Il ramo esecutivo dell’Unione Europea ha concesso l’approvazione antitrust alla proposta di acquisizione da 55 miliardi di dollari di Electronic Arts.
“La Commissione ha concluso che l’operazione notificata non solleverebbe preoccupazioni concorrenziali, dato il suo impatto limitato sulla concorrenza nei mercati in cui le aziende operano“, ha dichiarato la Commissione Europea.
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Un consorzio guidato dal fondo sovrano saudita
La Commissione ha precisato di aver esaminato l’operazione, guidata dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Public Investment Fund (PIF), secondo il proprio normale processo di revisione delle fusioni. Ha inoltre specificato che l’acquisizione riguarda principalmente la produzione e la distribuzione di giochi per PC, console e mobile, oltre agli eventi esport.
L’accordo, annunciato lo scorso settembre, prevede che il consorzio guidato dal PIF acquisti Electronic Arts a 210 dollari per azione, in contanti, un premio di circa il 25% rispetto al valore di mercato del titolo precedente alla diffusione delle indiscrezioni sulla trattativa.
L’operazione porterebbe sotto il controllo saudita franchise di enorme popolarità come EA Sports FC, Battlefield, Apex Legends, The Sims e Madden NFL, oltre a tutti gli studi interni che li sviluppano. Se dovesse effettivamente concludersi, si tratterebbe della seconda maggiore acquisizione nella storia dell’industria videoludica, seconda soltanto ai 68,7 miliardi di dollari spesi da Microsoft per Activision Blizzard.
Manca ancora l’ok sui sussidi esteri
Questa approvazione antitrust rappresenta un passo importante verso la chiusura dell’operazione, tuttavia, come sottolinea Reuters, l’UE non ha ancora dato completamente il via libera all’acquisizione.
La Commissione sta anche esaminando l’accordo per assicurarsi che rispetti le norme sui sussidi esteri, con una scadenza fissata al 30 luglio per quella decisione, e l’operazione dovrebbe superare senza troppi problemi anche questo ostacolo.
L’acquisizione richiede inoltre l’approvazione di altri organi regolatori, incluso il Committee on Foreign Investment negli Stati Uniti. All’inizio di quest’anno, alcuni membri del Congresso avevano chiesto alla Federal Trade Commission di “esaminare a fondo” la potenziale fusione, sollevando anche interrogativi legati ai diritti umani, dal momento che il PIF è gestito di fatto dal principe ereditario Mohammed bin Salman, la cui politica autoritaria e il presunto coinvolgimento nell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi hanno alimentato non poche critiche attorno all’operazione, insieme a preoccupazioni sindacali sollevate da diverse organizzazioni del settore videoludico.
Chi controllerà EA a operazione conclusa?
Reuters fa sapere che, se l’operazione dovesse andare in porto, il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita possiederebbe oltre il 93% di EA. Le società di private equity Silver Lake e Affinity Partners, quest’ultima fondata da Jared Kushner, genero dell’ex presidente statunitense Donald Trump, avrebbero anch’esse una quota, rispettivamente attorno al 5,5% e all’1,1%.
Gli azionisti di EA avevano approvato a stragrande maggioranza l’operazione lo scorso dicembre, con quattro azionisti su cinque favorevoli al passaggio di proprietà. È stato inoltre confermato che il CEO dell’azienda, Andrew Wilson, resterà al proprio posto una volta completata l’acquisizione, con gli uffici che rimarranno in California.
Se l’acquisizione dovesse chiudersi, si tratterebbe del più grande leveraged buyout della storia visto che EA si ritroverebbe gravata da oltre 20 miliardi di dollari di debito utilizzato per finanziare l’operazione, un impegno finanziario enorme che secondo alcuni analisti, come Wedbush Securities, potrebbe comunque essere ripagato puntando su una crescita più aggressiva del business mobile e su un possibile passaggio di Ultimate Team al modello free-to-play, capace di ampliare la base utenti da 25 a circa 300 milioni di giocatori.
Infine, come fanno notare alcuni analisti, questa operazione si inserisce in una strategia più ampia dell’Arabia Saudita nel settore videoludico, che negli ultimi anni ha visto il Paese investire miliardi di dollari attraverso il PIF e altre realtà collegate, dall’acquisizione di una quota del 5% in Capcom fino al controllo del 96% di SNK ottenuto già nell’aprile 2022.
La chiusura dell’operazione EA è attesa per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027, con l’uscita definitiva dell’azienda dal listino NASDAQ e il ritorno a essere una società privata, dopo decenni da colosso quotato in borsa dell’industria videoludica.
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