Non è la prima volta che gli occhiali smart di Meta finiscono al centro delle polemiche sulla privacy: ne avevamo parlato anche a proposito del report che aveva sollevato dubbi su come alcuni video ripresi con i Ray-Ban Meta finissero nelle mani di annotatori umani per la revisione manualeo anche la polemica per cui Meta pare avesse nascosto un codice per il riconoscimento facciale tramite AI nel software degli occhiali e poi prontamente rimosso dopo che un reportage lo ha portato alla luce, generando ennesimo malcontento in merito alla solita gestione discutibile della privacy da parte dell’azienda.

Il lancio dell’ultima generazione di AI Glasses non ha fatto altro che riaccendere, anzi intensificare, la rabbia pubblica attorno a questi dispositivi, con diverse critiche legate a un uso improprio nei confronti delle donne e a preoccupazioni più generali sulla privacy, soprattutto da quando alcuni modder avevano scoperto il modo di disattivare le luci LED che indicano quando l’utente sta registrando.

Alcuni, come riportato dalla giornalista Joanna Stern in un’indagine in prima persona, erano arrivati addirittura a trasformare la rimozione di quel LED in un vero e proprio servizio a pagamento offerto in numerosi Stati degli USA.

In tutto questo ci si chiedeva come mai Meta non intervenisse per porre fine a quello che era diventato un giro d’affari per molti e una preoccupazione sempre più grande per il resto del pubblico. Ebbene, pare che, finalmente, l’azienda voglia fare qualcosa a riguardo.

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Come funziona il capture LED, secondo Meta

Ora Meta ha provato a placare le preoccupazioni degli utenti pubblicando un FAQ in cui l’azienda affronta direttamente il contraccolpo generato dai dispositivi. Nel documento, Meta ha spiegato che i propri occhiali sono dotati di una luce bianca chiamata capture LED, che lampeggia brevemente quando l’utente scatta una foto e continua a lampeggiare per tutta la durata di una registrazione video.

Questo LED, scrive l’azienda, non ha un interruttore di spegnimento ed esiste proprio per permettere a chiunque si trovi nei paraggi di sapere che sta venendo ripreso.

Ma cosa succede con gli espedienti che gli utenti hanno scoperto per registrare di nascosto? Secondo Meta, la fotocamera dei propri dispositivi si disattiva automaticamente non appena il sistema rileva che il capture LED è stato oscurato, una protezione già presente fin dalla seconda generazione degli occhiali. Il dispositivo non sarà in grado di scattare ulteriori foto o video finché il sistema non rileverà che il LED è stato di nuovo scoperto.

Il giro di vite contro la manomissione fisica

Nel proprio comunicato, Meta ha ammesso di aver osservato alcune persone “andare oltre il semplice nastro adesivo, con tentativi sofisticati di modificare o distruggere il capture LED“.

L’azienda sta quindi aggiornando i propri dispositivi affinché disattivino la fotocamera anche quando il sistema rileva che il LED è stato manomesso fisicamente o distrutto del tutto. Meta ha confermato a Engadget che questo aggiornamento software è obbligatorio e che è già in fase di distribuzione.

A completare la stretta, Meta ha dichiarato di aver già iniziato a rimuovere inserzioni, post e annunci su Marketplace che pubblicizzavano servizi di manomissione del capture LED, sia da parte di privati che di piccole attività commerciali.

L’azienda ha promesso di bannare gli account che pubblicizzano questo tipo di servizi e, badate bene, di intraprendere azioni legali contro di loro, anche qualora le relative inserzioni si trovassero al di fuori delle piattaforme di proprietà di Meta stessa.

Resta dunque da capire se queste misure basteranno a placare le critiche che accompagnano gli smart glasses fin dal loro debutto, un tema che coinvolge non solo gli aspetti tecnici del prodotto, ma anche il modo in cui viene utilizzato quotidianamente da chi lo indossa.

Nelle prossime settimane o mesi sarà interessante vedere se Meta deciderà di introdurre ulteriori strumenti di controllo, magari più granulari, per provare a ricucire il rapporto di fiducia con gli utenti e con chi, semplicemente, si trova a passare accanto a un paio di questi occhiali.

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