Gli occhiali smart di Meta hanno macinato più di una polemica sulla privacy nell’ultimo anno. Prima il caso dei video finiti nelle mani di revisori umani per l’annotazione manuale, poi lo scandalo del codice per il riconoscimento facciale scovato nell’app e rimosso in tutta fretta appena scoperto, infine la stretta sul capture LED, disattivato forzatamente se qualcuno prova a manometterlo.
In mezzo a tutto questo, Meta continua comunque a spingere sull’hardware e sul software dei propri visori, e questa settimana tocca ai Ray-Ban Display: arriva un aggiornamento che porta il modello AI Muse Spark e una versione più matura della scrittura neurale.
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Cosa cambia con la versione 127
L’update, in distribuzione da questi giorni, aggiunge il supporto a Muse Spark, il modello più recente di Meta. L’azienda promette risposte più intelligenti e una comprensione migliore di quello che l’utente ha davanti agli occhi, oltre a suggerimenti più pertinenti nel corso della giornata, secondo quanto scritto in un post ufficiale sul blog.
Arriva anche Neural Handwriting con Meta AI, per ora in accesso anticipato solo negli Stati Uniti e in Canada. È un salto avanti rispetto alla funzione di scrittura neurale già esistente: permette di aprire Meta AI senza dover dire “Hey Meta”. Basta il Neural Band, il bracciale che legge i segnali muscolari tramite EMG e li traduce in comandi: doppio tap con il pollice, poi il pulsante Write nella schermata Home dell’assistente.
Da lì si scrive il prompt su qualsiasi superficie usando solo il dito. La stessa tecnologia era comparsa per la prima volta al CES 2026, ma limitata a scrivere messaggi su WhatsApp e Messenger.
Meta aggiunge anche il supporto a Threads: chi possiede i Ray-Ban Display può sfogliare, commentare e condividere post usando solo la voce.
Gli occhiali cercano anche i Reel più popolari su Instagram tramite comando vocale, li condividono con i propri contatti e ne leggono i commenti. Meta rende poi più semplice condividere un Instant su Instagram con frasi come “Hey Meta, condividi un Instant“.
Cosa sono i Ray-Ban Display
Il dispositivo era arrivato lo scorso settembre come l’AI glasses più avanzata mai realizzata da Meta: il primo modello della gamma con un display a colori integrato direttamente nella lente.
Con uno sguardo si controllano messaggi, si vedono anteprime di foto, si leggono traduzioni o si chiede aiuto a Meta AI, senza tirare fuori il telefono. Il Neural Band, incluso in ogni confezione, sostituisce touchscreen e pulsanti con un sensore da polso, per scorrere e selezionare in silenzio con movimenti minimi delle dita.
Ci sono già i sottotitoli in tempo reale durante le conversazioni, utili in ambienti rumorosi o affollati, la traduzione scritta a video in inglese, spagnolo, francese e italiano, e una fotocamera da 12 MP con zoom 3x per scattare e condividere direttamente dagli occhiali, la stessa fotocamera al centro delle polemiche privacy citate all’inizio.
Non tutti però stanno accogliendo con entusiasmo la direzione presa da Meta. Tra i commenti alla notizia, un utente ha proposto una strada opposta ovvero eliminare del tutto la fotocamera e concentrarsi solo su traduzione in tempo reale, notifiche, indicazioni stradali e ricerche vocali semplici come le previsioni del tempo.
Un punto di vista che, alla luce delle vicende privacy degli ultimi mesi, non sembra affatto isolato tra chi guarda con sospetto agli occhiali con telecamera integrata i quali possono fare molto di più, come visto sopra, che catturare contenuti multimediali ma che vedono offuscato quanto di buono possono proporre dalle preoccupazioni, sacrosante, sulla privacy. Staremo a vedere come evolverà questo prodotto tanto interessante quanto divisivo.
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