Negli ultimi anni abbiamo imparato a convivere con open space, coworking e riunioni improvvisate da caffetterie affollate. E proprio in questi contesti, dove la privacy sembra un lusso, arriva una proposta inaspettata dal CES 2026 di Las Vegas: Wearphone, la maschera intelligente pensata per restituire discrezione alle conversazioni vocali.

Il dispositivo è frutto del lavoro della startup giapponese Verne Technologies, e si presenta come una maschera da indossare davanti alla bocca, in grado di isolare la voce di chi parla impedendone la propagazione verso l’esterno. Una soluzione tanto curiosa quanto funzionale, pensata per chi deve effettuare chiamate o dare comandi vocali in pubblico senza preoccuparsi di essere ascoltato.

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Una maschera che protegge la voce

A prima vista, Wearphone potrebbe ricordare una comune mascherina filtrante, ma in realtà è un concentrato di tecnologia. La struttura, progettata per bloccare la diffusione del suono, integra materiali fonoassorbenti e un sistema di ventilazione pensato per garantire una respirazione naturale anche durante un uso prolungato.

All’interno trovano posto microfoni dedicati alle chiamate e un avanzato sistema di cancellazione attiva del rumore (ANC), che sopprime i rumori ambientali e trasmette una voce chiara e naturale all’interlocutore remoto. In altre parole, chi è dall’altra parte della chiamata sentirà perfettamente la voce di chi indossa la maschera, senza interferenze e senza percepire l’ambiente circostante.

Wearphone

Privacy vocale per professionisti (e non solo)

Wearphone nasce con un obiettivo chiaro: proteggere la privacy vocale in contesti pubblici. Dalla postazione in open space alla hall di un hotel, dai mezzi di trasporto ai caffè rumorosi, la maschera consente di parlare al telefono o interagire con assistenti vocali senza diffondere ciò che si dice a chi sta intorno.

Questa caratteristica la rende particolarmente interessante per chi lavora in smart working da luoghi condivisi, per chi gestisce chiamate riservate o video meeting in movimento, ma anche per chi semplicemente non ama sentirsi osservato o ascoltato durante una conversazione.

In prospettiva, Verne Technologies immagina anche un uso più avanzato: impartire comandi vocali ad assistenti basati su intelligenza artificiale (come Alexa, Siri o ChatGPT) in modo completamente discreto, utile sia in ambienti professionali che domestici.

Dal punto di vista estetico, Wearphone adotta un design minimalista e futuristico, coerente con il suo scopo high-tech. La struttura si adatta al volto grazie a cinghie regolabili e imbottiture che migliorano il comfort anche dopo lunghe sessioni d’uso.

Il peso contenuto contribuisce a renderla poco invasiva, e la scelta dei materiali — leggeri, traspiranti, ma isolanti — suggerisce che Verne Technologies abbia prestato particolare attenzione all’ergonomia. Pur trattandosi di un prodotto che inevitabilmente attira sguardi, l’obiettivo non è quello estetico: Wearphone punta tutto sulla funzionalità e sulla riservatezza.

Tecnologia al servizio del silenzio

Il cuore del sistema è il modulo acustico interno, progettato per catturare la voce con precisione millimetrica e trasmetterla tramite Bluetooth al dispositivo collegato, che si tratti di uno smartphone, un laptop o un tablet.

Il sistema di noise cancelling attivo svolge un doppio ruolo: da un lato elimina i rumori esterni, dall’altro isola la voce dell’utente impedendo che si diffonda nell’ambiente. È una soluzione inedita rispetto ai classici auricolari con microfono, che non possono impedire la fuoriuscita del parlato.

Wearphone

Prezzo e disponibilità

Verne Technologies ha annunciato che Wearphone sarà disponibile all’estate 2026, con un prezzo di listino di 300 dollari, mentre chi partecipa alla fase di preordine potrà acquistarla a 250 dollari. Sul sito ufficiale dell’azienda è già attiva una lista d’attesa per ricevere aggiornamenti sulla distribuzione e sulle modalità di pre-acquisto.

Se le promesse saranno mantenute, ci troviamo di fronte non solo a un gadget curioso, ma a un nuovo modo di concepire la comunicazione vocale in pubblico.

Uno sguardo al futuro della privacy sonora

L’interesse suscitato da Wearphone al CES non è casuale. In un momento in cui l’attenzione alla privacy digitale è altissima, quella acustica potrebbe rappresentare il prossimo fronte su cui si giocherà la battaglia della riservatezza personale.

Non si tratta solo di evitare sguardi indiscreti, ma di proteggere ciò che diciamo — e, in prospettiva, di create spazi realmente privati anche in luoghi affollati. Wearphone è un primo passo concreto in questa direzione: un dispositivo che unisce tecnologia, comfort e una nuova idea di silenzio.