Quando si parla di benchmark per processori, esiste un nome che negli ultimi anni è diventato praticamente uno standard di riferimento. Parliamo di Geekbench, un’utility che viene utilizzata da produttori, recensori, sviluppatori e appassionati per confrontare CPU e GPU di smartphone, notebook, desktop e persino server, diventando spesso il primo banco di prova dei nuovi processori ancora prima del loro lancio ufficiale.

Dopo oltre due anni dall’arrivo della versione 6, Primate Labs ha finalmente rilasciato Geekbench 7, una “revisione” che non si limita ad aggiornare il database dei risultati, ma introduce un’evoluzione profonda dell’intero sistema di test. Cambiano infatti i carichi di lavoro, cresce il peso dell’Intelligenza Artificiale, vengono introdotti benchmark completamente inediti e viene ridefinito anche il modo in cui vengono calcolati i punteggi multi-core.

Vista l’evoluzione piuttosto rapida piattaforme desktop e mobile, la nuova release mira a rappresentare in maniera molto più fedele il tipo di operazioni che CPU e GPU devono affrontare quotidianamente nel 2026, andando oltre i classici test sintetici e avvicinandosi maggiormente agli scenari reali.

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Geekbench 7 introduce nuovi benchmark pensati per i carichi di lavoro moderni

Stando a quanto si apprende dal comunicato ufficiale, con Geekbench 7 cambia innanzitutto l’approccio dei test. Le applicazioni moderne sono molto diverse rispetto a quelle di qualche anno fa; oggi una CPU non viene utilizzata soltanto per comprimere file o eseguire codice, ma anche per elaborare immagini, effettuare riconoscimento vocale, gestire videoconferenze, eseguire modelli di intelligenza artificiale e persino simulare motori fisici utilizzati nei videogiochi.

Per questo motivo Primate Labs ha completamente rivisto la suite di benchmark. Tra le novità più interessanti troviamo il nuovo Game Physics Benchmark, sviluppato utilizzando il motore fisico Jolt Physics, lo stesso impiegato da titoli come Death Stranding 2: On the Beach, Horizon Forbidden West e dal Dagor Engine di War Thunder; il test misura la capacità del processore di gestire simulazioni fisiche complesse, collisioni e corpi rigidi all’interno di un ambiente tridimensionale.

Anche il comparto multimediale è stato completamente rivisto. Geekbench 7 introduce infatti nuovi test dedicati alla codifica e decodifica audio e video, sfruttando codec ormai sempre più diffusi come AV1 e Opus; non manca inoltre un benchmark che integra il modello di riconoscimento vocale Whisper, simulando scenari reali come la generazione automatica dei sottotitoli durante la riproduzione di un video o una videoconferenza.

Da segnalare anche il nuovo Photo Editor, probabilmente uno dei benchmark che più si avvicina all’utilizzo quotidiano di un computer moderno. Il test esegue infatti una lunga serie di modifiche su immagini reali, includendo ritagli, regolazioni di luminosità e colore, filtri, correzioni geometriche, vignettature, composizioni e altre operazioni tipiche di software come Adobe Photoshop, Lightroom oppure Apple Foto.

Oltre alle new entry arrivano aggiornamenti per altri benchmark già presenti snella suite, come ad esempio quello dedicato alla libreria fotografica che ora supporta formati moderni come JPEG XL e DNG, mentre il benchmark di compressione utilizza dataset più grandi e realistici, comprendendo codice sorgente, file binari e documenti di testo.

Sono stati rivisti anche i test PDF, navigazione offline basata su OpenStreetMap, compilazione del codice tramite Clang, compressione degli asset di gioco, rendering ray tracing con Blender Cycles e Intel Embree e ricostruzione tridimensionale tramite Structure from Motion. Nel complesso, Geekbench 7 propone una suite decisamente più ampia e rappresentativa rispetto al passato, con dataset più pesanti e scenari molto vicini a quelli affrontati ogni giorno da notebook, desktop e workstation moderne.

Nuova baseline Ryzen, benchmark multi-core rivisto e maggiore attenzione anche alle GPU

Una delle modifiche più importanti riguarda, come da previsione, il sistema di valutazione delle prestazioni. Geekbench 7 abbandona infatti il riferimento utilizzato fino a oggi, rappresentato dall’Intel Core i7-12700, scegliendo come nuova piattaforma di riferimento un AMD Ryzen 7 7700, processore che ottiene un punteggio pari a 2.500 punti nel benchmark CPU.

Naturalmente questo significa che i risultati ottenuti con Geekbench 7 non possono essere confrontati direttamente con quelli di Geekbench 6, anche perché l’intera metodologia di test è stata profondamente modificata. Un altro cambiamento da segnalare riguarda poi il benchmark multi-core, motivo per cui il software ora esegue in modalità multi-thread soltanto i carichi di lavoro che, nella realtà, sono realmente progettati per utilizzare più thread contemporaneamente.

Un esempio è il benchmark HTML5 Browser, che viene escluso dal punteggio multi-core proprio perché la navigazione web rimane prevalentemente un’attività single-thread o leggermente parallelizzata. Il risultato, secondo gli sviluppatori, dovrebbe offrire un’indicazione molto più realistica delle prestazioni effettivamente percepite durante l’utilizzo quotidiano.

La nuova versione concentra maggiormente l’attenzione sulle applicazioni che oggi sfruttano l’accelerazione grafica per attività molto diverse dal gaming. Tra i nuovi test troviamo infatti il riconoscimento facciale con filtri in tempo reale, l’upscaling delle immagini tramite machine learning, la sfocatura automatica dello sfondo nelle videoconferenze, l’elaborazione RAW, il color grading tramite LUT, il path tracing e perfino simulazioni di fluidi.

Una delle aggiunte più richieste dalla community riguarda invece il supporto ufficiale a CUDA, che si affianca alle API già disponibili come OpenCL, Vulkan e Metal; gli utenti dotati di GPU NVIDIA potranno così misurare le prestazioni sfruttando direttamente l’ecosistema software utilizzato dalle applicazioni professionali.

Infine, Primate Labs ha aggiornato anche i dataset utilizzati durante tutti i benchmark. Gli archivi da comprimere sono più numerosi e complessi, i documenti PDF più pesanti, le immagini utilizzate nei test più grandi e moderne, mentre l’intera suite riflette molto meglio le esigenze dei software attuali rispetto alle versioni precedenti.

Geekbench 7 è un aggiornamento che guarda ai prossimi anni: ecco come va sul Ryzen 7 9850X3D

Con Geekbench 7, Primate Labs non si limita ad aggiornare un benchmark ormai storico, ma ridefinisce il modo in cui vengono misurate le prestazioni di CPU e GPU nel 2026. L’AI, i codec di nuova generazione, la fisica nei videogiochi, il machine learning e i moderni flussi di lavoro per la creazione di contenuti diventano protagonisti della nuova suite di test, rendendo i risultati molto più vicini alle attività che utenti e professionisti svolgono realmente ogni giorno.

Il passaggio al Ryzen 7 7700 come nuova baseline, insieme alla revisione del benchmark multi-core e all’introduzione di numerosi workload aggiornati, porterà inevitabilmente a una profonda riorganizzazione delle classifiche prestazionali man mano che nuovi processori verranno testati. Per chi utilizza Geekbench come riferimento per valutare notebook, PC desktop, smartphone o workstation, si tratta probabilmente dell’evoluzione più significativa vista negli ultimi anni.

Se volete provarlo abbiamo lasciato sopra i link diretti al download, mentre in chiusura condividiamo il risultato ottenuto sul nuovo benchmark utilizzando il Ryzen 7 9850X3D, decisamente più avanti rispetto alla “vecchio” ma comunque valido Ryzen 7 7700. Per aver un termine di paragone, ricordiamo che su Geekbench 6 la stessa CPu fa segnare circa 3.590 punti in single-core e 19.660 punti in multi-core.

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