La NASA continua a macinare tappe fondamentali nel programma Artemis e, a meno di tre mesi dal successo della missione Artemis II, i preparativi per Artemis III sono ormai entrati nel vivo. Al Kennedy Space Center, in Florida, tecnici e ingegneri stano lavorando contemporaneamente sul razzo Space Launch System (SLS), sulla navicella Orion e sulle procedure di lancio, con l’obbiettivo di arrivare pronti alla prossima missione con equipaggio del programma lunare.
Sebbene il decollo non sia previsto prima della metà del 2027, il ritmo delle attività è già molto intenso: dall’assemblaggio dei booster laterali all’integrazione del core stage, passando per l’installazione dei motori RS-25 e dei componenti della capsula Orion, ogni elemento del sistema di lancio sta progressivamente prendendo forma.
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Iniziato l’assemblaggio del razzo Space Launch System
Uno dei passaggi più importanti delle ultime settimane riguarda l’avvio dell’assemblaggio dello Space Launch System, il vettore che trasporterà Orion nello spazio. All’interno del celebre Vehicle Assembly Building (VAB) del Kennedy Space Center, le squadre della NASA hanno iniziato a installare i segmenti inferiori dei due booster laterali a propellente solido, fissandoli al Mobile Launcher che era stato sottoposto a interventi di manutenzione dopo il lancio di Artemis II.
I segmenti posteriori destro e sinistro rappresentano la base dell’intera struttura dei booster, tutti gli altri elementi necessari al completamento dell’assemblaggio erano già arrivati al Kennedy Space Center nel corso del mese di giugno tramite trasporto ferroviario e stanno attraversando le consuete fasi di ispezione, lavorazione e preparazione presso la Rotation, Processing and Surge Facility.
Una volta concluse queste operazioni, ciascun segmento verrà trasferito nel VAB e impilato progressivamente sopra quelli già installati, fino a completare i due enormi razzi ausiliari che forniranno la spinta necessaria durante i primi minuti del volo.
Come già avvenuto per Artemis I e Artemis II, si tratta di una fase particolarmente delicata dell’intera campagna di preparazione, nella quale ogni componente viene sottoposto a controlli approfonditi prima di essere integrato nel sistema di lancio.
Procedono anche i lavori sullo stadio centrale del razzo
Parallelamente all’assemblaggio dei booster, la NASA sta completando anche il core stage dello Space Launch System. Durante il mese di maggio i tecnici hanno collegato il quarto quinto del razzo alla sezione motori, mentre a giungo sono arrivati al Vehicle Assembly Building i primi due dei quattro motori RS-25 destinati alla missione. Questi propulsori, derivati da quelli utilizzati dallo Space Shuttle e costruiti da L3 Harris Technologies, rappresentano uno degli elementi più sofisticati dell’intero sistema di lancio.
L’arrivo degli ultimi due motori consentirà ai tecnici di completarne l’installazione e di finalizzare il nucleo centrale del razzo, solo successivamente l’intero stadio potrà essere integrato sulla piattaforma di lancio mobile e sottoposto alle numerose verifiche previste prima delle prove generali e del decollo.
Secondo i programmi della NASA, l’assemblaggio dell’hardware principale dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno, così da poter procedere con le successive campagne di test.
Al via anche le simulazioni del conto alla rovescia
Le attività non riguardano esclusivamente il velivolo spaziale, già da maggio infatti, il team del Launch Center Rocco Petrone hanno iniziato a effettuare simulazioni mensili del conto alla rovescia.
Queste esercitazioni riproducono fedelmente tutte le procedure che verranno seguite durante il giorno del lancio, compreso il caricamento dei propellenti criogenici all’interno dello Space Launch System e il cosiddetto terminal conuntdown, cioè gli ultimi dieci minuti prima dell’accensione dei motori.
L’obbiettivo è consentire agli operatori di affinare ogni procedura con largo anticipo rispetto alla missione, individuando eventuali criticità prima che il razzo raggiunga la rampa di lancio. La NASA punta inoltre a eseguire entro la fine del 2026 una nuova Wet Dress Rehearsal, la tradizionale prova generale che simula tutte le operazioni di lancio senza arrivare all’accensione dei motori.
Orion riceve il nuovo scudo termico
Anche la capsula Orion, che trasporterà l’equipaggio di Artemis III, continua il proprio percorso di preparazione. Nei giorni scorsi, all’interno del Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building, i tecnici hanno completato l’installazione dello scudo termico del modulo equipaggio, uno dei componenti più importanti dell’intera navicella.
Lo scudo è composto da 186 blocchi di Avcoat, un materiale ablativo progettato per dissipare l’enorme calore generato durante il rientro nell’atmosfera terrestre; ogni singolo elemento è stato ispezionato individualmente prima dell’installazione.
Per Artemis III, la NASA ha inoltre introdotto alcune modifiche progettuali che puntano a migliorare l’uniformità del materiale e la sua permeabilità. Gli aggiornamenti sono il risultato delle analisi effettuate dopo Artemis I, quando gli ingegneri avevano osservato un comportamento inatteso dello scudo termico durante il rientro della capsula.
Nel frattempo, anche il modulo di servizio europeo di Orion ha completato con successo i test acustici, durante i quali potenti altoparlanti hanno simulato le intense vibrazioni che la navicella dovrà supportare durante il lancio. I tecnici hanno monitorato attentamente la risposta della struttura attraverso microfoni, accelerometri ed estensimetri, raccogliendo dati fondamentali per verificare la resistenza del veicolo.
Con il completamento dello scudo termico, la NASA sta ora ultimando i preparativi necessari per integrare il modulo equipaggio con il modulo di servizio, un’altra delle tappe fondamentali prima dell’assemblaggio finale.
Una missione chiave per il futuro del programma Artemis
Artemis III rappresenterà una missione particolarmente importante per l’intero programma lunare della NASA, secondo l’attuale pianificazione, il volo partirà non prima della metà del 2027 e porterà gli astronauti in orbita terrestre bassa a bordo della capsula Orion, lanciata dal razzo Space Launch System.
Durante la missione verranno testate le capacità di rendezvous e attracco tra Orion e le versioni di prova dei sistemi di atterraggio lunare commerciali, tecnologie che avranno un ruolo determinante nello sviluppo delle successive missioni Artemis.
Nel frattempo è già stato annunciato l’equipaggio: al comando della missione ci sarà Randolph Bresnik, affiancato dall’astronauta italiano Luca Parmitano nel ruolo di pilota; completeranno l’equipaggio Andre Douglas e Frank Rubio come specialisti di missione, mentre Bob Hines sarà l’astronauta di riserva.
Con l’assemblaggio del razzo SLS ormai iniziato, Orion sempre più vicina alla configurazione finale e le squadre di lancio già impegnate nelle simulazioni operative, Artemis III sta gradualmente passando dalla fase di progettazione a quella di realizzazione concreta, avvicinando un altro importante capitolo dell’esplorazione spaziale della NASA.
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