Google Pixel Watch 5 arriva dopo due generazioni davvero riuscite e conferma un’impressione che ci portiamo dietro da un po’: sugli indossabili Google sta facendo un lavoro migliore rispetto a quello che porta avanti sugli smartphone. Non aspettatevi però una rivoluzione, perché qui siamo dalle parti dell’affinamento puro, con pochissime novità concentrate quasi tutte nel software e nella nuova app Google Health, la stessa che abbiamo già visto all’opera su Fitbit Air.

Il risultato è un orologio che cambia pochissimo e che continua a piacerci moltissimo, perché rappresenta forse l’idea più compiuta di cosa debba essere uno smartwatch puro con Wear OS. Restano due nodi, il prezzo e la versione LTE, sui quali torneremo con calma.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Video recensione di Google Pixel Watch 5

Design e qualità costruttiva: bello, curato, iconico

Esteticamente Pixel Watch 5 è indistinguibile dal modello dello scorso anno. Stessa scocca, stesse proporzioni, stessi identici cinturini, che quindi rimangono compatibili con quelli già acquistati per le generazioni precedenti: cambiano soltanto le colorazioni. Confermate anche le due misure da 41 e 45 mm.

Il display è il Super Actua 360 leggermente curvo verso i bordi, protetto da un Gorilla Glass 5 in versione custom. Ed è qui che dobbiamo segnalare un limite che conosciamo bene: quella forma a cupola è tanto piacevole da guardare quanto esposta agli urti e ai graffi. Nel nostro caso siamo riusciti a rigarlo nel giro di pochi giorni, il che ci permette almeno di testimoniare con cognizione di causa che il compromesso esiste. Non è un vetro fragile in senso stretto, regge bene le sollecitazioni normali, ma se prendete uno spigolo con decisione il rischio è concreto.

Invariati anche i comandi fisici, con la corona girevole e quel tastino quasi nascosto che continua a servire a poco, per quanto sia personalizzabile.

Sul fronte luminosità si sale fino a 3.000 nit, una differenza che però noterete solo all’aperto sotto il sole pieno. Nell’uso quotidiano la leggibilità era già ottima, complice l’interfaccia dal tema scuro che fa risaltare gli elementi chiari. Molto più interessante è il comportamento in Always On Display, dove il pannello scende a 1 Hz: Pixel Watch 5 è di fatto lo smartwatch che abbiamo visto consumare meno con questa funzione attiva, mentre su tanti altri prodotti attivarla significa vedere la batteria evaporare.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 4

Hardware, connettività e pochi cambiamenti dal Watch 4

Le differenze si contano sulle dita di una mano. Il chip principale è sempre uno Snapdragon Wear 5, qui in una versione leggermente overclockata: nell’uso quotidiano non percepirete nulla di diverso, ma serve a dare un po’ più di margine alle funzioni di intelligenza artificiale on device. Accanto a lui resta il secondo processore a basso consumo che si occupa della raccolta dati in background, ed è proprio questa architettura a doppio chip la vera arma dell’orologio.

Il resto della dotazione cresce in modo silenzioso: 3 GB di RAM, memoria che raddoppia arrivando a 64 GB, Wi-Fi 6, Bluetooth 6, banda ultralarga e SOS satellitari (solo su modello LTE). Su questi ultimi c’è una postilla da tenere presente, perché il servizio è gratuito per due anni ma non sappiamo ancora quanto costerà alla scadenza. I primi prodotti con SOS satellitare gratuito sono usciti esattamente due anni fa, per cui ci aspettiamo che Google chiarisca la questione nel giro di poche settimane.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 5

Autonomia e ricarica

I numeri parlano da soli: durante la notte, con il monitoraggio del sonno attivo, il consumo si attesta attorno all’1-2%. È un dato che cambia il modo in cui si usa il prodotto, perché potete indossarlo per monitorare la salute notturna senza il timore di ritrovarvi a secco al mattino. Impostando le notifiche con un minimo di criterio, sincronizzando cioè solo le applicazioni che ha davvero senso avere al polso, si arriva anche a tre giorni pieni contando anche le notti. Un ottimo risultato, che tra l’altro incoraggia un utilizzo più sano dell’orologio: la vibrazione arriva solo per quello che conta e il telefono resta in tasca.

Diverso il discorso quando si passa allo sport all’aperto con GPS e display sempre acceso, situazione in cui il consumo si assesta su un 7-8% per ogni ora di attività tracciata. Rientra nella norma per un prodotto che non nasce primariamente come sportwatch.

Le batterie sono da 332 e 445 mAh a seconda della diagonale, e il nostro consiglio è di orientarvi sui 45 mm a meno di non avere un polso particolarmente esile, perché quella giornata di autonomia in più fa comodo. La ricarica avviene sulla solita basetta magnetica con risultati identici allo scorso anno: circa un’ora per il pieno, 15 minuti per arrivare al 50% e mezz’ora per toccare l’80%. Numeri che valgono più di quanto sembri, perché anche appoggiandolo venti minuti prima di uscire vi portate a casa la giornata.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 6

Monitoraggio della salute: emergenze complete e algoritmi ancora da rodare

È qui che si concentra la maggior parte delle novità, tutte legate al passaggio a Google Health. La gestione delle emergenze è completissima, con rilevamento delle cadute e rilevamento del battito cardiaco assente, entrambi in grado di far partire la chiamata automatica ai servizi di soccorso. A settembre arriveranno anche le tendenze sulla pressione sanguigna e sulla insulino resistenza.

Il ventaglio di metriche è ampio: frequenza cardiaca a riposo, frequenza respiratoria, SpO2, variabilità della frequenza cardiaca, elettrocardiogramma, gestione dello stress, cardio load e target load, il tutto riassunto ogni mattina nel morning brief. C’è anche la possibilità di condividere le emergenze con altre persone, il che rende Pixel Watch 5 un candidato serio per chi convive con una patologia o per chi vuole tenere sotto controllo un familiare anziano a distanza.

Una nota però dobbiamo farla, e riguarda proprio i valori elaborati. Su indicatori come la training readiness e il cardio load ci siamo imbattuti in qualche lettura anomala, in un paio di occasioni con numeri che non avevano molto senso rispetto a quello che avevamo effettivamente fatto. Con Fitbit Air, che pure condivide la stessa app, abbiamo invece trovato una coerenza costante. Il sospetto è che il cambio completo degli algoritmi di elaborazione, ora fortemente basati sull’intelligenza artificiale, abbia bisogno ancora di qualche mese di affinamento.

Resta infine la questione dell’abbonamento. Google Health include parecchie funzioni gratuitamente, ma per l’health coach, per gli insight più avanzati sulla salute e per il monitoraggio completo del sonno serve la sottoscrizione a pagamento, che costa circa 10 euro al mese. Su un prodotto già non economico non è una bella notizia.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 7

Sport e tracciamento delle attività: molto preciso, ma non è uno sportwatch

Il capitolo sportivo è solido, purché siate consapevoli di cosa avete tra le mani. Cardio e GPS sono estremamente precisi, e questo è il punto che conta di più: abbiamo tracciato uscite in bicicletta, corse e camminate in montagna, e andando poi a spulciare i dati non abbiamo trovato nulla da ridire. Google dichiara inoltre di aver lavorato molto sulla localizzazione in città, con un sistema ibrido che incrocia il segnale satellitare con i dati di Google Maps per correggere la posizione tra i palazzi alti. Non abbiamo ancora avuto modo di verificarlo in un contesto urbano davvero ostico, ci ripromettiamo di farlo nelle prossime settimane.

I limiti arrivano quando si alza l’asticella. Non c’è cartografia durante l’attività, mancano le curve di livello, e i riassunti che ritrovate su Google Health sono realmente completi solo per la corsa, mentre per le altre discipline restano piuttosto generici. Manca poi l’esportazione in formato FIT, uno standard riconosciuto nel settore, e più in generale mancano diverse funzioni basilari per il trail running e l’escursionismo. Nulla di scandaloso per un prodotto che sportwatch non è, ma è giusto saperlo prima di spendere.

Chi vuole strutturare gli allenamenti può contare sull’health coach, che permette di costruire programmi molto personalizzati. Vale però il discorso fatto sopra: è una funzione di Google Health a pagamento (9,99 Euro al mese).

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 8

Area smart: Wear OS 7, Gemini ma attenzione alla compatibilità LTE

La vera forza di Pixel Watch 5 sta nel software, e diventa evidente soprattutto abbinandolo a un Google Pixel. C’è una continuità grafica e di comportamento tra i due dispositivi che non troviamo altrove, unita a piccole comodità come il controllo della fotocamera dal polso o l’avviso quando vi allontanate dimenticando il telefono. Presi singolarmente sono dettagli, messi insieme restituiscono la sensazione di due prodotti che lavorano davvero in coppia.

La cura riposta in animazioni, transizioni e feedback aptici resta il punto più alto del panorama Wear OS. Anche i Galaxy sono curatissimi, ma a nostro parere la grafica della One UI si sposa meno bene con un quadrante tondo rispetto al Material 3 Expressive che qui ritroviamo su Wear OS 7. Ottima anche la parte di personalizzazione, con moltissime watch face precaricate e la possibilità di gestirle dall’app sullo smartphone.

Tra le novità c’è la creazione delle watch face con Gemini. È una funzione simpatica: si sceglie tra alcuni stili suggeriti e l’orologio genera un quadrante applicando un tema ai numeri, con quattro o cinque possibilità di modifica successiva, oppure si descrive a voce cosa si desidera. Noi ci siamo divertiti a farne una a tema campionato di calcio per l’inizio della Serie A. Nulla di fondamentale, ma funziona.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 9

Pixel Watch 5 porta al debutto Gemini Intelligence, che però in Italia non è ancora disponibile: restano quindi fuori le schede di suggerimento proattive che compaiono qua e là nel sistema. È un peccato, ma decisamente meno grave rispetto a quanto accade sugli smartphone, dove l’intelligenza artificiale proattiva fa la differenza. Gemini in sé funziona bene e, grazie al nuovo processore, gestisce offline alcuni comandi di controllo dell’orologio come l’attivazione del Wi-Fi o l’avvio di una corsa.

Buone infine le nuove gesture, il pinch e la rotazione del polso per scorrere gli elenchi e selezionare gli elementi: qui funzionano davvero, cosa che su altri orologi non possiamo dire.

Un’attenzione particolare la merita la scelta della variante. Pixel Watch 5 è venduto in versione Wi-Fi e in versione LTE, ma in Italia quest’ultima funziona soltanto con Vodafone attraverso la funzione One Number, che duplica sull’orologio il numero della SIM presente nel telefono. Con gli altri operatori il supporto non c’è, quindi valutate bene prima di spendere 100 euro in più per una connettività che potreste non riuscire a usare.

Recensione Google Pixel Watch 5: il migliore dei Wear OS, senza se e senza ma 10

In conclusione: prezzi, disponibilità e chi dovrebbe comprarlo

Google Pixel Watch 5 è proposto a 419 euro nella versione da 41 mm e a 449 euro in quella da 45 mm, con un sovrapprezzo di 100 euro per le varianti LTE.

Cambia pochissimo rispetto all’anno scorso, e va detto senza giri di parole. Nonostante questo continua a convincerci moltissimo, perché è l’interpretazione più riuscita del concetto di smartwatch puro con Wear OS: efficienza energetica, software curato in ogni dettaglio, integrazione eccellente con l’ecosistema Pixel. I limiti li abbiamo elencati, dal vetro esposto agli algoritmi di salute ancora da rifinire, fino all’abbonamento necessario per sfruttare a fondo Google Health.

Il vero ostacolo però resta il prezzo. Se doveste acquistare oggi, il nostro consiglio è di cercare un Pixel Watch 4, che tecnicamente è quasi identico e che nel periodo primaverile ha già mostrato sconti molto aggressivi. Chi non ha fretta può tranquillamente aspettare le promozioni che di certo non tarderanno ad arrivare nei prossimi mesi.


Pro:

    • Design distintivo e minimale
    • Ottime prestazioni
    • Software curato e pratico
    • Monitoraggio salute accurato
    • Ottime funzioni per la corsa
    • Ricarica rapida

Contro:

    • Cupola di vetro esposta
    • Versione LTE solo con Vodafone
    • Health Coach ha un costo aggiuntivo
    • Prezzo elevato

Voto finale:

8.5