Xiaomi prova a rinnovare e modernizzare il suo smartwatch di punta che non gira sotto WearOS, una categoria di prodotti sempre più scelta proprio perché si lascia alle spalle i problemi di autonomia tipici degli orologi con sistema operativo Google. Watch S5 mette sul piatto una batteria spettacolare, un design curato con qualche materiale di pregio e un software che, in alcuni passaggi, zoppica ancora un po’. Lo abbiamo provato nella versione Jungle Green con lunetta in carbonio, in vendita a 199 euro, mentre il listino parte da 179 euro per le altre finiture. Vi raccontiamo tutto nella recensione di Xiaomi Watch S5.

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Video recensione di Xiaomi Watch S5

Uno smartwatch ibrido che punta tutto sull’autonomia

Watch S5 appartiene alla famiglia degli smartwatch ibridi, quei prodotti che non sono realmente smart come un WearOS o un Apple Watch, ma che nemmeno si specializzano sullo sport come un Garmin o un Amazfit T-Rex. Il fatto di non adottare il sistema operativo di Google è una scelta precisa: si rinuncia a una parte di intelligenza in cambio di un’autonomia che, come vedremo, qui diventa il vero argomento di vendita.

Va detto subito che, vista la concorrenza in casa stessa, Watch S5 si va a collocare in una fascia un po’ scomoda. Per le funzioni che offre lo facciamo rientrare nel gruppo degli ibridi economici, anche perché difficilmente lo pagherete a prezzo pieno: come da tradizione Xiaomi, gli sconti arrivano in fretta e abbondanti. Il punto è che le varie Smart Band e i Redmi Watch del marchio costano meno e, nella pratica, fanno quasi le stesse cose. Watch S5 ci prova, migliora rispetto al modello dello scorso anno, ma a conti fatti gli manca sempre qualcosina per fare il salto di categoria.

Recensione Xiaomi Watch S5: migliora tanto in tutto, ma perde i pagamenti NFC 1

Design e qualità costruttiva

La cassa misura 46 mm e il peso, senza cinturino, si ferma a circa 46 grammi: non è quindi un orologio leggerissimo, ma c’è un motivo ben preciso ed è la batteria enorme che si porta dentro, ci arriviamo tra poco. Rispetto allo scorso anno è comunque più sottile, con uno spessore di 10,99 mm, ed è resistente all’acqua fino a 5 atmosfere, ovvero 50 metri di profondità.

Il corpo è in acciaio inossidabile, mentre la lunetta può essere in acciaio, ceramica oppure, come nella nostra unità, in carbonio forgiato: una soluzione particolare e dall’aspetto sportivo, che però non si può più rimuovere e sostituire come accadeva sulla generazione precedente. In generale lo troviamo un bell’orologio, forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più giusto sulla protezione del display, che non è in cristallo di zaffiro ed ha un trattamento oleofobico solo sufficiente.

Il cinturino abbina fluoroelastomero e nylon intrecciato. Di solito gli accostamenti di materiali non ci convincono mai del tutto, qui invece il lavoro è fatto bene, risulta comodo e ci piacciono parecchio i dettagli della chiusura in acciaio scuro, in tinta con la scocca. Sul lato troviamo due tasti: una corona girevole con feedback aptico, che però non ci ha entusiasmato perché restituisce una sensazione un po’ trascinata, e un secondo pulsante che richiama i controlli rapidi da qualunque schermata. Peccato che quest’ultimo non sia in alcun modo personalizzabile.

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Display

Il display è un AMOLED da 1,48 pollici con risoluzione 480 x 480 pixel e una luminosità di picco dichiarata di 2500 nit. È un bel pannello, decisamente da smartwatch più costoso: si legge bene anche all’aperto sotto il sole e i contenuti sono nitidi e ben definiti. L’unica critica che ci sentiamo di muovere riguarda la modalità always-on, un po’ troppo fioca: quando il sole picchia davvero si fa fatica a leggere il quadrante senza toccare l’orologio per riattivare la luminosità piena.

Tantissime e ben fatte le watch faces, su questo bisogna proprio spezzare una lancia a favore di Xiaomi perché è una delle case che lavora meglio in assoluto: le personalizzazioni sono gratuite e son pensate con criterio, bravi.

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Hardware, sensori e un’autonomia da primato

La dotazione di sensori è completa e include cardiofrequenzimetro con lettura della SpO2, accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità ambientale, bussola elettronica e barometro. Il posizionamento satellitare è a doppia banda e supporta i cinque sistemi più diffusi (GPS, Galileo, Glonass, BeiDou e QZSS), per un tracciamento preciso delle attività all’aperto. Dentro la scocca trovano posto anche microfono e speaker, quindi è possibile gestire le chiamate in vivavoce (bene sia microfono che audio da altoparlante). Manca però il Wi-Fi: la connettività è affidata al solo Bluetooth 5.4, per cui ogni sincronizzazione avviene unicamente quando siete nei pressi del telefono associato.

Veniamo al pezzo forte. L’autonomia dichiarata è di 21 giorni e, sorprendentemente, è un dato realistico: usandolo poco arrivate davvero a quella durata. Con un utilizzo più intenso, qualche attività sportiva e tante notifiche che accendono spesso lo schermo, ci siamo assestati su una quindicina di giorni, mentre con l’always-on attivo si scende intorno agli 8-9 giorni. Numeri comunque ottimi, merito della batteria al silicio-carbonio (con il 15% di silicio) da ben 815 mAh, una capacità enorme per un orologio.

Un appunto, però, sulla ricarica. La basetta in dotazione è davvero economica: tutta in plastica, leggera, magnetica ma con i pin a contatto, e per giunta con un cavo USB full size ormai fuori tempo massimo. È un accessorio che Xiaomi si trascina dietro da anni e che meriterebbe finalmente un aggiornamento.

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Scheda tecnica

  • Dimensioni: 46 x 46 x 10,99 mm; peso circa 46 g (senza cinturino)
  • Display: AMOLED 1,48″, 480 x 480 pixel, picco 2500 nit
  • Cassa in acciaio inossidabile; lunetta in acciaio / ceramica / carbonio forgiato; vetro
  • Resistenza all’acqua: 5 ATM (50 metri)
  • Sensori: cardio con SpO2, accelerometro, giroscopio, luce ambientale, bussola, barometro
  • Posizionamento: GNSS dual band (GPS, Galileo, Glonass, BeiDou, QZSS)
  • Connettività: Bluetooth 5.4 (no Wi-Fi), NFC
  • Microfono e speaker per chiamate in vivavoce
  • Batteria: 815 mAh al silicio-carbonio; autonomia dichiarata fino a 21 giorni
  • Sistema operativo: Xiaomi HyperOS 3; compatibile con Android 8.0+ e iOS 14.0+
  • Ricarica: basetta magnetica a 2 pin

App Mi Fitness e software HyperOS 3

Watch S5 si gestisce tramite l’app Mi Fitness, compatibile sia con Android sia con iOS, e gira sotto HyperOS 3. L’applicazione è chiara nell’esposizione dei dati, ben organizzata e di facile lettura, ma il suo limite è la poca proattività: fa da contenitore, raccoglie le metriche e poi sta a voi andarle a cercare e, soprattutto, interpretarle. Manca quell’aiuto nel tradurre i numeri in consigli pratici che ormai diversi concorrenti offrono. Una nota simpatica la merita il monitoraggio del sonno, che vi assegna un animale rappresentativo per aiutarvi a inquadrare al volo la qualità del riposo.

Funzioni smart e una navigazione un po’ cervellotica

La parte smart è quella che ci ha lasciato più dubbi, a partire proprio dalle logiche di navigazione del sistema. Il pulsante centrale serve sia per selezionare e andare avanti, sia per tornare indietro, in una sorta di tasto home ibrido; la corona scorre gli elenchi, mentre il secondo tasto richiama il centro di controllo da qualunque schermata. Dall’alto verso il basso compaiono le notifiche, dal basso verso l’alto le card personalizzabili con battito, meteo, sonno e tanto altro. È un sistema a cui ci si abitua, ma all’inizio risulta poco intuitivo, e il fatto di “bruciare” il secondo tasto per il centro di controllo vi toglie la possibilità di personalizzarlo.

Sulle notifiche c’è poco da fare: si leggono testo ed emoji, non le immagini, non è possibile rispondere in alcun modo, né con messaggi preimpostati, né con note vocali, né con la dettatura. Curiosa la gestione: il pulsante “Ignora” cancella la notifica anche dal telefono, ma la cosa non funziona al contrario, per cui le notifiche eliminate dallo smartphone restano sull’orologio e a fine giornata se ne accumulano a decine. C’è poi la nota più dolente: il chip NFC è presente, ma nella versione italiana i pagamenti non sono utilizzabili, una funzione che invece sulla generazione precedente era disponibile. Speriamo in un ripensamento via aggiornamento, ma al momento la situazione è questa.

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Sport: GPS preciso, ma manca qualcosa per chi corre

Sul fronte sportivo Watch S5 mette a disposizione circa 150 modalità di allenamento con le metriche classiche. Tra le novità di quest’anno c’è il ciclismo con il supporto ai power meter Bluetooth e qualche statistica aggiuntiva a fine uscita. Per la corsa sono presenti gli allenamenti preimpostati, ma non è possibile crearne di personalizzati direttamente da app: è un’assenza che pesa, perché la tendenza del settore va esattamente nella direzione opposta, ossia mettere strumenti sempre più potenti e versatili nelle mani di chi si allena con criterio.

Buona la gestione delle mappe offline, scaricabili e consultabili durante l’attività, anche se l’assenza delle curve di livello le rende utili solo fino a un certo punto per chi macina dislivello. Nel tracking non mancano l’avviso quando si esce dal percorso e la funzione way back per tornare sui propri passi. Il GPS, dal canto suo, aggancia in fretta e si comporta bene.

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Salute: nuovo sensore cardio, ma niente ECG né temperatura

Il nuovo sensore ottico per il battito cardiaco è nettamente migliore di quello del Watch S4 e si porta dietro un miglioramento nel tracciamento del cardio, della SpO2 e del sonno, quest’ultimo che ci è parso sufficientemente preciso. In qualche occasione abbiamo notato valori di SpO2 e di frequenza un po’ sballati, ma è plausibile che dipendesse da un posizionamento dell’orologio non perfetto al polso.

Restano però due assenze importanti per la fascia: manca la possibilità di registrare un elettrocardiogramma, che qualche concorrente a queste cifre offre, e soprattutto manca un sensore di temperatura cutanea, una funzione utile che a nostro avviso ci sarebbe potuta stare senza problemi.

In conclusione

Xiaomi Watch S5 è un orologio che eccelle nell’autonomia e che fa tutto il resto in modo discreto, senza però brillare in nessun ambito specifico. Sui materiali manca il cristallo di zaffiro e il trattamento oleofobico non è al top; lato sport è migliorato e prende bene il GPS, ma l’assenza di allenamenti personalizzati per la corsa si fa sentire; sulla salute mancano ECG e sensore di temperatura; sul fronte smart le logiche di navigazione sono un po’ cervellotiche, il tasto non è personalizzabile e, soprattutto, non si può pagare.

Detto questo, è un prodotto bello esteticamente, ben costruito e dal prezzo onesto, ancor di più se intercettate una delle tante offerte Xiaomi. Se cercate un ibrido economico con un’autonomia mostruosa e un buon display, può essere la scelta giusta. A noi, però, continuano a piacere di più le varie Smart Band e i Redmi Watch della stessa Xiaomi: costano meno e, nei fatti, offrono quasi le stesse funzioni.

I prezzi partono da 179 Euro, ma servono 20 Euro in più per la versione che abbiamo provato con lunetta in carbonio.

Pro:

    • Design e materiali curati
    • Bellissime le watchfaces
    • Cardio e GPS ottimi

Contro:

    • No pagamenti con NFC
    • Navigazione nel sistema complessa
    • Manca qualche funzione sportiva in più

Voto finale:

7.5