stabilisce regole più severe per turismo e ristorazione. Il documento è stato approvato il 13 ottobre 2026 con delibera n. 32067 e diffuso nel Bollettino AGCM n. 40, dopo aver sentito Agcom, Garante Privacy e i ministeri delle Imprese e del Turismo: arriva al termine della consultazione estiva.

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Cosa cambia per recensioni e attività

Le indicazioni attuano l’articolo 21 della legge 34 del 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo e in vigore dal 7 aprile. Per alberghi, ristoranti, terme e attrazioni in Italia una recensione è lecita se arriva entro 30 giorni dalla fine del servizio, viene scritta da chi lo ha usato davvero e non è incentivata da sconti o regali. Dopo due anni perde attualità e il titolare può chiederne la rimozione alla piattaforma, seguendo il Digital Services Act. L’Antitrust estende i criteri a qualsiasi prodotto o servizio grazie al Codice del consumo: presentare giudizi come autentici senza controlli ragionevoli è considerato ingannevole. Le linee guida non introducono nuovi obblighi: chiariscono come l’Autorità interverrà.

Trasparenza e verifiche

Chi ospita recensioni deve spiegare nella stessa pagina, o con un link evidente, come le raccoglie, quali pubblica, cosa significa “verificata” e come calcola la media, segnalando eventuali incentivi. Le verifiche devono essere proporzionate, perché non scoraggino chi vuole recensire. Si può chiedere una prova d’acquisto, come scontrino, fattura, numero d’ordine o estratto conto, oppure inviare il link a tutti i clienti dopo la fruizione, senza selezionare i soddisfatti. Tra gli strumenti ammessi figurano anche area riservata, QR code, registrazione, conferma via e-mail, controllo IP e sistemi automatici, mentre le piattaforme di dimensioni maggiori possono ricorrere all’intelligenza artificiale con revisione umana.

Un filtro automatico non può cancellare da solo una recensione: va sospesa, controllata e poi eventualmente pubblicata, e ogni passaggio va tracciato. Sono vietati nascondere le critiche, usare modelli preconfezionati positivi, spingere a modificare o cancellare un giudizio, attribuirlo a un altro prodotto o basare il punteggio su criteri segreti. Per chi scrive potranno essere chiesti registrazione o prova d’acquisto; per chi legge, le informazioni su raccolta, etichetta e media devono restare visibili.

Incentivi, piattaforme e nodi aperti

Se il premio dipende dal voto, la recensione è illecita; se l’incentivo non dipende dal giudizio è ammesso solo fuori da turismo e ristorazione, con etichetta visibile. La legge vieta anche comprare o cedere recensioni. I portali che ospitano giudizi su attività altrui devono spiegare raccolta, ordine e moderazione, e verificano solo se presentano i giudizi come autentici. I reclami vanno gestiti in fretta e le recensioni illecite rimosse. Le regole per turismo e ristorazione valgono per i giudizi pubblicati da aprile 2026.

Restano aperti due nodi: l’applicazione alle piattaforme fuori dall’Italia e il coordinamento con il Digital Services Act. Alcuni dubbi riguardano inoltre la verifica tramite documenti fiscali. L’Antitrust monitorerà ogni anno e rivedrà le linee guida entro un anno; all’AGCOM spetta il codice di condotta, all’Antitrust il profilo sanzionatorio. Per gli esercenti colpiti da recensioni false, le linee guida rappresentano un riferimento in più da usare nel reclamo.

FIPE, Federalberghi, FIAVET, FTO e Assoturismo-Confesercenti hanno sottolineato che i giudizi non genuini distorcono la concorrenza e pesano sui bilanci. Il Codacons calcola che il 77% dei consumatori italiani legge recensioni prima di comprare o prenotare.