La patente digitale, in realtà, non è certo una novità assoluta in Italia: i più ricorderanno che avevamo già raccontato di come dal 4 dicembre 2024 Documenti su IO avesse reso disponibile per tutti la versione digitale della patente di guida con pieno valore legale, utilizzabile però solo dal vivo, per esempio durante un controllo delle forze dell’ordine.
Ora il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta aprendo la consultazione pubblica sulla proposta di riforma complessiva del Codice della Strada, un documento già presentato alle associazioni di categoria lo scorso 21 luglio e che potrà essere oggetto di osservazioni fino al 13 settembre. L’obiettivo del MIT è arrivare a una nuova legge delega da presentare in Parlamento già in autunno.
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Patente e carta di circolazione verso il digitale
La proposta prevede una riorganizzazione generale del Codice in otto grandi titoli, con la legge che dovrebbe fissare i principi fondamentali, mentre gli aspetti più tecnici verrebbero demandati alle successive disposizioni attuative, un impianto che ricalca di fatto quello già visto per l’introduzione di IT-Wallet, dove la legge quadro era arrivata prima e i decreti attuativi con i dettagli operativi erano stati pubblicati solo in un secondo momento.
Sempre secondo la proposta, gli automobilisti non dovrebbero più essere obbligati a portare con sé la patente di guida e la carta di circolazione in formato fisico. Le informazioni necessarie per i controlli sarebbero infatti consultabili direttamente dalle forze dell’ordine attraverso le banche dati digitali, superando così definitivamente la necessità del documento cartaceo o della sola versione su smartphone già sperimentata con Documenti su IO.
In modo simile, i verbali delle multe potrebbero essere compilati direttamente in formato elettronico, mentre per le notifiche dovrebbe essere utilizzata in via prioritaria la piattaforma SEND, il servizio di notifiche digitali. Le eventuali sanzioni accessorie verrebbero registrate automaticamente negli archivi informatici, riducendo così il margine di errore legato ai passaggi manuali.
Le fasce delle multe potrebbero scendere da 82 a circa 21
La riforma punta anche a semplificare in modo drastico il sistema sanzionatorio, oggi articolato in ben 82 differenti fasce. La proposta prevede di ridurle a circa 21, riunendo in un’unica struttura le sanzioni pecuniarie, quelle accessorie e la decurtazione dei punti dalla patente in un accorpamento che vuole rendere il sistema più leggibile sia per gli automobilisti sia per chi deve applicare le sanzioni sul campo.
Cambierebbe anche il criterio con cui vengono determinati gli importi: le multe dovrebbero essere maggiormente rapportate alla gravità effettiva delle infrazioni e al loro peso sull’incidentalità stradale. Il sistema potrebbe prevedere anche variazioni legate a circostanze oggettive: a parità di comportamento, per esempio, la sanzione potrebbe risultare più severa quando l’infrazione viene commessa da un neopatentato o alla guida di un mezzo pesante, un approccio che punta a differenziare la severità della norma in base al rischio concreto generato da chi la infrange.
Patente C e autotrasporto
Infine, la proposta prevede di abbassare a 17 anni l’età minima per il conseguimento della patente C1 e di anticipare di un anno anche l’accesso alla Carta di Qualificazione del Conducente. Secondo il ministero, l’intervento servirebbe anche ad avvicinare anticipatamente la normativa italiana ai futuri adeguamenti europei.
Più controversa invece risulta l’ipotesi di consentire temporaneamente la guida professionale con la sola patente C, senza CQC, agli autisti già iscritti a un corso di qualificazione iniziale, a condizione che il percorso venga completato entro dodici mesi. La misura avrebbe soprattutto l’obiettivo di facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro di conducenti provenienti da Paesi extra-UE.
Allo stato attuale, tuttavia, la proposta non trova un corrispondente diretto nella normativa europea vigente e potrebbe quindi richiedere ulteriori verifiche prima di essere tradotta in una disposizione definitiva.
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