Da ormai diverso tempo Google ha deciso di cambiare il nome del suo sistema operativo per smartwatch da Android Wear a Wear OS, dopo aver compreso che molti utenti accoppiavano questi dispositivi ad iPhone.

Il cambiamento però non ha portato solo un nuovo nome ma anche diverse possibilità in più per quegli utenti che vogliono qualcosa di diverso da un Apple Watch (che rimane la scelta consigliata e maggiormente integrata se possedete un iPhone).

Ci sono infatti diversi dispositivi interessanti per design e prezzo, materiali e funzioni, che potrebbero portare molti utenti a valutare uno smartwatch con Wear OS: ma esattamente cosa possono e cosa non possono fare questi dispositivi una volta collegati ad iPhone? Vediamo di fare chiarezza.

Per iniziare

La premessa è d’obbligo: per utilizzare il proprio smartphone Apple con un orologio Wear OS è necessario almeno un iPhone 5 (o successivo) con iOS 9 (o successivo).

Poi avremo bisogno di uno smartwatch che funzioni con iOS, visto che i primissimi modelli ancora non permettevano l’abbinamento con un dispositivo non Android: serve quindi un orologio con Android Wear Oreo per essere sicuri dell’accoppiamento.

Ultima cosa necessaria prima di iniziare ad elencare pro e contro di questa scelta è installare l’app Wear OS (gratuita sull’App Store) sul nostro iPhone, così da procedere con l’accoppiamento che è facile ed indolore.

Cosa funziona

La prima feature importante, che è quella che amplia a dismisura le possibilità, è la presenza del Play Store direttamente sull’orologio: infatti potremo installare le app semplicemente cercandole sul nostro smartwatch e fruire di funzionalità aggiuntive non da poco.

Per fare un esempio, c’è l’app Telegram che permette ai suoi utilizzatori di rispondere tramite tastiera e dettatura vocale, o di mandare emoji e scorrere addirittura la cronologia delle chat. Quindi se uno sviluppatore riesce a portare la sua app sul Play Store per Wear OS funzionerà senza problemi anche collegato ad un iPhone.

C’è poi Google Assistant, che funziona seppur con qualche limitazione: non potrà mandare input di sistema ad iPhone, come chiedere di chiamare qualcuno, ma le ricerche, i comandi vocali e le risposte funzioneranno senza problemi, come avere un Google Home sempre a portata di braccio.

Se il vostro dispositivo è poi dotato di NFC, vi farà piacere sapere che anche Google Pay funzionerà come app stand-alone, come alternativa ad Apple Pay presente sul vostro iPhone.

Tutte le notifiche che riceverete su iPhone saranno visualizzate anche sull’orologio, e quando andrete a cancellare una o più notifiche dalla tendina dello smartwatch queste scompariranno anche sul telefono.

Una delle funzioni più comode è poi quella di poter controllare la riproduzione multimediale direttamente dallo smartwatch: in caso di riproduzione audio/video si potrà andare avanti o indietro e controllare il volume proprio come si farebbe con un Apple Watch.

Concludiamo il paragrafo dedicato a ciò che funziona con “tutto ciò che è Google”, perché avremo tutti i servizi Google a portata, quindi le note saranno sincronizzate se usiamo Keep anziché le note di Apple, così come il calendario o l’app Google Fit per l’allenamento al posto dell’app Salute di iPhone.

Cosa non funziona

Le funzionalità mancanti a questa accoppiata sono poche ma di una certa rilevanza, ma non è detto che siano necessarie per tutti.

La prima funzione mancante è la gestione delle chiamate: non solo non potremo far partire una chiamata, ma non potremo nemmeno rispondere direttamente dallo smartwatch con Wear OS. Infatti possiamo solo ricevere la notifica in tempo reale, leggendo il nome o il numero di chi ci chiama, e premendo il tasto di risposta semplicemente accetteremo la chiamata ma dovremo comunque avvicinarci al telefono e parlare tramite iPhone.

La seconda mancanza riguarda le risposte alle notifiche: come detto se c’è l’app dedicata come Telegram il problema non si pone, ma per esempio con Whatsapp potremo solo leggere le notifiche in ingresso ma in nessun modo potremo interagire. Apple Watch, nonostante non abbia un’app dedicata per Whatsapp, permette le risposte rapide direttamente dalle notifiche perché riesce a gestirle come farebbe iPhone, con la possibilità di risposta rapida direttamente dalla tendina delle notifiche. Al contrario un dispositivo Wear OS non comunica allo stesso modo e quindi le notifiche saranno fruibili solamente in lettura.

L’ultimo aspetto è una mancanza già accennata precedentemente, ossia un Google Assistant sì presente ma depotenziato: non potremo chiedere di chiamare qualcuno, non potremo chiedergli di ricordarci qualcosa o cose di questo genere che richiedono una maggiore integrazione tra i due sistemi operativi.

Conclusioni

Un dispositivo Wear OS può risultare più limitato di Apple Watch se abbinato ad un iPhone (un iPhone Xs nella nostra prova), ma è pur sempre un’opzione in più: ci sono una marea di modelli diversi, per esempio qualcuno può preferire una cassa circolare a quella squadrata di Apple, o ancora non vuole spendere per forza le cifre di Apple Watch per leggere al volo le notifiche che gli arrivano sul telefono.

Insomma, non sarà completo come con uno smartphone Android, ma Wear OS può certamente dire la sua anche abbinato ad un iPhone.