SpaceX ha ufficialmente svelato le specifiche tecniche del suo ambizioso progetto Starmind, la costellazione di data center orbitali che promette di portare l’intelligenza artificiale direttamente nello spazio. Dopo il blockbuster IPO che ha fatto impennare le azioni della società, Elon Musk & co. hanno rivelato i dettagli del satellite AI1 che costituirà l’architettura di questa infrastruttura spaziale senza precedenti.

L’obiettivo, peraltro abbastanza ambizioso, è quello di trasferire una parte significativa della potenza di calcolo necessaria per l’IA dall’orbita terrestre, sfruttando i vantaggi unici dello spazio. Tra questi, energia solare disponibile 24 ore su 24, raffreddamento naturale nel vuoto cosmico e l’assenza di conflitti per l’uso del suolo e dell’acqua, problemi che affliggono sempre di più i data center terrestri.

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Un satellite grande come un palazzo di 7 piani per portare l’IA in orbita

Ogni satellite AI1 è un concentrato di potenza: progettato per erogare in media 120 kW di potenza di calcolo IA, con picchi fino a 150 kW, una singola unità è all’incirca allo stesso livello di un moderno rack server terrestre. Per alimentare questa potenza, il satellite richiede dimensioni considerevoli: una volta dispiegato, raggiunge un’altezza di 20 metri e un’apertura alare di 70 metri, più ampia della fusoliera di un Boeing 747. Per questo motivo, il lancio sarà affidato al futuro razzo Starship di SpaceX.

I satelliti opereranno a un’altitudine di circa 600 km, una zona scelta per non interferire con la costellazione Starlink Gen3, composta da oltre 100.000 unità posizionate a quote inferiori. Il sistema di raffreddamento, una delle sfide più grandi per un data center spaziale, sarà affidato a radiatori a liquido di 110 m che sfruttano il vuoto cosmico per dissipare il calore, con circuiti ridondanti e schermature per proteggersi dai micrometeoroidi e dai detriti orbitali.

Un’architettura modulare per un milione di satelliti

L’architettura di Starmind è pensata per essere modulare e flessibile. I satelliti AI1 possono accogliere chip di intelligenza artificiale di qualsiasi produttore, da Nvidia alla fonderia Terafab da 2 nm di Tesla stessa. Invece di trasmettere traffico internet verso le antenne Starlink, le unità Starmind elaborano i carichi di lavoro di inferenza IA direttamente in orbita, scambiando i risultati tra loro tramite collegamenti laser prima di inoltrarli a Starlink per il viaggio di ritorno verso le stazioni di terra.

La costellazione potrebbe arrivare a contare fino a un milione di satelliti, un numero che solleva preoccupazioni per l’affollamento orbitale e per la fattibilità tecnica del raffreddamento nello spazio. Tuttavia, con la nuova fabbrica Gigasat dedicata alla produzione di massa e le risorse finanziarie dell’IPO, SpaceX sembra determinata a procedere, pianificando di iniziare la produzione in serie entro la fine del 2027. I primi prototipi sono già programmati per il lancio all’inizio del 2027.

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