La tutela dei minori è un tema sul quale molte big tech stanno lavorando, anche per tutelarsi di fronte alle crescenti vicende giudiziarie che in cui si ritrovano coinvolte. Da questo punto di vista Meta sta rafforzando le misure previste dagli account per adolescenti (Teen Account). Meta aveva introdotto gli account per adolescenti su Instagram nel 2024, portando protezioni automatiche sui contenuti e restrizioni sui contatti per tutti gli utenti con meno di 18 anni. Circa un anno dopo quei profili erano diventati obbligatori anche su Facebook e Messenger, con l’obbligo di autorizzazione parentale per i ragazzi e le ragazze tra i 13 e i 15 anni che volessero modificare le impostazioni di sicurezza. Ora Meta fa un ulteriore passo in avanti, annunciando nuove misure e aggiornamenti significativi su tutte e tre le piattaforme.

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L’espansione delle impostazioni 13+

Meta account per adolescenti -1

La novità più significativa riguarda l’estensione globale delle impostazioni predefinite per i contenuti destinati agli utenti dai 13 anni in su. Questa configurazione, già attiva negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada dallo scorso ottobre, viene ora resa disponibile su Instagram, Facebook e Messenger in tutto il mondo.

Su Facebook, la nuova impostazione predefinita 13+ è progettata per nascondere i contenuti inappropriati per i teenager in sezioni come il Feed e i Reel, limitando anche la possibilità degli adolescenti di interagire con profili, pagine, gruppi ed eventi che pubblicano regolarmente contenuti non adatti alla loro età. Su Messenger, l’impostazione restringe la visualizzazione di link a contenuti Facebook inappropriati e impedisce le conversazioni con account che condividono abitualmente materiale inadeguato sulla piattaforma. Una versione ancora più restrittiva, chiamata “Contenuti limitati” e già disponibile su Instagram, sarà resa disponibile anche su Facebook e Messenger nel corso dell’anno.

I dati forniti dall’azienda indicano che nove adolescenti su dieci hanno scelto di mantenere attive le impostazioni predefinite sin dal loro lancio, un segnale che Meta interpreta come conferma dell’efficacia dell’approccio adottato.

Il coinvolgimento dei genitori nella definizione dei contenuti

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Per definire meglio quali sono i contenuti non adatti all’età dei minori, Meta ha avviato un processo di raccolta sistematica di feedback da parte dei genitori di tutto il mondo, invitandoli a valutare i contenuti pubblicati su Facebook e Instagram e a indicare se li ritengano appropriati per i teenager. Centinaia di migliaia di genitori hanno già partecipato, esprimendo un giudizio su oltre quindici milioni di contenuti. L’ultima rilevazione, condotta alla fine di aprile tra genitori di Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada, ha rilevato che meno del 2% dei post mostrati agli adolescenti è stato giudicato inappropriato dalla maggioranza dei partecipanti.

Una nuova funzione contro la ripetizione eccessiva di alcuni contenuti

Meta sta anche sperimentando una nuova funzione pensata per evitare che gli adolescenti vengano esposti in modo ripetuto allo stesso tipo di contenuto. L’azienda riconosce che certi argomenti (come la nutrizione, il sollevamento pesi o la gestione dell’ansia) possono essere utili in sé, ma diventano problematici se mostrati in modo ossessivo dall’algoritmo. Una sorta di eterogenesi dei fini per cui parlare di un argomento in assenza di un contesto adeguato rischia di sortire l’effetto contrario. Il test, attivo su Esplora, Feed e Reel, punta a bilanciare la varietà dei contenuti proposti ai teenager, riducendo la cosiddetta saturazione tematica.

È interessante sottolineare come queste decisioni di Meta arrivano in un periodo particolarmente delicato per l’azienda. Recentemente una giuria di Los Angeles si è pronunciata contro Meta nell’ambito di una causa civile sulla dipendenza dai social media, nella quale era stato contestato proprio il meccanismo dell’algoritmo che porta gli adolescenti a finire in circoli viziosi di contenuti ripetitivi e potenzialmente dannosi per la salute mentale e l’autostima.

Una valutazione esterna per testare il sistema

Un altro aspetto interessante di queste decisioni prese da Meta riguarda il modo con il quale ha deciso di testarne la validità. Per verificare l’efficacia delle impostazioni introdotte, Meta ha commissionato una valutazione indipendente alla società Alice, specializzata nella sicurezza online e nella verifica dei sistemi di protezione degli utenti. L’analisi ha confrontato i contenuti accessibili agli adolescenti su Instagram con quelli disponibili su una piattaforma concorrente e con i film classificati per spettatori dai 13 anni in su (un parametro di riferimento che Meta aveva già usato in passato per descrivere il livello di protezione dei propri Teen Account, suscitando però le proteste della Motion Picture Association, che aveva respinto il paragone).

I risultati hanno indicato che gli account per i teenager in modalità predefinita 13+ hanno mostrato il 68% di contenuti maturi in meno rispetto all’esperienza per teenager della piattaforma concorrente esaminata. Con l’impostazione “Contenuti limitati”, la riduzione è salita al 96%. La valutazione ha inoltre rilevato che, nei casi in cui contenuti maturi erano comunque comparsi, la loro intensità risultava inferiore sia rispetto alla piattaforma concorrente sia rispetto ai film con classificazione 13+.

L’analisi ha anche evidenziato due aree di miglioramento, entrambe già affrontate dall’azienda. La prima riguardava alcune eccezioni nei sistemi di rilevamento degli account che condividono contenuti inappropriati, corrette prima della pubblicazione del rapporto. La seconda riguardava il fenomeno del “car surfing”, una tendenza virale che consiste nell’arrampicarsi in movimento su veicoli in corsa. Meta ha aggiornato le proprie politiche per limitare la visibilità di questi contenuti agli utenti minorenni, estendendo un divieto già previsto per pratiche analoghe.