Il panorama mediatico americano continua a trasformarsi a ritmi frenetici. A pochi giorni dall’approvazione della fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery da parte del Dipartimento di Giustizia, arriva un’altra operazione che vuole riscrivere lo status quo settore. Fox ha annunciato l’acquisizione di Roku per 22 miliardi di dollari, un’operazione che unirà i network televisivi del gruppo Murdoch e il servizio streaming Tubi con la rete di dispositivi Roku, il software per smart TV e The Roku Channel.
Le due società sostengono che dalla fusione nascerà il terzo operatore televisivo negli Stati Uniti per quota di visione.
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La strategia di Fox nel mercato dello streaming
L’operazione rappresenta una bella accelerata per Fox, che nel 2020 aveva acquisito Tubi per circa 440 milioni di dollari finanziando l’acquisto proprio con la vendita della sua partecipazione del 5% in Roku. Sei anni dopo, la società torna su Roku ma questa volta lo fa per comprare proprio l’intera azienda.
Lachlan Murdoch, CEO di Fox, ha descritto l’accordo come “un momento decisivo” e “un’estensione naturale della strategia focalizzata che stiamo eseguendo da quasi un decennio“.
Nella dichiarazione ufficiale, Murdoch ha sottolineato l’obiettivo di combinare “il portfolio di contenuti live più prezioso nel consumo video con la piattaforma streaming preminente attraverso cui l’America li guarda“.
Dal canto suo, Anthony Wood, fondatore e CEO di Roku, resterà in azienda e entrerà nel consiglio di amministrazione di Fox. Wood ha dichiarato che negli ultimi due decenni Roku è diventata la piattaforma streaming leader, raggiungendo oltre 100 milioni di famiglie a livello globale. La combinazione con Fox rappresenta secondo lui “un’opportunità straordinaria per accelerare la nostra visione, crescere più velocemente e innovare in modo più aggressivo per spettatori, partner e inserzionisti”.
Nessun ecosistema chiuso all’orizzonte
Un aspetto interessante emerso dalla chiamata con gli investitori riguarda la strategia futura della piattaforma per cui Wood ha precisato che Roku “continuerà a operare come piattaforma aperta e partner-friendly, supportando l’intero ecosistema streaming“. In parole povere, pare che non dovrebbe esserci l’intenzione di trasformare Roku e Fox in un giardino recintato che esclude i servizi concorrenti.
Anche Fox ha ribadito nel comunicato stampa l’impegno per la “continua distribuzione ubiqua” dei propri contenuti, lasciando intendere che non ci saranno limitazioni nella disponibilità dei programmi Fox su altre piattaforme.
Chiusura prevista nella prima metà del 2027
L’operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2027, ma, come sempre quando si tratta di queste manovre monstre, resta soggetta all’approvazione delle autorità regolatorie. Nel clima attuale, tuttavia, sembra improbabile che l’antitrust americano ponga ostacoli significativi, come dimostra proprio la recente approvazione della ben più controversa e complicata fusione Paramount-Warner Bros.
Il settore dei media statunitense sta vivendo una fase di consolidamento senza precedenti; come vi abbiamo raccontato nel corso di queste settimane, la famiglia Ellison ha costruito un impero mediatico che rivaleggia con Disney attraverso Paramount Skydance, mentre Fox con questa mossa si assicura il controllo di una delle principali piattaforme attraverso cui gli americani accedono ai contenuti streaming. Il numero di grandi player indipendenti nel settore continua a ridursi, e le conseguenze per consumatori e creatori di contenuti restano tutte da valutare.
Nelle prossime settimane ne sapremo sicuramente di più sulla reazione degli enti regolatori, degli addetti ai lavori e del pubblico.
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