È passato poco più di un mese dalla presentazione della Ferrari Luce alla Vela di Calatrava a Roma, e le polemiche che ne avevano accompagnato il debutto non sembrano aver intaccato minimamente la domanda.
Tutti gli 88 esemplari della prima berlina elettrica della storia Ferrari allocati per il mercato cinese sono stati venduti “immediatamente“, stando a quanto riportato da CarNewsChina. Il prezzo di ciascuna vettura nel mercato cinese è di 3.988.000 yuan, pari a circa 586.000 dollari.
Badate bene che il contesto da cui arriva questa notizia piuttosto complessa. Come avevamo raccontato a maggio, la presentazione della Luce aveva fatto crollare il titolo Ferrari in borsa di oltre il 6% in una sola seduta, un evento rarissimo per un’azienda del calibro di Ferrari. A questo poi si sono aggiunte le innumerevoli critiche sui social in cui è stata definita troppo anonima e troppo simile a una berlina di lusso qualunque per portare il Cavallino Rampante.
Qualcuno aveva anche evocato il paragone con la Mustang Mach-E di Ford, altro momento in cui un brand iconico aveva osato l’elettrico e aveva raccolto le ire dei puristi. Poi Ferrari aveva anche sollevato il suo storico direttore marketing Enrico Galliera, sostituendolo con l’ex CEO di BMW Italia Massimiliano Di Silvestre nel giro di poche settimane dal lancio.
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Il mercato cinese risponde diversamente dall’internet occidentale
Stando a quanto riportato dall’azienda stessa, gli 88 esemplari allocati per la Cina, numero scelto non a caso dato che l’8 è simbolo di fortuna e prosperità nella cultura cinese, sono andati esauriti immediatamente.
Un dato che conferma quanto il CEO di Ferrari Benedetto Vigna aveva dichiarato nei giorni successivi alla presentazione, ovvero che gli ordini stavano arrivando nonostante le polemiche, lasciando intendere che il backlash online non stesse trovando riscontro tra chi può effettivamente permettersi di acquistare la vettura.
È una distinzione che vale la pena sottolineare perché, stando alle argomentazioni dei difensori Ferrari, il divario tra chi commenta online e chi firma un assegno da 586.000 dollari è, per definizione, molto ampio. Le critiche sul design firmato da Jony Ive di LoveFrom, già ex designer di Apple, arrivavano in larga parte da persone che non avrebbero mai potuto comprare la Luce, mentre chi ha la disponibilità economica per farlo sembra avere un’opinione diversa, a quanto pare.
Il sospetto delle vendite forzate, poi smentito
Non mancano però le speculazioni e i dubbi su questa situazione, come testimoniato dai giorni successivi al lancio in cui aveva preso piede la voce, riportata anche da Bloomberg, che i venditori Ferrari stessero di fatto condizionando l’accesso ai modelli più esclusivi e costosi del brand all’acquisto preventivo di una Luce. Una pratica che, se confermata, spiegherebbe almeno in parte la velocità delle vendite in mercati come quello cinese, dove l’accesso ai modelli Ferrari più rari è da sempre oggetto di trattativa.
Galliera, prima di essere rimosso dal suo incarico, aveva smentito con forza dicendo: “No, ero arrabbiato perché non rispettiamo ciò che è scritto in quell’articolo, ed è completamente scorretto“, aveva dichiarato al portale The Drive. “Lasciami spiegare perché: perché fin dall’inizio abbiamo chiarito ai nostri clienti che questa vettura è progettata per un pubblico diverso.”
Resta dunque da capire se i 88 acquirenti cinesi abbiano scelto la Luce per la Luce in sé, o se siano stati incentivati in altro modo, ancora da chiarire, in caso.
Insomma, una situazione che si è fatta improvvisamente più complessa di quanto preventivato, di cui nelle prossime settimane, con le prime consegne previste per inizio 2027, ne sapremo sicuramente di più.
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