Il popup che compare su iPhone e iPad quando un’app chiede di tracciare le nostre attività starà per cambiare volto, almeno per chi vive in Europa e, di conseguenza, anche in Italia. Non si tratta di un capriccio stilistico: Apple ha dovuto sottostare alle pressioni delle autorità continentali dopo un braccio di ferro che dura da quattro anni e che a dicembre 2025 aveva già portato a una sanzione milionaria da parte dell’antitrust italiano.
La novità arriverà con un aggiornamento di iOS ancora senza numero ufficiale, previsto nei prossimi mesi. Non stiamo parlando dell’abolizione dello strumento, ma di una sua revisione grafica e testuale che chiude, almeno in parte, un contenzioso aperto su più fronti europei.
Indice:
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Che cos’è (e perché fa discutere) l’App Tracking Transparency
Per chi non lo ricordasse, l’App Tracking Transparency, o ATT, è la funzione debuttata con iOS 14.5 che obbliga le app a chiedere il permesso esplicito prima di accedere all’IDFA, l’identificativo pubblicitario univoco del dispositivo. Concedere il via libera significa autorizzare il cosiddetto tracciamento cross-app e cross-site: un meccanismo con cui le aziende incrociano i dati raccolti tra diverse applicazioni e siti web per costruire un profilo dettagliato di ciascun utente. Negare il consenso, invece, blocca del tutto questa possibilità.
Non è un mistero che a soffrire di più questa scelta sia stato il mondo della pubblicità digitale, con Meta in prima fila a lamentare un impatto pesante sui propri ricavi pubblicitari. D’altro canto, associazioni internazionali per i diritti digitali come l’Electronic Frontier Foundation, l’Electronic Privacy Information Center e la Mozilla Foundation hanno più volte definito l’ATT uno degli strumenti più efficaci mai introdotti per restituire agli utenti un minimo di controllo sui propri dati personali.
La multa italiana e le accuse dell’AGCM
Il tema è tornato d’attualità lo scorso dicembre, quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto ad Apple una multa da 98.635.416 euro per abuso di posizione dominante. Secondo l’AGCM, il problema non riguardava l’obiettivo dichiarato dello strumento, quanto piuttosto le sue conseguenze pratiche sugli sviluppatori terzi.
La tesi dell’Autorità è semplice: le aziende che vogliono profilare gli utenti a scopo pubblicitario devono già raccogliere un consenso conforme al GDPR tramite i propri strumenti di gestione, il classico banner che tutti conosciamo navigando sul web. Il prompt ATT sarebbe quindi una richiesta aggiuntiva e ridondante, capace di scoraggiare gli utenti dal dare l’assenso al tracciamento e, di conseguenza, penalizzare chi vive di introiti pubblicitari. L’AGCM ha inoltre fatto notare che le app proprietarie di Apple non sarebbero sottoposte allo stesso obbligo.
Apple ha sempre respinto questa lettura, sostenendo che un meccanismo centralizzato e uniforme sia molto più efficace di tanti sistemi di consenso gestiti singolarmente da ogni app, spesso poco trasparenti o implementati male. Quanto alla presunta disparità di trattamento per le proprie applicazioni, l’azienda ha spiegato che nessuna di esse effettua tracciamento cross-app o cross-site, per cui semplicemente non c’è nulla da autorizzare.
Il caso tedesco che ha sbloccato la situazione
A cambiare le carte in tavola è stata però la Germania. Il Bundeskartellamt, l’antitrust federale tedesco, aveva aperto un fascicolo sull’ATT già nel 2022, e proprio la chiusura di quell’istruttoria, annunciata questa mattina, ha portato Apple ad accettare una serie di modifiche volontarie. Anche secondo l’autorità tedesca il design attuale del popup sarebbe costruito in modo da disincentivare il consenso, un rilievo rafforzato dal confronto con il prompt per la pubblicità personalizzata usato da Apple nelle proprie app, che sembra invece pensato per favorire l’accettazione.
Di fronte a questa pressione, Cupertino aveva davanti a sé due strade: eliminare del tutto l’App Tracking Transparency in Europa oppure negoziare un compromesso che ne preservasse la funzione principale. Ha scelto, fortunatamente per chi tiene alla privacy, la seconda opzione.
Il commento ufficiale dell’azienda non lascia dubbi sul fatto che si tratti di una concessione più che di una scelta spontanea: “In Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale, e abbiamo introdotto App Tracking Transparency per dare agli utenti un modo semplice di controllare se le app abbiano o meno il permesso di tracciare la loro attività attraverso app e siti web di altre aziende. Pur ritenendo che l’attuale prompt ATT rappresenti un modo chiaro, facilmente comprensibile ed efficace per mantenere gli utenti in controllo dei propri dati, opinione condivisa dalle autorità tedesche per la protezione dei dati, abbiamo accettato di apportare modifiche al testo e alla formattazione del prompt su richiesta del Bundeskartellamt. Questi impegni ci consentono di continuare a offrire questo importante strumento di privacy in Europa e di mantenere il controllo dei dati nelle mani degli utenti, non delle società di ad tech e dei data broker.”
Cosa cambierà davvero sul popup
Entrando nel dettaglio delle modifiche, il colore dell’icona in cima al riquadro passerà dall’arancione al blu, mentre l’intero prompt occuperà l’intero schermo invece di apparire come una piccola finestra. La parola “track” sparirà dal testo, e i due bottoni di risposta, oggi formulati come “Consenti” e “Chiedi all’app di non tracciarmi”, diventeranno più neutri: semplicemente “Consenti” e “Rifiuta”.
Gli sviluppatori otterranno inoltre strumenti più ricchi per personalizzare il messaggio: potranno usare grassetto, corsivo ed elenchi puntati nel testo che spiega l’utilizzo previsto dei dati, e avranno la possibilità di inserire un link diretto a una pagina con informazioni relative al GDPR. Ultima novità, forse la più interessante per gli utenti più smemorati: il prompt potrà essere mostrato di nuovo un anno dopo la prima scelta, indipendentemente dalla risposta data in origine, così da permettere a chi ha cambiato idea di rivedere la propria decisione.
Una decisione che non convince tutti
Non tutti, però, vedono in questo accordo un passo avanti per gli utenti. Nel documento pubblicato dal Bundeskartellamt vengono citate le posizioni di due autorità tedesche per la protezione dei dati, consultate durante l’istruttoria, che si sono dichiarate in disaccordo con la lettura dell’antitrust: secondo loro, il design attuale del popup non conterrebbe elementi capaci di orientare l’utente verso il rifiuto del consenso.
Resta quindi il sospetto che si tratti di una decisione pensata più per tutelare le aziende che vivono di pubblicità digitale che per rafforzare le garanzie degli utenti, i quali continuano ad avere bisogno di strumenti semplici ed efficaci per proteggere i propri dati. Le modifiche, pur nate per chiudere il fascicolo tedesco, sono state comunque concordate anche con parte delle autorità europee, Italia compresa.
Proprio sul fronte italiano, però, la partita non è ancora del tutto chiusa: resta pendente il ricorso presentato da Apple contro la multa dell’AGCM, ritenuta ingiusta dall’azienda. Non è ancora chiaro se queste modifiche al popup avranno un peso sull’esito di quel contenzioso, ma è plausibile che l’argomento tornerà d’attualità nei prossimi mesi, proprio in coincidenza con il rilascio della nuova versione di iOS.
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: Recensione di OPPO Watch X3: WearOS molto maturo e tutto in titanio
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo

