La corsa globale all’intelligenza artificiale continua a entrare in una fase sempre più delicata e, questa volta, al centro dell’attenzione non ci sono soltanto le prestazioni dei modelli generativi, ma anche il loro impatto sulla sicurezza informatica e sugli equilibri geopolitici. Secondo i diversi ricercatori del settore infatti, i più recenti modelli sviluppati in Cina stanno rapidamente colmando il divario con le migliori soluzioni occidentali, soprattutto nella capacità di individuare vulnerabilità software, alimentando nuove preoccupazioni all’interno dell’amministrazione statunitense.

A rendere ancora più complesso lo scenario contribuiscono anche le recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti ad alcuni modelli IA avanzati, scelta che, secondo numerosi esperti, potrebbe finire per favorire indirettamente la crescita dei concorrenti cinesi.

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Zhipu AI riduce il divario con i modelli occidentali

Il protagonista delle ultime settimane è GLM-5.2, il nuovo modello sviluppato dalla società cinese Zhipu AI (nota anche come Z.ai). Secondo i ricercatori specializzati nella sicurezza informatica, il modello sarebbe ormai in grado di competere con le più recenti tecnologie statunitensi nell’individuazione di vulnerabilità presenti nei software.

Sebbene continui a rimanere indietro rispetto ai modelli di Anthropic e OpenAI in numerosi ambiti dell’intelligenza artificiale, nel settore della cybersecurity il divario si sarebbe ormai ridotto in maniera significativa. Alcuni benchmark condotti dalla società Semgrep mostrano addirittura risultati superiori rispetto a Claude Opus 4.8 in determinati scenari, mentre con opportune istruzioni GLM-5.2 riuscirebbe a raggiungere prestazioni molto vicine a quelle di Mythos, il modello di Anthropic considerato tra i punti di riferimento per la ricerca di vulnerabilità.

Un elemento che distingue GLM-5.2 dai principali modelli occidentali è la sua natura open-weight, questo significa che il modello può essere scaricato, eseguito su infrastrutture private e modificato senza dipendere dai server del produttore. Una caratteristica particolarmente apprezzata dalle aziende che desiderano maggiore controllo, ma che allo stesso tempo potrebbe rendere questi strumenti molto più accessibili anche a soggetti malevoli interessati a sfruttarli per attività offensive.

Secondo OpenRouter, piattaforma che aggrega centinaia di modelli IA, GLM-5.2 è già entrato nella classifica dei dieci modelli più utilizzati.

La sicurezza informatica diventa il nuovo terreno di scontro

La crescente efficacia dei modelli IA nell’identificare bug software rappresenta un vantaggio importante per migliorare la sicurezza dei sistemi informatici, ma apre anche a nuovi scenari di rischio; più rapidamente un’intelligenza artificiale riesce a individuare una vulnerabilità, maggiore è infatti la probabilità che la stessa venga sfruttata anche da criminali informatici prima che venga corretta.

Non sorprende quindi che la cybersecurity sia diventata uno dei principali campi di competizione tra Stati Uniti e Cina, proprio nei giorni scorsi, anche 360 Security Technology ha presentato Tulongfeng, un nuovo strumento per la ricerca automatica di vulnerabilità che, secondo l’azienda, offrirebbe prestazioni paragonabili a Mythos.

Secondo Zhou Hongyi, amministratore delegato di 360 Security Technology, strumenti di questo livello potrebbero modificare profondamente gli equilibri della guerra cibernetica e la Cina non può permettersi di lasciare un vantaggio esclusivo alle aziende americane.

Le restrizioni statunitensi rischiano di favorire la concorrenza

I progressi delle aziende cinesi arrivano mentre gli Stati Uniti stanno adottando misure sempre più restrittive nei confronti dei modelli IA più avanzati.

OpenAI ha recentemente limitato l’accesso a GPT-5.6 dopo le richieste avanzate dall’amministrazione statunitense nell’ambito delle nuove procedure di sicurezza, precisando che si tratta di una soluzione temporanea in attesa dell’applicazione delle nuove regole federali. Anche Anthropic è stata costretta a sospendere per oltre due settimane l’accesso internazionale ad alcuni dei propri modelli più avanzati, prima che Mythos 5 venisse nuovamente reso disponibile soltanto a determinate organizzazioni ritenute affidabili.

Queste decisioni stanno però alimentando numerose critiche, secondo diversi esperti del settore limitare la diffusione delle tecnologie americane mentre i modelli open-weight cinesi continuano a migliorare potrebbe spingere sempre più aziende ad adottare soluzioni sviluppate in Cina, spesso più economiche e ormai vicine alle alternative occidentali in diversi scenari di utilizzo.

Le preoccupazioni riguardano anche la possibilità che le aziende cinesi continuino a migliorare rapidamente i propri sistemi attraverso tecniche come la distillazione, oltre alla disponibilità di hardware IA che, nonostante le restrizioni commerciali, continua in alcuni casi a raggiungere il mercato cinese.

Nel frattempo il Pentagono ha annunciato nuove collaborazioni con sviluppatori statunitensi di modelli open-weight, nel tentativo di rafforzare l’ecosistema nazionale e mantenere un vantaggio competitivo in un settore che, giorno dopo giorno, assume un’importanza sempre maggiore non solo per l’industria tecnologica, ma anche per la sicurezza nazionale.

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